Pride d’Italia 2023, si parte. L’appello unitario: “Non daremo tregua a chi nega il diritto alla libertà”

51 Pride in poco più di 3 mesi, a partire da domani, per chiamare "l’Italia alla responsabilità di essere un Paese migliore".

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Pride d'Italia 2023, si parte. L'appello unitario: "Non daremo tregua a chi nega il diritto alla libertà" - onda pride 2023 - Gay.it
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Quest’anno, per la prima volta, i Pride di tutta Italia si uniscono per lanciare un messaggio chiaro e forte alla politica: le persone gay, lesbiche, bisessuali (bi+), trans*, intersex, queer, asessuali hanno gli stessi doveri di tutte le altre persone e vogliono gli stessi diritti.

Dopo l’anteprima dello scorso 8 aprile a Sanremo, con i Pride di domani ad Alessandria, Novara e Piacenza riparte l’Onda Pride, che vedrà 51 città scendere in piazza da fine maggio a metà settembre. Sabato 3 giugno il Pride arriverà a Trento, Padova e Pavia. Il 10 giugno appuntamento ad Avellino, Cuneo, Foggia, Dolo, Genova, Lecco, Pordenone, Roma e Messina, mentre il 17 giugno si sfilerà a Bari, Bergamo, Catania, La Spezia, Mantova, Civitanova Marche, Parma, Torino, Treviso, Varese. Il 24 giugno manifestazioni a Cagliari, Chieti, Milano, Palermo, Perugia, Taranto, Venezia, mentre Reggio Emilia avrà il suo Pride domenica 25 giugno. Il calendario di luglio si apre il 1° del mese con le parate di Bologna, delle isole Egadi, di Lecce, Napoli, Ragusa e Siracusa, poi sabato 8 luglio sarà la volta di Firenze, Latina e Verona, che passeranno il testimone il 15 luglio a Belluno, il 22 luglio a Matera e Reggio Calabria e il 29 luglio a Campobasso. Ad agosto un solo Pride, il 6 a Rimini, mentre a settembre si riparte il 2 con Brescia e si prosegue il 9 a Taormina, per poi concludere l’onda il 16 settembre a Monza e a Scafati.

Durante tutta la stagione dei Pride le manifestazioni dell’orgoglio e della visibilità lgbtqi+ risuoneranno al grido di “I Pride chiamano l’Italia. Stessi doveri, stessi diritti”, un flash mob collettivo attraverso il quale milioni di persone chiederanno al Paese e alla cittadinanza tutta di schierarsi dalla parte dei diritti.

Questo il testo ufficiale sottoscritto dalle associazioni e da tutti i coordinamenti Pride d’Italia.

“Sarà il grido di chi crede nella libertà incondizionata di essere, di chi lotta per un mondo in cui ogni persona può̀ decidere sul proprio corpo, sulla propria identità̀, sulle relazioni e sulle famiglie da costruire nella propria vita. La volontà è quella di denunciare un sistema di potere che mette sotto attacco le persone, impone un modello unico a tutte le famiglie, anche a quelle eterosessuali, restringe l’autodeterminazione delle identità̀ e dei corpi, anche riducendo la possibilità̀ di accesso all’interruzione di gravidanza sicura e legale, nega qualsiasi tentativo di sensibilizzazione al rispetto delle differenze nelle scuole e non dà sostegno a chi è senza reddito e, o, precario, trattando le persone come carichi residuali e negando l’accoglienza a chi fugge da Paesi che prevedono il carcere o la pena di morte per chi è omosessuale o transgender.

“Sin dalla notte di Stonewall, abbiamo lottato per la liberazione dei corpi e della sessualità̀, facendo dell’autodeterminazione la nostra stella polare. Oggi, in Italia, c’è chi vuole ancora che certi diritti restino privilegi, ricacciando nell’ombra le persone LGBTQIA+, le loro famiglie e tutte le soggettività̀ discriminate e socialmente marginalizzate. I Pride sono da sempre rivoluzione dei diritti e delle libertà e questa rivoluzione, oggi, passa per la lotta e il rifiuto di ogni disuguaglianza. Non daremo tregua alla violenza ipocrita di chi nega il diritto alla libertà, trasformando i diritti in privilegi e togliendoli lentamente anche a chi li ha faticosamente conquistati. Siamo cittadinanza attiva, persone che ogni giorno vivono, lavorano, progettano il futuro e contribuiscono allo sviluppo della società. Per questo, quest’anno, con milioni di telefonini alzati al cielo, i Pride chiameranno l’Italia alla responsabilità di essere un paese migliore. E lo faranno con un’unica voce che non si fermerà̀ di fronte ad alcun muro di indifferenza o palazzo del potere”.

Scendere nelle strade quest’anno ha un significato e un’urgenza particolari”, ha aggiunto Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “La battuta d’arresto ma addirittura le numerose retromarce che il nostro Paese ha fatto in tema di riconoscimento dei diritti delle persone lgbtqi+ meritano una grande mobilitazione. Ma non solo: lo meritano tutte le vite e le soggettività che questa politica e questo governo in particolare tratta come meno uguali, comprimendo libertà e diritti ed esercitando oppressione se non addirittura violenza. I Pride sono un grande polmone che dà ossigeno alle persone, un esercizio che mette alla prova le democrazie, interpellandole sull’uguaglianza e le pari opportunità, architravi sulle quali dovrebbero fondarsi”.

Coordinamenti Pride:

Alessandria Pride
Bari Pride
Belluno Pride
Bergamo Pride
Brescia Pride
Catania Pride
Cuneo Pride
Dolomiti Pride
Egadi Pride
Foggia Pride
FVG Pride
Irpinia Pride
La Spezia Pride
Lazio Pride
Lecco Pride
Liguria Pride
Mantova Pride
Marche Pride
Matera Pride
Messina Pride
Milano Pride
Molise Pride
Napoli Pride
Novara Pride
Padova Pride
Parma Pride
Pavia Pride
Piacenza Pride
Ragusa Pride
Reggio Calabria Pride
Reggio Emilia Pride
Rimini Summer Pride
Roma Pride
Salento Pride
Sardegna Pride
Scafati Pride
Siracusa Pride
Taormina Pride
Taranto Pride
Torino Pride
Toscana Pride
Umbria Pride
Varese Pride
Verona Pride

Associazioni:

Arcigay
Famiglie Arcobaleno
Rete Genitori Rainbow
ALFI
GAYNET
Circolo Mario Mieli
Agedo
EDGE
Rete Lenford
Omphalos LGBTI
Pride Vesuvio Rainbow
Agapanto
NUDI
ARCO
La Tenda di Gionata
Gruppo Trans
TGenus
CEST
Gender X
Associazione Radicale Certi Diritti

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