Forza Nuova, espulso militante per storia d’amore gay: “gravi motivi di indegnità”

Dichiaratamente omofobo all'interno del partito, un popolare dirigente riminese sarebbe stato espulso da Forza Nuova per storia d'amore gay.

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< 1 min. di lettura

Sabato scorso Forza Nuova è scesa in piazza, al Circo Massimo, con tanto di aggressioni fisiche e verbali ai giornalisti e alla polizia. La solita indecenza inspiegabilmente autorizzata, perchè l’apologia al fascismo è reato, ma è innegabile, come riporta Carlo Valeri sulle pagine dell’Inkiesta, che Forza Nuova sia tornata ad ‘esistere’, almeno tra i giornali e in tv, grazie proprio a quel raduno estremista.

In pieno lockdown, infatti, tra marzo e maggio, all’interno di FN ci sarebbero state una serie di scissioni da nord a sud che hanno coinvolto il partito fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello. Una di queste cacciate avrebbe coinvolto un popolare dirigente riminese, M.O., per «gravi motivi di indegnità». Ovvero, secondo quanto riferito da alcuni blog d’area, una storia d’amore gay. Fatti risalenti al 2016 denunciati da una una militante, poi querelata per diffamazione. Anche perché questo M.O. sarebbe uno dei più omofobi militanti di Forza Nuova. Fu uno di quelli che sfilò con tanto di bara matrimoniale a Cesena, per dire no alle unioni civili, al grido “Matrimoni gay – Funerali d’Italia”. Radio gossip, però, lo vorrebbe segretamente omosessuale. Via lui e la coordinatrice romagnola, accusata di non aver adeguatamente sorvegliato le storie di coppia dei suoi sottoposti. Una pulizia interna per ribadire il no assoluto all’omosessualità dei propri iscritti.

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Sembra la trama di Fratellanza – Brotherhood, film danese del 2009 che vinse il Marc’Aurelio d’oro alla Festa del Cinema di Roma, con un neonazista innamorato di un uomo e proprio per questo punito in quanto “traditore della purezza”, ma in realtà parrebbe essere tutto vero. Ovvero quando la realtà supera (a destra) la finzione cinematografica.

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Franzc Dereck 9.6.20 - 12:30

Lo aveva accennato Freud , negli anni 30 del secolo scorso , che l'omofobia nasce da una omosessualità latente o peggio coscientemente repressa. Ed i riscontri storici o letterari confermano la giustezza di questa teoria.