Il segretario Pd Nicola Zingaretti è tornato a chiedere a gran voce l’immediata approvazione della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Negli ultimi due anni, ovvero da quando è diventato segretario del Partito Democratico, è l’ottava volta, la seconda in meno di una settimana.

Zingaretti ha ‘approfittato’ delle notizie in arrivo dagli Stati Uniti d’America, con la Camera dei Rappresentanti che ha approvato l’Equality Act contro la discriminazione delle persone lgbt, per rimarcare l’urgenza di un simile passo nel nostro Paese.

Anche in Italia, dal nostro Senato, dipende l’approvazione della legge Zan contro omotransfobia, misoginia e abilismo. Una legge che l’Italia attende da anni e che il Pd sostiene. Perché una comunità dove ciascuno può vivere con pieni diritti e cittadinanza è una società più felice che cresce di più e meglio.

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Parole chiare, nette, ribadite più e più volte, che rimarcano la linea dettata dal Partito Democratico. Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore del DDL, ha ringraziato Zingaretti “per l’impegno. Ora spetta a tutte e a tutti noi far sentire la nostra voce, questa battaglia non avviene solo in Parlamento, ma soprattutto fuori. Facciamoci sentire“. Laura Boldrini, deputata dem, ha applaudito i deputati d’America che hanno approvato l’Equality Act, chiedendo altrettanto ai senatori d’Italia. Ieri Monica Cirinnà aveva chiesto al Pd di avere più coraggio, di “imporsi anche all’interno della maggioranza in Senato, per lo meno con la vecchia maggioranza giallorossa, e dire che la 2a lettura si può fare presto e bene”.

L’unico a non parlare, per quanto sia ormai premier da settimane, è Mario Draghi. La maggioranza per un’approvazione al Senato del DDL Zan c’è, esiste. Tutto sta nel calendarizzarlo, nell’iniziare i lavori in Commissione. Tutto sta nel volerlo realmente approvare. Cosa stiamo aspettando?

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