“Costituzione non permetterebbe cambiamento come nozze gay”

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Così il ministro degli Esteri Frattini commenta il matrimonio gay legalizzato a New York. Insorgono le associazioni. Concia: "Frattini prenda esempio dalla sua collega Hillary Clinton"

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"Io ho una convinzione profonda: che il matrimonio sia quello stabilito dalla nostra Costituzione e di questo ovviamente sono convinti in molti. Non parlerei quindi di un’idea di cambiamento del matrimonio. Questo credo che la nostra Costituzione e la nostra storia non lo permetterebbero". Così ilministro degli Esteri Franco Frattini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano la sua opinione sul riconoscimento delle nozze gay a New York. "In Italia non siamo indietro. Noi – ha aggiunto Frattini – dobbiamo andare sempre più avanti nel riconoscere i diritti individuali delle persone fisiche". 

Le parole di Frattini a scatenare le ire delle associazioni e degli esponenti più in vista della comunità lgbt. "Anche questa volta il ministro Frattini ha perso un’occasione per affrontare una tematica importante che interessa la legittima aspirazione alla felicità e al desiderio di costruirsi una famiglia di migliaia di cittadini italiani – ha dichiarato la deputata del Partito democratico Anna Paola Concia -. Invece di arrampicarsi sugli specchi tirando per la giacchetta la Costituzione, Frattini farebbe bene a chiedersi perché la sua collega Hillary Clinton ha deciso di inviare un messaggio a sostegno dell’Europride di Roma, sottolineando che i diritti dei gay sono diritti umani. Vorrei chiedergli se non si sia stupito che una carica cosi importante dell’amministrazione americana abbia deciso di rivolgere la sua attenzione proprio all’Italia".

"Come al solito – conclude Concia – il centrodestra quando affronta queste tematiche si fa prendere dall’ansia. Invito tutti ad una maggiore pacatezza e sfido Frattini a seguire l’esempio di Hillary Clinton e a promuovere i diritti umani anche in Italia, facendo finalmente approvare la legge contro l’omofobia e la transfobia". Duro il commento di Franco Grillini, presidente di Gaynet e responsabile per i diritti civili dell’Italia dei Valori: "Forse Frattini non sa che è il ministro degli Esteri dell’Italia e non del Vaticano perché quando si parla di diritti delle coppie omosessuali il nostro dovrebbe sapere che in tutto il mondo occidentale in vario modo le unioni gay sono riconosciute. Soltanto nel nostro paese è quasi impossibile parlare dei diritti delle coppie conviventi, etero od omosessuali che siano. Frattini dice che in Italia ‘sono garantiti i diritti individuali e fisici’, di grazia, l’egregio ministro ci potrebbe elencare quali? Perche’ a noi non risulta alcunche’ se non per alcune misure esclusivamente giurisprudenziali, per esempio della corte costituzionale sempre citata a sproposito. Il mondo è cambiato – conclude Grillini – ma Frattini non se ne accorge perché il suo sguardo si ferma al di la del Tevere".

"Il ministro Frattini ha un’idea davvero singolare della storia: davanti al Governatore Cuomo che firma la legge sui matrimoni gay, il nostro Ministro degli Esteri non trova di meglio che trovare la cosa antistorica e anticostituzionale – risponde Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd -. Preoccupa che il nostro ministro degli esteri la pensi così: se l’allargarsi dei diritti delle persone e dei cittadini non fosse la norma dell’evoluzione dell’umanità, le donne ancora non voterebbero, non ci sarebbe un nero alla Casa Bianca e naturalmente i gay non potrebbero sposarsi, come succede in un sempre maggiore numero di paesi del mondo". "Farebbe bene Frattini, se volesse davvero dar luogo ai principi costituzionali – lo esorta Scalfarotto – a farsi promotore di un disegno di legge sulle unioni gay. La cosa gli consentirebbe di fare finalmente anche una bella figura in sede comunitaria allineando l’Italia ai trattati che ci imporrebbero di cessare ogni discriminazione contro gay, lesbiche, bisessuali e trans e che noi, cosa che il ministro forse non sa, ma Lady Gaga certamente sa, continuiamo vergognosamente ad ignorare".

"E’ inscusabile che un ministro della Repubblica citi la Costituzione a vanvera – incalza Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay -. E’ il caso di Frattini, che mente sapendo di mentire nel sostenere che la Costituzione non ‘permette’ il matrimonio gay e nell’insinuare che il matrimonio consentito dalla carta costituzionale sarebbe solo quello uomo e donna". "Una lapalissiana sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010 – spiega Patané – definisce le coppie di omosessuali e lesbiche portatrici degli stessi diritti delle coppie eterosessuali coniugate e non evidenzia alcun elemento ostativo nella Costituzione all’approvazione del matrimonio gay. E’ poi pericolosa la china imboccata dal ministro nel sostenere che l’Italia dovrebbe riconoscere ‘i diritti individuali delle persone fisiche’ che stanno in coppia. Se sì, quali e quanti? Garantire solo una parte di diritti alle coppie di gay e lesbiche darebbe il la ad una pericolosissima deriva discriminatoria".

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