Il Tribunale per i minorenni di Roma ha emesso un’altra sentenza storica sull’adozione da parte di coppie omosessuali. Ha concesso l’adozione di un bambino, un maschietto, a due padri omosessuali che sono ricorsi ad una inseminazione eterologa, quindi ad una cosiddetta maternità surrogata, in Canada.

Stepchild ad una coppia gay: sentenza storica a Roma - genitori gay - Gay.it

I due uomini sono una coppia stabile dai tempi dell’Università: il Tribunale ha quindi ritenuto che fosse nel superiore interesse del bambino stare con i due papà che lo hanno cresciuto ed ha di fatto legalizzato una situazione esistente da tempo. I termini sono infatti scaduti e la sentenza è inappellabile.

Si tratta di stepchild adoption a tutti gli effetti. Accade così ancora che mentre il Parlamento ha preferito lasciare in sospeso questo aspetto particolare ma importante dei diritti civili per gli omosessuali, i giudici decidono i casi concreti.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

“Come sempre, abbiamo privilegiato l’interesse superiore del bambino che nel caso specifico sta frequentando la scuola dell’infanzia in maniera del tutto serena – spiega Melita Cavallo all’Agi -. Mi auguro che la nostra linea continui a essere condivisa dal tribunale di Roma e da quello di altre città. Il caso è stato esaminato dal mio collegio con la consueta attenzione e il provvedimento è definitivo perché non e’ stato impugnato dalla Procura”. Melita Cavallo, presidente in pensione del tribunale dei minorenni, spiega poi come è nato il via libera all’adozione: “Uno dei due uomini è il padre del bimbo e in Canada vive la donna che ha prestato il suo utero e mantiene rapporti costanti sia con la coppia sia con lo stesso bambino che ha portato in grembo per nove mesi“.

© Riproduzione riservata.