1 maggio: è festa anche per i lavoratori LGBT?

Il non essere dichiarati può portare un impatto negativo sulle prestazioni lavorative. Fare coming out, al contrario, aiuta il lavoratore a produrre meglio e di più.

lavoratori lgbt
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Quanti lavoratori LGBT sono dichiarati? Quanti hanno paura di fare coming out con colleghi e superiori? Tanti, perché si temono discriminazioni, molestie e mobbing. Delle discriminazioni che spesso non vengono nemmeno denunciate, e che sono principalmente di 2 tipi: quelle dirette si verificano quando c’è una diversità di trattamento rispetto a un collega nel corso di una situazione simile; indiretta quando è presente una decisione aziendale che crea svantaggio a un lavoratore. Lo studio del Center for Work-Life Policy nel 2010 fece un’analisi preoccupante, in cui il 25% degli intervistati non si sentiva a proprio agio a essere se stessi a lavoro. Però, un ambiente aperto e non discriminatorio avrebbe consentito all’88% del campione di dare qualcosa in più a lavoro, aumentando quindi il rendimento.

Lo studio puntava a quantificare la perdita economica di un’azienda che non adotta politiche anti discriminazione. Lo stesso studio aveva mostrato che tra i lavoratori LGBT non dichiarati, il 21% non si fidava del proprio capo, il 52% sente che la propria carriera è in stallo e solamente il 48% si sente soddisfatto del proprio livello di carriera. 

I dati nel 2018

A 10 anni di distanza, una ricerca internazionale commissionata da Vodafone aveva indicato che il 58% dei lavoratori LGBT ritiene sconveniente fare coming out a lavoro, per paura di essere discriminati.

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Il 60% del campione teme una reazione negativa da parte dei colleghi dopo il coming out, il 42% ha paura di peggiorare la propria prospettiva lavorativa e il 33% teme di avere meno possibilità di essere promosso in futuro, se dichiarato.

I lavoratori LGBT in Italia

Un milione. Questi i lavoratori LGBT in Italia.Lo stesso studio di Vodafone aveva indicato che nel Belpaese il 34% dei lavoratori alla loro prima esperienza lavorativa decidono di non fare coming out. O meglio, decidono di tenere per sé l’orientamento sessuale, nonostante fosse già uscito allo scoperto a scuola e in famiglia. Anche precedenti insulti o offese casuali nell’ambiente di lavoro da parte dei colleghi impedisce al 44% dei lavoratori di fare coming out, per paura di essere presi di mira.

In generale, solo il 55% è dichiarata con tutti a lavoro. Gli altri preferiscono “non rischiare”. La paura di essere scoperti, comunque, ha anche un forte impatto sulle prestazioni lavorative. Un impatto negativo, naturalmente.

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