Riflessioni disincantate di un infettivologo

Metteremo il fiocchetto rosso, parleremo di prevenzione e saremo inondati di numeri e cifre. È la giornata mondiale contro l'Aids, bellezza, e la D'Addario andrebbe fatta Ministro della Salute.

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Il 1° dicembre in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS. Ho usato il verbo "celebrare" non a caso perché il rischio di queste ricorrenze è proprio quello di fare una Celebrazione come la Messa Solenne (come si diceva tanto tempo fa: "con la partecipazione delle Autorità Civili, Religiose e Militari…") e naturalmente terminata la "bella Cerimonia" si torna alle antiche abitudini. L’Assessore che aveva fatto un così bel discorso non stanzierà i soldi necessari per la prevenzione, per le medicine, per il personale… L’illustre Professore che tanto si era congratulato con le Organizzazioni Omosessuali per la meritoria opera di prevenzione e supporto tornerà con i colleghi alle consuete battute omofobiche e macho. Persino le Organizzazioni del Volontariato saranno felici per "l’ottima riuscita della Giornata" con molte persone, "specialmente giovani" , che si sono avvicinate al banchetto audacemente piazzato proprio nella Piazza principale tra il Comune ed il Duomo (tiè cosi imparano…)… E mi raccomando: stasera tutti in discoteca con il fiocchetto rosso (per l’occasione il Gestore della disco ha persino chiuso la dark ed all’ingresso regalano persino i preservativi!).

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Tutto questo succede, secondo me, perché manca la voce più importante: il silenzio dei sieropositivi è assordante. Tranne pochissime e lodevolissime eccezioni in Italia i sieropositivi "che ci mettono la faccia" sono poche decine di persone. Eppure solo loro ci potrebbero spiegare come e dove fare la famosa Prevenzione: l’illusione che ci "vuole più informazione" (che equivale a dire che se i cartelli stradali fossero più grandi ci sarebbero meno incidenti stradali…) è la stessa che ci fa ripetere, come pappagalli, che "ci vorrebbe l’Educazione sessuale nelle Scuole" mentre, forse, il problema è l’Educazione sentimentale che in Italia è condotta solo, a scelta, o dalla Chiesa o dal Grande Fratello (ma anche Amici, Uomini e Donne, …).  Se infatti bastasse solo l’Informazione come spiegare quel discreto numero di sieropositivi che dopo la sieropositività si prendono altre malattie sessualmente trasmesse (sifilide, epatite C, gonorrea ecc?).

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Un’altra caratteristica di queste giornate è che saremo inondati da numeri: quanti nuovi sieropositivi, quanti nuovi casi di AIDS, quanti sono morti… Bisogna riflettere molto attentamente sulla qualità di questi numeri e soprattutto sapere a cosa servono tutte queste cifre. Se mi interessa la Prevenzione primaria (cioè evitare che uno diventi sieropositivo) sapere quanti sono i casi di AIDS non mi serve a niente, caso mai vorrei sapere quanti test per HIV sono stati fatti questo anno, quanti preservativi sono stati venduti, ecc. Ed il famoso banchetto invece che metterlo nella Piazza principale lo dovremmo forse mettere nei cessi delle stazioni, sull’argine del fiume o è meglio nel boschetto che tutti conoscono? Oppure dire al Gestore della disco (o della sauna o del cruising): per 15 euro di ingresso o dai un preservativo gratis a tutti o niente tessera dell’Arcigay? E come si può fare la prevenzione nel più grande luogo di battuage del mondo cioè internet? Le cifre che leggerete in questi giorni ci dicono che in Italia il 60% di chi scopre di essere sieropositivo lo scopre troppo tardi cioè in AIDS conclamato. In altre parole queste persone non avevano mai fatto un Test prima (ed è dimostrato che un sieropositivo che sa di esserlo, specie se è in terapia, è più difficile che trasmetta ad altri l’HIV). Allora questo dato ci deve servire a rispondere a questa domanda: come si fa ad aumentare il numero dei Test? Come rendere il Test più facilmente accessibile? Altri numeri che leggerete ci dicono che la maggioranza dei sieropositivi sono eterosessuali, seguono i gay ed infine i tossici e gli stranieri (di questi ultimi evidentemente non ci interessa la loro sessualità, d’altronde sono venuti qui a lavorare o no?). Peccato che si tratti di espressioni molto generiche che perciò non ci servono a molto. Eterosessuale è il 90% della popolazione… Ci servirebbe invece sapere: sono sposati? Vanno a prostitute? Vanno con le persone trans? E come mai non compaiono in nessuna statistica i bisex? (proprio nella nazione dove è diffusa la cosiddetta "omosessualità mediterranea", cioè traducendo: i maschi etero ci stanno, eccome se ci stanno, basta che non si sappia in giro eh!). Ma siamo proprio sicuri che la maggioranza dei sieropositivi siano etero?

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Sull’AIDS dovrei certamente scrivere di altri due aspetti: i progressi scientifici e le politiche governative sul tema dell’AIDS. Sugli aspetti scientifici (farmaci, vaccini sperati o presunti) però io sono all’antica e penso che di queste cose si debba parlare nei congressi e sulle riviste scientifiche tra persone che capiscano di cosa si sta parlando altrimenti è facile scivolare dalla democrazia alla demagogia: partecipa pure al dibattito scientifico anche se non ci capisci un tubo. Grazie non mi interessa. Sulle politiche governative mi sbrigo in un attimo: a luglio a Vienna alla Conferenza mondiale sull’AIDS non c’era nessun rappresentate del Governo italiano (molto belli e partecipati invece gli Stand dell’Africa sub sahariana e quello dell’Arcigay). E per concludere leggete questo dialogo del 2009 tra Giampaolo Tarantini (GT) e Patrizia D’Addario (PDA) e ditemi voi cosa altro potrei aggiungere io che di mestiere faccio l’Infettivologo:

GT: Allora…
PDA: mi volevi parlare?
GT: non volevo parlare, volevo dirti… che alle nove e un quarto vi passo a prendere l’autista e andiamo lì…
Ragazza: andiamo lì … poi se lui decide rimani lì…
PDA: …e mille per la serata.
GT: Mille ora già te li ho già dati … poi se rimani con lui … ti fa il regalo solo lui … ah … vedi che lui non usa il preservativo … eh
PDA: Ma non esiste una cosa senza preservativo … come faccio a fidarmi?
GT: Ma … è Berlusconi …
PDA: Ma tu chi sei? Guarda che … sai quanta gente è rimasta …
GT: Sai quanti esami fa lui?
PDA: Lo so, ma … sai … per noi donne è anche più bello … voglio dire … ma sentire una cosa del genere …
G: Tu puoi decidere, però lui non ti prende come escort, capito? lui ti prende come un’amica mia, che ho portato …

Bello no? Non pensate anche voi che nella Repubblica del Bunga Bunga la signora D’Addario sarebbe un ottimo Ministro della Salute?

Buon 1° dicembre a tutti!
Dott. Francesco Allegrini

 

di Francesco Allegrini

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