Moto GP, il pilota Wilco Zeelenberg accusato di omofobia, ma è solo un malinteso

Esilarante incomprensione tra il manager di RNF Aprilia e un intervistatore su un circuito di Moto GP.

Ascolta:
0:00
-
0:00
moto-gp-omofobia
2 min. di lettura

I rombi dei motori, gli schiamazzi del pubblico, ma anche la trepidazione per la gara: un circuito di Moto GP non è esattamente il posto migliore per intavolare una conversazione.

La comunicazione può talvolta “saltare”, un intervistato può capire fischi per fiaschi, e dare vita a spiacevoli incomprensioni che ben presto diventano vere e proprie polemiche sui social. Almeno, questo è stato il caso per il povero Wilco Zeelenberg – team manager della squadra RNF Aprilia.

In un’intervista con il giornalista sportivo Simon Crafar per il canale ufficiale della Moto GP, Zeelenberg si sarebbe lasciato andare a quello che è apparso, in tutto per tutto, come un commento inappropriato e di dubbio gusto verso il proprio pilota.

Alla domanda “Quali sono le sensazioni di Raul Fernandez e Miguel Oliveira entrando in gara?”, il team manager avrebbe risposto “non ne ho idea riguardo alla ragazza (the girl), ma Raul si sente molto bene”.

In un ambiente macho come quello delle gare motociclistiche, un commento simile sarebbe apparso denigratorio. Su Zeelenberg sono piovute subito pesanti accuse di omofobia, e sui social network il pubblico si è scatenato. Salvo poi il chiarimento dello stesso Crafar, l’intervistatore:

Wilco sulla griglia era in piedi accanto a Raul e alla ragazza che faceva da ‘ombrellina’. Gli chiedo di Raul e Miguel. Tra il mio accento kiwi e il suo udito danneggiato da decenni di pitlane, mi sente chiedere di ‘Raul e la ragazza’. Confuso, risponde: ‘Non so… la ragazza, ma Raul…’”.

A tentare di calmare gli animi, lo stesso Oliveira. Sul suo profilo Instagram ufficiale, il motociclista ha recentemente pubblicato una storia in cui è ritratto mentre abbraccia Zeelenberg, scherzando sull’accaduto. Sembra quindi che la situazione sia tornata alla normalità all’interno del box RNF.

moto-gp-omofobia

Concentriamo quindi la nostra attenzione su quella che è la vera omobitransfobia nello sport.

Dall’esclusione delle persone trans nelle competizioni di élite e non solo, alle imbarazzanti uscite di Martina Navratilova, fino al desolante attacco alla pallavolista turca Ebrar Karakurt, abbiamo molto su cui lavorare per garantire un ambiente più inclusivo e rispettoso delle differenze nello sport a tutti i livelli e in tutto il mondo. 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.