Replica a Libero: NON è vero che la comunità LGBT+ è contraria alla regolarizzazione dei migranti

Durissima replica da parte di decine di associazioni LGBT ad un articolo apparso oggi su Libero, nato dalle parole di Fabrizio Marrazzo del Gay Center

Replica a Libero: NON è vero che la comunità LGBT+ è contraria alla regolarizzazione dei migranti - Replica a Libero - Gay.it
3 min. di lettura

Ieri Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, ha diffuso un discutibile e per noi non condivisibile comunicato stampa in cui ha espresso il proprio disappunto nei confronti della possibile sanatoria nei confronti dei migranti, che a suo dire equiparerebbe “le vittime con i carnefici, gli sfruttati con i caporali”, alimentando “il traffico degli scafisti che stanno pubblicizzando l’Italia come terra dai facili permessi, causando cosi altre vittime nel mediterraneo“. Marazzo, ovviamente libero di esternare una propria opinione, si è indirettamente proclamato portavoce della “comunità italiana di migranti lesbiche, gay, bisex e trans”, che avrebbero raccontato al Gay Center come “molti sfruttatori proveranno a farsi regolarizzare e dei video di invito a venire in Italia che gli scafisti stanno facendo girare con la scusa della Sanatoria“.

Questo comunicato stampa, che noi abbiamo volutamente evitato di condividere e riportare, è stato però quest’oggi cavalcato da un articolo di Libero, a firma Antonio Rapisarda,  intitolato “Gli immigrati gay contro la sinistra. Gli stranieri omosessuali avvertono, i permessi facili sono un regalo a schiavisti e sfruttatori“. Anche solo così, un titolo comico nella sua assurdità. Come se tutti gli immigrati LGBT d’Italia fossero stati contattati dal giornalista, o dal Gay Center sopra riportato. Ebbene passate poche ore è arrivata la replica da parte di decine di associazioni LGBT italiane, che hanno duramente risposto al quotidiano in questione, sottolineando ancora una volta come nessuno possa farsi e/o essere considerato portavoce di un’intera comunità.

No, non è vero che la comunità LGBT+ è contraria alla regolarizzazione delle persone migranti.
Non è vero per tante ragioni.
Le comunità LGBT+ sono realtà complesse, non riducibili ad un unico portavoce che le rappresenta tutte.
Nessuno quindi può parlare a nome di tutt* noi.
Ogni comunità, ogni organizzazione ha gli strumenti per rappresentarsi da sé e bisogna dare e pretendere rispetto per la nostra autodeterminazione politica.
Siamo associazioni impegnate da decenni nella lotta alle discriminazioni e per un Paese più equo e giusto.
Siamo persone LGBT+, migranti e non, che lottano ogni giorno perché nessun* venga lasciat* indietro, perché nessun* sia invisibile, perché la collettività si faccia carico di tutt*.
Da anni le persone migranti, i loro diritti e le loro legittime istanze di cittadinanza, sono al centro del nostro impegno politico.
Non riconosciamo nella formale appartenenza ad una comunità nazionale un elemento che possa giustificare disparità di trattamento.
Questa è la nostra posizione.
Possiamo criticare le scelte di regolarizzazione delle persone migranti perché motivate da una contingenza produttiva e non dalla convinzione che ogni persona meriti pari diritti e dignità in ogni circostanza, semmai.
A prescindere dalla ragione che vi è alla base, però, riteniamo che ogni provvedimento che metta al centro le persone e le libera dall’invisibilità dello sfruttamento sia necessario e da approvare senza tentennamenti.
La scusa di negare i diritti alle persone migranti perché questo favorirebbe i trafficanti è sbagliata e inaccettabile politicamente. È la stessa logica che sostiene i vergognosi ostacoli ai salvataggi in mare.
Noi pensiamo che i diritti e la dignità delle persone vengano prima di tutto.
Noi chiediamo che questi diritti e questa dignità vengano tutelati perché attributi inalienabili degli esseri umani.
Noi abbiamo una voce e sappiamo usarla. Lo abbiamo dimostrato nella nostra storia e continueremo a farlo finché ne avremo le forze.
Non abbiamo bisogno di qualcuno che parli al posto nostro.

