Mastella: “Via le norme sull’omofobia dal decreto sicurezza”

Il Guardasigilli ci ripensa e il giorno dopo la fiducia all'esecutivo chiede che venga tolto l'articolo sulle discriminazioni di genere. Pena una crisi di governo. Chiti lo appoggia, il Prc non cede.

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"Si ritiri l’emendamento sull’omofobia o è crisi". Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, giunto a Bruxelles per il consiglio dell’Ue sulla giustizia, ha espresso con determinazione le condizioni cui è legato il sostegno dell’Udeur Al governo guidato da Romano Prodi. Dopo la travagliata approvazione del pacchetto sicurezza al Senato nella maggioranza le acque restano agitate. "Ieri – ha proseguito Mastella – ci siamo dati da fare per salvare il governo, ma se a fronte dell’impegno di Chiti di modificare alcuni emendamenti che nulla hanno a che fare con la vicenda della sicurezza Rifondazione e gli altri, facendo i furbastri, con una logica tipicamente comunista di doppiezza togliattiana che conosco da tempo, dicono che non si toccano e viene lasciato tutto inalterato, non ci sono più le condizioni di stare insieme". In tal caso, prosegue l’esponente dell’Udeur, "prenderò atto di questa volontà politica. Se non vogliono modificare per lasciare inalterato quello che è stato conseguito come risultato furbastro, per quanto mi riguarda, è chiusa la nostra collaborazione di governo". Se invece, continua il guardasigilli, "il Prc e gli altri accettano l’idea che su questioni di rilevanza di valori non si può mortificare il Parlamento conducendolo, in prigionia politica, attraverso strumenti da cavallo di Troia come quello del voto di fiducia, si discute liberamente". 
Ad ogni modo, conclude il politico di Ceppaloni, "se l’esecutivo guidato da Prodi dovesse cadere si va al voto. Non c’è altra cosa, sapendo che giustamente vince Berlusconi anche al di là di quello che pensano Fini e Casini, vince anche da solo". 

Sull’emendamento che riguarda i reati di omofobia, Paolo Ferrerro, ministro di Rifondazione, risponde secco a Mastella: "Spero che si possa ricredere e ravvedere, perché la norma fatta è assolutamente corretta e non ha nulla a che vedere con i reati di opinione".
E l’ennesimo ultimatum, o come lo ha definito massimo D’Alema ‘penultimatum’ di Mastella fa gridare allo scandalo il centro-destra che, se da una parte non vede l’ora che il governo cada, dall’altra si dice schifato per il comportamento del Guardasigilli. Mastella, infatti, presiedendo il Consiglio dei Ministri in assenza di Prodi, ha scelto d’accordo con tutti gli altri ministri di mettere la fiducia sul voto del pacchetto sicurezza e, il giorno dopo, minaccia di togliere l’appoggio a Prodi per lo stesso provvedimento.

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"Il realismo politico mi induce a sperare che Mastella e la Binetti o i teodem facciano cadere il governo per la loro solita guerra contro i gay. Pero’ asserisco con onesta’ intellettuale che non mi sento di dire che la nostra civilta’ cristiana va in crisi se condanniamo le discriminazioni ai gay’. Lo afferma, incredibile ma vero, il segretario della Dc per le autonomie Gianfranco Rotondi.
E mentre il Ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti cerca di rassicurare Mastella dicendo che "questo articolo 1 bis è improprio rispetto al provvedimento e non è normativamente corretto" e che quindi "il governo, entro la fine dell’anno, lo togliera’ con un provvedimento", un altro collega del Guardasigilli dchiara l’esatto contrario.

"La norma sull’omofobia contenuta nel decreto sicurezza non va cambiata" ha puntualizzato, senza mezze misure, il ministro Paolo Ferrero.
E non mancano le polemiche neanche all’interno del neonato Partito Democratico. "Quando una parlamentare come Paola Binetti arriva a votare contro la fiducia al governo su norme di civiltà come quelle contro l’omofobia poi dovrebbe anche trarne le conseguenze e andarsene da questo partito". Lo afferma Andrea Benedino, componente della Commissione Manifesto dei Valori del PD e già portavoce di GayLeft.
"Invito il Governo – prosegue Benedino – a smentire le dichiarazioni del Ministro Chiti, estorte da Mastella e dai teodem con la pistola puntata alla tempia, secondo cui le norme contro l’omofobia

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saranno cancellate alla Camera. Cancellare il riferimento all’art. 13 del Trattato di Amsterdam significherebbe infatti cancellare le radici stesse dell’Europa moderna, che nasce tra le ceneri dei campi di sterminio nazisti, dove non posso dimenticare che lasciarono la vita decine di migliaia di miei fratelli omosessuali"."Se invece alle parole di Chiti dovessero seguire i fatti – conclude – personalmente non potrei che trarne io le conseguenze e concludere che la sfida di portare nel nuovo partito il contributo di una cultura laica e attenta ai diritti civili di ciascuno sarebbe una sfida irrimediabilmente persa. Auspico che nelle prossime ore il PD sappia reagire a queste minacce intolleranti con fermezza, restituendo la fiducia a quanti come me la stanno ormai perdendo".

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