Un attacco omofobo e sierofobo in piena regola, che poteva provocare danni molto gravi se i Vigili del Fuoco non fossero intervenuti tempestivamente. A pagare, il checkpoint del quartiere Monastiraki di Atene, in Grecia. Questo era un centro che aiutava le persone LGBT sieropositive, intervenendo con un programma di prevenzione e supportando coloro che avevano contratto il virus dell’HIV. Dalle indagini eseguite dalle Forze dell’Ordine e dai Vigili del Fuoco, delle persone al momento ignote sono entrate nel centro, spargendo benzina in tutti i locali. Dopo aver tolto la bandiera rainbow dal tetto e averla strappata, hanno dato fuoco al locale, che nel giro di pochi minuti è stato completamente distrutto.
L’intervento delle autorità e dei pompieri ha impedito che le fiamme intaccassero anche le altre abitazioni vicine, ma non sono riusciti a spegnere le fiamme prima che rendesse inagibile il centro di prevenzione. Il centro di Monastiraki è gestito dai volontari di Positive Voice, supportati anche dal gruppo Ahf Europe. Si mettono a disposizione per eseguire test periodici contro l’HIV. Ogni anno, eseguono 100.000 test, e i dati confermano un 30% di nuovi casi annualmente.
Il centro di Atene ha subito ripreso la sua attività
Nonostante l’edificio sia tutt’ora inagibile e distrutto completamente, i volontari sono sono attivati allestendo un centro esterno, dove continuando a operare. Sophocles Chanos – direttore del checkpoint – raggiunto telefonicamente da Gay News, ha affermato:
La nostra risposta è chiara. Non lasceremo che la paura alimenti il mostro. La bandiera arcobaleno è tornata subito a sventolare quale inequivocabile dichiarazione politica pratica: i diritti umani non soccombono di fronte ad alcuna estorsione fascista. Allo stesso tempo abbiamo invitato tutti gli enti pubblici, le istituzioni, le organizzazioni della società civile, le imprese e ogni cittadino a far sventolare la bandiera arcobaleno sui propri edifici come risposta simbolica a tale intimidazione.
L’appello ha provocato l’effetto voluto. Il quartiere si è colorato di tutti i colori dell’arcobaleno, grazie alle abitazioni e ai negozi che hanno affisso una bandiera rainbow. Il gesto è stato seguito anche dal Dipartimento di Politica Sociale del comune di Atene, dalla Fondazione Onassis e un quotidiano locale ha disegnato in prima pagina la bandiera della comunità LGBT. Molti politici sono poi venuti a visitare la sede distrutta e a supportare i volontari. Tanti i messaggi di solidarietà e sostegno anche da parte dei cittadini. Anche da parte dei partiti più conservatori si è notata una particolare attenzione, con l’impegno che presto il checkpoint tornerà ad operare a pieno regime.