Scrivono “frocio” sull’armadietto di un compagno. Due poliziotti sono nei guai

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"Sta finalmente passando il concetto per cui l'omofobia non può in alcun modo essere tollerata".

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Scatta il richiamo scritto per due poliziotti che hanno insultato un loro compagno chiamandolo “frocio”.

La Questura di Milano ha ripreso due poliziotti rei di aver scritto sull’armadietto di un loro compagno l’insulto “frocio”, oltre ad aver messo in giro voci su una presunta frequentazione con una prostituta. Per entrambi è arrivato un richiamo scritto, mentre uno di loro è stato anche trasferito: anche se quest’ultimo provvedimento “non va inteso in senso strettamente disciplinare, ma in un’ottica di organizzazione dei servizi”. Il richiamo è un’ammonizione importante, che li accompagnerà per tutta la loro carriera: un monito, da parte delle istituzioni, che non passa inosservato.

Il caso era stato raccontato dall’associazione Polis Aperta – gay in divisa due mesi fa: “La risposta da parte dei vertici milanesi della polizia, pronta e decisa, è un segnale molto importante. Anche nelle forze armate e negli organi di polizia, grazie a provvedimenti come quello deciso dalla questura di Milano, sta finalmente passando il concetto per cui l’omofobia non può in alcun modo essere tollerata“, commenta Gabriele Guglielmo, vicepresidente dell’associazione.

È su questo che chiede d’investire l’associazione: in educazione al rispetto. I casi di discriminazione infatti avvengono anche tra le mura delle caserme italiane, che dovrebbero essere luoghi sicuri e scevri da ogni tipo di pregiudizio.

Alcuni mesi fa un gesto importante: quello della prima unione civile tra un poliziotto e il suo compagno, a Roma. Le cose stanno cambiando e le istituzioni sembrano finalmente accorgersene.

 

 

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