Contro Padre Pio

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Bugie, simulazioni, legami col fascismo, scandali sessuali, sfruttamento della superstizione. Ecco il ritratto terreno del santo di Pietralcina.

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Secondo un sondaggio realizzato da Famiglia Cristiana, quando gli italiani invocano un santo, una volta su tre invocano Padre Pio. Non si rischia di essere tacciati di esagerazione allora se si dice che Padre Pio è un simbolo. Nostro, della Chiesa, dell’Italia, della nostra società. Un simbolo del nostro male, della nostra sciagura, morale e culturale. Della superstizione e del malaffare, della connivenza tra gerarchie ecclesiastiche e potere economico. Tutti elementi che si ritrovano intrecciati nella biografia del veneratissimo santo. La stessa Chiesa, tra l’altro, ha a lungo indagato sull’operato di Padre Pio: negli anni ha inviato ispettori e sospeso più volte il frate dagli incarichi, impedendogli addirittura di celebrare la messa. I rapporti col Vaticano si sono appianati solo quando Pio ha deciso di iniziare a spartire la torta delle donazioni e delle offerte. Ecco tutto quello che bisogna sapere sul santo più famoso del Novecento.

IL SANTO IMPOSTORE

Il santo di Pietrelcina, a immergersi nei tanti documenti che raccontano la sua vicenda terrena, risulta essere stato una grande messa in scena. Una performance lunga un vita, abilmente ispirata ai grandi modelli dei mistici e dei carismatici cristiani. Stimmate, bilocazione, profezie, lettura del pensiero, profumo di fiori: Padre Pio è stato la sorprendente sopravvivenza di pulsioni medioevali nel cuore del Novecento italiano. Un padre padrone meridionale sufficientemente astuto da portare avanti forme di idolatria e superstizione restando all’interno della Chiesa ufficiale, anche grazie a un contesto sociale poco alfabetizzato e tendenzialmente dedito alla superstizione. Certamente fu anche un grande manipolatore, dai metodi non molto diversi da quelli dei cartomanti e degli operatori esoterici, che nei colloqui riescono spesso a dare l’impressione di sapere tutto del consultante, semplicemente perché dispongono di una certa confidenza con le aspettative dell’utente. Pio suscitò devozione, speranza, adorazione. Un “santo impostore”, come l’ha definito Mario Guarino, autore di una delle biografie non autorizzate più importanti e meglio documentate sulla vita del frate, che sin dalla più tenera età si rivelò incline alla menzogna. Poco dopo essere stato ordinato sacerdote, tanto per dirne una, il giovane Pio, rinchiuso in casa per colpa di uno dei tanti malanni veri o fittizi che nella vita utilizzò per evitare obblighi e incombenze, scrisse delle lettere ai suoi direttori spirituali, lettere appassionate e ispirate, cariche dell’ardore e del travaglio della sua vita interiore. Solo che le lettere risultarono poi esser state copiate, parola per parola, dall’epistolario di Gemma Galgani, una donna di Lucca che aveva ricevuto le stimmate nel 1899.

LE STIMMATE

Se si vuole essere santi tra i poveri, gli umili e gli analfabeti bisogna dar loro prove tangibili. Far vedere, far toccare. Pio questo lo capì molto bene. E infatti centro pulsante del suo culto e del suo personaggio furono le stimmate, le ferite di Cristo. Non è un mistero che il frate fu accusato di procurarsi da sé quelle ferite: furono scoperti ordini fatti in una farmacia locale di acido fenico e altre sostanze caustiche in grado di procurare quel tipo di lesioni. Il frate disse che gli servivano per fare scherzi ai confratelli.

Diversi medici, coevi a Pio e poi anche successivi, come lo psichiatra Luigi Cancrini dell’Università La Sapienza di Roma, hanno tratteggiato il profilo psichiatrico dell’uomo: istrionismo, isteria, disturbi psicotici, ritenendo le sue afflizioni psicologiche assolutamente compatibili con fenomeni di conversione somatica. Insomma le stimmate, per molti medici, Padre Pio se le procurava da sé. Padre Gemelli, grande autorità medica di inizio Novecento e fondatore dell’università Cattolica di Milano, scelto dal Sant’Uffizio per valutare il fenomeno Padre Pio, scrisse:

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È un bluff. Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello psicopatico. Quindi, le ferite che ha sul corpo… Fasulle, frutto di un’azione patologica morbosa. Un ammalato si procura le lesioni da sé. Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti, tipico della patologia isterica.

Come se non bastasse, mentre era in vita, le sante piaghe di Pio diedero origine a un notevole giro economico: il commercio delle pezzuole – apparentemente macchiate dal sangue delle ferite (anche se almeno in parte fu scoperto poi essere sangue di gallina), ma anche dal sacro sputo di Pio – fu uno dei primi sfruttamenti economici della caratura spirituale del santo uomo. Il giro economico fu smascherato e, a seguito dell’indagine, alcuni frati che avevano infranto il voto di povertà furono allontanati da San Giovanni Rotondo.

PAROLA DI SANTO

Le parole di Padre Pio ai fedeli restituiscono bene la personalità dell’uomo: basta fare qualche ricerca per trovarne di meravigliose. Come quel colloquio con una donna del paese, la quale gli domandò: “Padre, ma come fa a non sbagliare mai?”, e Pio rispose: “Sono consigliato da Dio e dall’angelo custode“. E aggiunse che proprio in quel momento, tra loro due, c’era l’angelo, che gli parlava. Al che la donna gli disse: “Padre ma io non lo vedo” e Pio sentenziò: “Tu non hai occhi abbastanza puri”. Sempre la stessa donna in un’altra occasione gli chiese: “Padre ma lei vede anche l’anima?”, e lui: “Io vedo tutto”. Degno di nota poi un altro dialogo con un fedele, il quale durante la confessione ammise: “Padre io non credo che esista l’inferno”, al che il santo rispose: “Figliolo, ci crederai quando ci andrai”.

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