BATTAGLIERA ACCANTO AI GAY

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Viola Valentino invita Bossi al Gay Pride: intervista esclusiva.

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E’ da sempre accanto agli omosessuali e ai transessuali, con il suo piglio decisamente battagliero.

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d'amore Viennese.

Non c’è da sorprendersi, quindi, se con spirito provocatorio, di fronte alle reticenze di certi personaggi della destra ad accogliere il Gay Pride a Milano, Viola Valentino ha risposto con un pubblico invito rivolto a Berlusconi e Bossi a partecipare alla parata: "Loro dicono di non avere problemi di discriminazione sessuale contro nessuno, soprattutto non contro gli omosessuali; se loro non hanno veramente niente contro questi ragazzi, partecipassero anche loro", ha candidamente dichiarato. Tra l’altro Viola Ventino, che pure ci tiene a precisare che non è un politico ("io parlo fuori dai denti, non saprei parlare in politichese"), è stata tra i primi firmatari del documento di costituzione del Girasole.

Uno dei più eclatanti segni dell’amicizia che lega Viola Valentino ai transessuali, è il recente video-clip di Comprami 2000, remake del successo che la rese famosa nel 1980, e scaricabile in mp3. Nel video un gruppo di prostitute transessuali si esibisce al fianco di Viola.

Come è nata l’idea del video di Comprami 2000?

Io volevo un video che fosse ironico, sarcastico e drammatico, ma anche comico. A parte la stupenda Platinette, con cui sono amica danni e che quando può darmi una mano me la dà, anche gli altri trans che compaiono nel video sono tutti miei amici. Alcuni sono andata a recuperarli nei luoghi.. di lavoro:

"Dov’è Viola Valentino?" "A caccia di trans", si diceva. Loro sono stati carinissimi, perché non c’era budget, il disco era autoprodotto, ma hanno partecipato con entusiasmo e con un’estrema professionalità.

Viola, da dove nasce tutto il tuo impegno a favore degli omosessuali e dei transessuali?

C’è sempre stato. Sono vent’anni che canto e sono vent’anni che questi ragazzi mi seguono. In ogni città in cui vado c’è un nucleo di gay che si allarga sempre di più e che mi si è attaccato; e io mi sono attaccata a loro, umanamente. Io li conosco, ho aiutato tanti di loro a parlarne con i genitori perché avevano paura a dirlo.

L’altra sera ho sentito un’intervista della Colli che diceva "Ma nel nostro mondo noi siamo abituati ad avere gay artisti, gay stilisti, gay registi…". Va benissimo: ma il ragazzo di Sondrio o della Valsugana, non è del mondo dello spettacolo e se è gay, e fa il muratore, ha qualche problemino in più dello stilista di successo. Così si nasconde. Ma questi ragazzi non si devono più nascondere: i gay fanno parte della società, ed è quindi inutile mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. I gay hanno dei doveri nei confronti della società: devono comportarsi bene, devono pagare le tasse, devono pagare gli affitti, devono lavorare. Allora hanno anche dei diritti!

E come mai hai deciso di sostenere il Girasole?

E’ successo per caso, come tutte le cose che mi sono accadute e che hanno avuto successo. Mi sembrava che questo polo laico che si stava formando fosse una cosa interessante e mi sono ritrovata tra i firmatari, insieme a Dario Fo e altri.

Mi sono detta: magari facendo nascere questa cosa insieme a loro, riesco ad aiutare anche questi ragazzi. Poi io non aiuto soltanto gli omosessuali: l’altra sera a momenti mi faccio accoltellare per due trans. Io non sopporto le cose che vedo a volte al supermercato, quando ci sono alcuni trans, magari reduci da una notte di lavoro: c’è gente che si dà le gomitate, gente che li scansa, che li schiva. Ma non sono mica dei lebbrosi! Faranno anche un mestiere poco lecito, ma da che mondo è mondo dove ci sono le puttane c’è civiltà. Diamogli una dimensione, diamogli il non doversi vergognare ad andare a fare la spesa. Un’altra cosa che mi interessa molto sono gli animali, in particolare le scimmie e i cani. Ora c’è il caso di questi bastimenti carichi di pelli che arrivano dall’Indocina o da altri paesi, con quindicimila, ventimila pelli di cane e di gatto, pelli che vengono lavorate e inserite nel cappottino delle signore per farle stare al caldo, perché il cappotto normale non gli basta. Allora, siccome il cane e il gatto non sono animali in via di estinzione, per assurdo – anche se non so cosa succederebbe in Italia, ma all’estero già succede – io posso prendere due bastardi, farli procreare, uccidere i cuccioli e prenderne le pelli. Quindi posso fare un allevamento di cani e di gatti che servono a quello; è scandaloso!

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