Fabrizio Marrazzo, via social, ha così commentato quanto accaduto:

In relazione all’articolo apparso oggi su Libero sulla questione dei migranti LGBT, ci tengo a precisare che:

1) non ho rapporti con Libero e non ho rilasciato alcuna intervista a libero in merito al tema dei migranti

2) Libero ha estratto alcune frasi da un mio comunicato, travisandone oltretutto il senso nel titolo e nell’articolo

3) proprio perché ho a cuore la solidarietà dei più deboli ho segnalato quanto riferitomi dalle preoccupazioni di migranti LGBT che non vogliono vedere regolarizzare i loro aguzzini

4) inviterei chi fa polemica a contrastare i veri omofobi e fascisti come Fabio Rampelli e Giorgia Meloni, che anche oggi hanno attaccato le persone LGBT dalla pagina ufficiale del loro partito, ricordando che solo noi lo abbiamo contrastato.

A seguire tutte le associazioni che fino a questo momento hanno condiviso e sottoscritto il documento, che anche noi di Gay.it condividiamo appieno.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Associazione Famiglie Arcobaleno
Associazione Quore
Omphalos LGBTI
Certi Diritti
Mixed lgbti
Arc Cagliari
Antinoo Arcigay Napoli
ALFI Nazionale
MIT – Movimento Identità Trans
Coordinamento Torino Pride GLBT
Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale @cgil nuovi
Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford
Cassero LGBTI
Pride Vesuvio Rainbow
Esedomani Terni
Arcigay Reggio Emilia
Gruppo migranti Arcigay Reggio Emilia
Pochos Napoli ASD
MOS
Unica LGBT
Coordinamento Sardegna Pride
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Franzc Dereck 8.5.20 - 8:58

D'accordissimo sul fare venire a galla il lavoro ( ed il guadagno ) al nero. Verissimo che gli immigrati clandestini regolarizzati , per ora , non votano ; ma il senso del mio intervento andava leggermente al di là del presente immediato . Poi non ci si deve scandalizzare se in Tunisia , paese più vicino sia fisicamente che mentalmente all'"occidente" , stia succedendo questo casino per un matrimonio contratto legittimamente all'estero e registrato erroneamente ( sic) . Quanti di questi clandestini immigrati vengono dalla Tunisia sui barconi e sulle navi delle ONG ? E queste persone non sono certo le elites illuminate di quel Paese in cerca di lavoro.

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bacibaci 8.5.20 - 1:45

Il problema è noto. Gli imprenditori agricoli italiani fanno l'asta a chi è disposto a farsi sfruttare di più come schiavo agricolo. Ovviamente questa asta viene aggiudicata a chi è più povero, quindi agli immigrati, che a differenza degli italiani non possono stare a casa con papà e mamma che fanno la spesa etc. Il punto è l'evasione fiscale, se gli imprenditori agricoli non potessero pagare quattro spiccioli, fregandosene di contratti collettivi e leggi contro il caporalato, questo problema non ci sarebbe o cmq sarebbe molto minore. Ma nessuno vuole combattere davvero l'evasione fiscale ed il lavoro nero, che è evasione contributiva. Quelli che gridavano onestà hanno fatto l'ennesimo condono e quando si è parlato di pagamenti elettronici si sono messi di traverso. La sinistra? Con Renzi ha fatto la voluntary disclosure. Sulla destra direi che più aprono bocca più l'aria puzza, ancora oggi Salvini parla di fare un altro condono. Senza pagamenti tracciati è molto facile evadere e quindi pagare in nero e quindi fare l'asta a chi si fa sfruttare di più. Chi si concentra sul fatto che si tratta di immigrati, vede solo l'ultimo anello della catena ed abbocca all'ennesima propaganda volta ad occultare i problemi che gli italiani, evasori incalliti, non vogliono risolvere. Gli italiani votano, gli immigrati no, quindi trasformiamo un problema di lavoro nero ed evasione fiscale nell'ennesima caccia all'immigrato.

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Franzc Dereck 7.5.20 - 18:28

Sono spiacentissimo dover scrivere questo e pronto ad essere bloccato e bannato , ma io non sono affatto favorevole alla " regolarizzazione" di 600.000 clandestini per la maggior parte mussulmani ( di cultura , me ne f...o della religione ) . Sappiamo tutti che quando diventeranno maggioranza , dato che non si integrano ai principi illuministici dell'Occidente ma si impongono ed impongono le loro leggi religiose , per la comunità Gay saranno cavoli acidi.

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