16 leader europei contro la legge omofoba ungherese, c’è Draghi: “Flagrante forma di discriminazione LGBT”

Si tratta della seconda posizione comune adottata dagli Stati membri dell'Unione europea nell'arco di due giorni. L'Ungheria all'angolo. Ecco la lettera ufficiale.

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Un’altra netta presa di posizione contro l’omofoba legge ungherese da poco approvata, che equipara l’omosessualità alla pedofilia. 16 leader europei, da Macron a Merkel passando per il nostro premier Mario Draghi, hanno sottoscritto e inviato una lettera a Charles Michel — presidente del Consiglio europeo — Ursula Von der Leyen — presidente della Commissione europea, e António Costa — che attualmente è il presidente turno del Consiglio dell’Unione Europea.

“Caro Carlo, cara Ursula, caro Antonio”. Inizia così la missiva, condivisa sull’account Twitter di Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo, in cui i 16 leader hanno ribadito “il loro attaccamento ai comuni valori fondamentali” presenti nell’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea contro ciò che considerano “minacce ai diritti fondamentali e in particolare al principio di non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale”.

Alla vigilia della celebrazione della Giornata internazionale dell’orgoglio LGBTQI, celebrata il 28 giugno, i leader europei sottolineando come sia una giornata per “ricordare che siamo società tolleranti e diversificate”, nel rispetto della libertà sessuale reciproca, nonché giorno per celebrare il percorso intrapreso in favore di questi diritti.

I leader che hanno firmato la lettera sono: Alexander De Croo (Belgio), Mette Frederiksen (Danimarca), Angela Merkel (Germania), Kaja Kallas (Estonia), Micheál Martin (Repubblica d’Irlanda), Kyriakos Mitsotakis (Grecia), Pedro Sánchez (Spagna), Emmanuel Macron (Francia), Mario Draghi (Italia), Nicos Anastasiades (Cipro), Krišjānis Kariņš (Lettonia), Xavier Bettel (Lussemburgo), Robert Abela (Malta), Mark Rutte (Paesi Bassi), Sanna Marin (Finlandia) e Stefan Löfven (Svezia).

Sebbene la lettera non faccia riferimenti espliciti all’Ungheria, il Paese guidato da Victor Orban è chiaramente l’oggetto di questa comunicazione, dopo l’approvazione di una legge che vieta “la promozione” dell’omosessualità tra i minori di 18 anni. La nuova legge ungherese “introduce il divieto di ‘rappresentazione e promozione di un’identità di genere diversa dal sesso alla nascita, dal cambio di sesso e dell’omosessualità’ tra le persone di età inferiore ai 18 anni”, con i Paesi firmatari che condannano fermamente “una flagrante forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere”.

La lettera è stata pubblicata 24 ore dopo dopo che Ursula von der Leyen ha definito la legge ungherese “una vergogna“, assicurando che userà “tutti i poteri della Commissione per garantire che i diritti di tutti i cittadini dell’UE siano garantiti, chiunque essi siano e ovunque essi vivano” .

Si tratta della seconda posizione comune adottata dagli Stati membri dell’Unione europea nell’arco di due giorni. Martedì, 14 Paesi paesi hanno esortato la Commissione europea a “utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire il pieno rispetto del diritto europeo“, di fronte alla legge ungherese considerata “discriminatoria nei confronti delle persone LGBTQI”. “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’adozione da parte del parlamento ungherese di una legislazione che discrimina le persone LGBTQI e che viola il diritto alla libertà di espressione con il pretesto di proteggere i bambini“, hanno scritto i 14 Stati membri.

Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, ha invece ieri rimarcato le “flagranti violazioni dall’Ungheria”, chiedendo alla Commissione di “reagire o sarà Corte di Giustizia”. Già in Senato, nel tardo pomeriggio di ieri, Mario Draghi aveva annunciato che l’Italia aveva firmato “una comunicazione comune in cui si esprime preoccupazion sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale”.

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Franzc Dereck 24.6.21 - 12:33

Sono sinceramente compiaciuto che il Primo Ministro Italiano abbia apposta la sua firma. Ero molto scettico sulla sua posizione nei confronti della nostra Comunità. E' sempre bello potere apprezzare una attenzione nei nostri confronti , doversi ricredere su un pregiudizio . La UE è formata da 27 Paesi , la missiva porta 16 firme. E' ancora più importante che l'Unione non sia solo monetaria ma anche politica se non si vuole che il Vecchio Continenti entri nel dimenticatoio della Storia.

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