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Da Chopin e Schubert a Tchaikovski fino a Bernstein. 10 compositori queer che sono dei giganti della musica classica

Comprendere appieno la vita dell'artista arricchisce la nostra connessione e apprezzamento per la sua opera, aiutandoci a percepirne profondità e contesto.

18 min. di lettura
10 compositori queer che hanno fatto la storia della musica
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George Frideric Handel (1685-1759)

George Frideric Handel, nato a Halle, in Germania, nel 1685, è uno dei compositori più celebrati dell’era barocca. La sua formazione musicale iniziò giovanissimo e si consolidò attraverso studi a Halle, Amburgo e infine in Italia, dove entrò in contatto con alcuni dei più importanti compositori dell’epoca, come Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti.

Trasferitosi in Inghilterra nel 1712, Handel rapidamente si affermò come una figura dominante nel panorama musicale britannico. La sua opera “Rinaldo” fu un successo clamoroso, e da quel momento in poi, la sua fama e il suo impatto sulla musica inglese crebbero esponenzialmente. Handel divenne noto per le sue opere, oratori e composizioni strumentali, tra cui spicca il celeberrimo “Messiah“.

Il suo stile compositivo era caratterizzato da una fusione di elementi tedeschi, italiani e inglesi, che gli permisero di creare opere di vasto respiro emotivo e di grande impatto drammatico. 

Nonostante la sua vita personale sia rimasta relativamente privata e poco documentata, la sua musica a volte è stata interpretata come un riflesso della sua interiorità. Ellen Harris, nel suo libro “Handel as Orpheus: Voice and Desire in the Chamber Cantatas“, esplora la possibilità che le cantate di Handel possano contenere sottotesti relativi al suo orientamento sessuale. Harris osserva come alcuni testi siano stati scritti in modo da non specificare il genere dell’oggetto amoroso, permettendo così interpretazioni diverse. Queste interpretazioni offrono una prospettiva aggiuntiva sul suo lavoro, pur senza definire in modo conclusivo la sua vita privata.

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Handel trascorse gli ultimi anni della sua vita a Londra, dove continuò a comporre fino alla fine, nonostante problemi di salute, tra cui la perdita della vista. Morì nel 1759 e fu sepolto nell’Abbazia di Westminster, un onore riservato alle figure più emerite della società britannica.

L’eredità di Handel rimane immensa. Ecco qui di seguito le sue opere più significative. 

Opere più significative di George Frideric Handel

Queste opere rappresentano solo una parte del vasto repertorio di Händel, che comprende molte altre opere, oratori, musica da camera, musica per clavicembalo, e brani corali. Le sue composizioni rimangono pietre miliari nel repertorio classico e continuano ad essere eseguite e ammirate in tutto il mondo.

  1. Messiah (HWV 56) – Oratorio
  2. Water Music (HWV 348-350) – Suite per orchestra
  3. Music for the Royal Fireworks (HWV 351) – Musica per orchestra
  4. Julius Caesar in Egypt (Giulio Cesare in Egitto, HWV 17) – Opera
  5. Rinaldo (HWV 7) – Opera
  6. Zadok the Priest (HWV 258) – Coronation Anthem
  7. Theodora (HWV 68) – Oratorio
  8. Solomon (HWV 67) – Oratorio
  9. Samson (HWV 57) – Oratorio
  10. Saul (HWV 53) – Oratorio
  11. Israel in Egypt (HWV 54) – Oratorio
  12. Alcina (HWV 34) – Opera
  13. Serse (Xerxes, HWV 40) – Opera, che include la famosa aria “Ombra mai fu”
  14. Orlando (HWV 31) – Opera
  15. Agrippina (HWV 6) – Opera
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