Riccione, Giada e Serena sono entrambe mamme anche sulla carta d’identità: parola del Tribunale

Dopo 7 anni d'attesa Serena Galassi e Giada Buldrini, mamme di 3 bimbi, hanno finalmente ottenuto giustizia.

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2 min. di lettura

Serena Galassi e Giada Buldrini, riccionesi di 36 e 31 anni, sono diventate mamme di due gemelli nel 2013. A partorire i bimbi fu Serena, dopo aver ricevuto un ovulo dalla sua compagna Giada, ma fino a pochi giorni fa all’anagrafe del Comune di Riccione solo la Galassi risultava come genitore dei due gemelli, nati in una clinica spagnola. Nel 2018 Serena e Giada presentano al Comune la richiesta del riconoscimento di filiazione fuori dal matrimonio, ma vengono respinte. Il passo successivo, inevitabile, è il ricorso al Tribunale di Rimini, presentato tramite l’avvocato Katia Buldrini, che ha ora decretato mamme entrambe.

Giada, che ha donato i propri ovuli per la fecondazione medicalmente assistita, è mamma quanto Serena. Marco Tonti, presidente Arcigay Rimini “Alan Turing”, ha così festeggiato la sentenza.

Bella vittoria a Riccione della famiglia arcobaleno di Giada e Serena, un comune ormai da anni ostile a ogni forma di tutela e riconoscimento dei diritti e delle persone LGBT, e proprio per questo il successo è ancora più significativo. La forza del diritto sconfigge l’omofobia che col pretesto burocratico ferisce ancora molte famiglie omogenitoriali. Le famiglie arcobaleno rispondono colpo su colpo con la forza dell’amore alle mille difficoltà che purtroppo ancora trovano ogni giorno sul loro cammino di vita. Anche per questo è importante che nella prossima Giunta regionale ci sia un assessorato ai Diritti che possa aiutare a superare questi ostacoli burocratici che funestano la vita di migliaia di cittadini e cittadine della regione. Le ultime elezioni hanno detto che questo vuole la popolazione, e una regione come la nostra ha le carte in regola per alzare l’asticella del rispetto e dei diritti per superare l’omo-transfobia burocratica che molti ancora usano a pretesto per complicare la vita delle persone LGBT.

A fine 2018 Renata Tosi, sindaca di Riccione eletta a capo di una lista civica sostenuta dal centrodestra, aveva in qualche modo criticato la coppia di mamme, a suo dire in cerca di ‘visibilità’. Come se i diritti di due bimbi possano essere anche lontanamente considerati una clava per conquistare una pagina di giornale.

Noi applichiamo la legge, non prendiamo nessuna decisione se non quella di rispettarla. Le ragazze cercano visibilità.

Ora che è arrivata la sentenza, come riportato dal Corriere di Bologna, il Comune ha provato a giusitificare i propri ripetuti no alla coppia di mamme appoggiandosi ad un ‘vuoto normativo’.

La sentenza depositata sabato scorso va a colmare un vuoto normativo, non diversamente sanabile. A tutt’oggi in Italia non vi è una legge che dice che è possibile indicare come secondo genitore una persona dello stesso sesso del primo, da qui il rifiuto dello Stato Civile di Riccione. Davanti al Tribunale ordinario, volontaria giurisdizione, l’udienza si è tenuta in aprile e la sentenza è stata depositata in questi giorni, dopo 9 mesi, segno della particolare delicatezza della materia trattata.

Serena e Giada, nel frattempo, sono diventate mamme per una terza volta.

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bacibaci 30.1.20 - 14:25

Votare per il centrodestra è un modo per impedire il giusto riconoscimento dei diritti dei membri di questa famiglia.

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Franzc Dereck 29.1.20 - 10:16

Felice che a queste due ragazze sia stato riconosciuto loro il dovuto , l'evidenza. Se non è solo un caso di omonimia ( Giada e Katia Buldrini) , con amarezza , noto che solo chi ha mezzi , od un avvocato in famiglia , può affrontare un giudizio in Tribunale senza finire sul lastrico.

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