Pordenone, sabato 10 Giugno il FVG Pride 2023 in un clima ostile, “il sindaco non vuole neanche incontrarci” – intervista

"Questa è tutta la prova che serve della gioia e della rabbia che la comunità queer del Friuli-Venezia-Giulia ha in corpo"

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L’Onda Pride 2023 in Italia ha quest’anno raggiunto un numero record di date e città, con oltre 50 Pride organizzati in tutta la penisola. Segno di una comunità queer viva e pronta a combattere per difendere i propri diritti, quelli già conquistati, quelli in pericolo e quelli che ancora devono essere riconosciuti.

Nelle scorse settimane hanno avuto luogo i primi Pride in sei città che vi abbiamo raccontato il 27 maggio e il 3 giugno. L’Onda ora continua ed è pronta a colorare di diversità altre città, in un momento significativo, nel quale le celebrazioni della comunità LGBTQIA+ assumono una valenza politica, oltre che di rivendicazione del proprio orgoglio.

Gay.it ha deciso di dare voce a tutte le realtà che quest’anno scendono in piazza e per le strade, non solo per celebrare il proprio orgoglio, ma anche per trasformarsi in un grido politico di protesta e resistenza. Abbiamo già intervistato il Pavia Pride 2023, il Novara Pride 2023, il Piacenza Pride 2023, il Liguria Pride 2023  e il Foggia Pride 20223.

Il 10 giugno l’orgoglio LGBTQIA+ abbraccerà anche Pordenone per il FVG Pride 2023. Ne abbiamo parlato con Clelia del comitato organizzatore, che ha dato voce alla realtà locale del FVG Pride (Friuli-Venezia-Giulia).

 

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Comune e Regione hanno dato patrocinio? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte?

Abbiamo chiesto il patrocinio a tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia, poiché il nostro pride è regionale (per quanto questa specifica si svolga a Pordenone). Il Comune di Pordenone ha rifiutato il patrocinio ancora prima che lo chiedessimo: il sindaco della città, Alessandro Ciriani (fratello del Ministro Ciriani) ha infatti dichiarato che la giunta non avrebbe concesso il patrocinio quando abbiamo annunciato dove si sarebbe tenuto il pride, a febbraio 2023. Le sue parole sono state, testualmente, “fanno bene a venire a Pordenone perché si accorgeranno di quanto aperta, libera e ospitale sia questa città e di quanto sbaglino a caratterizzare politicamente la manifestazione. Il mondo gay, peraltro, non è totalmente rappresentato da loro: ci sono persone che non hanno bisogno di parate per vivere liberamente il loro orientamento sessuale” e “[Queste manifestazioni] lasciano il tempo che trovano perché a Pordenone non esiste un clima di intolleranza e il mio problema non è di caratterizzare i diritti, ma di generalizzarli e vedranno che i diritti sono garantiti a tutti, Pordenone è una città perfetta da questo punto di vista e nessuno viene discriminato“. Insomma: è il sindaco (che non trascrive gli atti di nascita dell3 figli3 nat3 da coppie dello stesso sesso) a decidere se il Pride ha senso, e la sua risposta è no, perché Pordenone è già perfetta.
Anche la Regione, di orientamento leghista, ha rifiutato il patrocinio – ricordiamo che l’attuale governatore Fedriga, quando venne concesso il patrocinio da parte dell’università di Udine al FVG Pride del 2017, depositò un’interrogazione parlamentare (!) sulla decisione dell’Università, accusandola di consegnarsi ai partiti della sinistra con questa decisione.
Le 2 università regionali, di Udine e di Trieste, per la prima volta in 4 edizioni hanno rifiutato il patrocinio, usando come scusa il nostro manifesto politico e accusandolo di essere troppo esplicito nelle sue accuse. Nel Manifesto (che potete leggere qui, ndr) facciamo nomi e cognomi dei politici regionali che hanno fatto dichiarazioni omolesbobitransfobiche, come abbiamo sempre fatto nei manifesti precedenti, ma quest’anno la cosa non è andata giù ai Rettori delle 2 università. Un chiaro segno che è stato Fedriga e la sua giunta, semmai, a politicizzare le università, che pavide hanno paura a riconoscere la pura verità dei fatti: quelle dichiarazioni sono state fatte ed è giusto dirlo.
A parte questo, i Comuni che ci hanno concesso il patrocinio sono in totale 14, tra cui Udine, unica grande città della Regione ad averlo fatto.
Ci hanno concesso il patrocinio anche 3 ordini professionali: l’ordine degli psicologi del FVG, l’ordine degli assistenti sociali del FVG e l’ordine delle professioni infermieristiche di Udine.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Il Sindaco Ciriani ha negato il patrocinio praticamente per primo e con orgoglio, e una volta ricevuta la richiesta ufficiale ha rifiutato di incontrare il comitato organizzatore nonostante i solleciti. Si è scagliato più volte contro il progetto A Scuola Per Conoscerci, che contrasta e previene il bullismo omolesbobitransfobico nelle scuole della Regione e che esiste (e funziona) da più di 10 anni. Il Sindaco sostiene la tesi (condivisa e brandita dai gruppi anti-queer più attivi, tra cui Pro Vita) per cui educare le classi sui temi dell’omolesbobitransfobia sia ideologico e che devono essere solo le famiglie a educare su questi temi, senza prendere in considerazione il fatto che alcune famiglie, purtroppo, sono discriminanti se non apertamente omolesbobitransfobiche. Ciriani è sindaco dal 2016 ed è sempre stato in aperto contrasto con questo progetto, che infatti fatica notevolmente a entrare nelle scuole del pordenonese.

Il Pride ha un tema specifico? Un motto… ecc?

Lo slogan è “Resistenza in corso – #proudenone“, e fa riferimento sia ai Corsi storici di Pordenone (Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi, quest’ultimo sarà anche attraversato dalla marcia) sia al fatto che la resistenza è, appunto, “in corso d’opera”. Proudenone è il nome del gruppo di attivist3 che si è formato recentemente a Pordenone e che sta dando forte impeto alla manifestazione.

Ci raccontate brevemente il percorso della parata?

Il percorso sarà ad anello, partirà da Parco Galvani e attraverserà le vie principali (Viale Dante, Viale Marconi), poi Corso Garibaldi, piazza XX Settembre e Viale Martelli per tornare infine a Parco Galvani. (in fondo all’articolo trovate la mappa del percorso ndr)

Quali interventi a voce sono previsti sul palco dopo la parata?

Sono previsti discorsi sui temi principali legati al nostro manifesto politico: discorso della Presidente dell’associazione, discorso della madrina, scuola, migrazioni, identità trans.

Quali sono le associazioni e i soggetti che hanno organizzato il Pride?

Il FVG Pride è organizzato dall’associazione FVG Pride, che è composta da persone che sono già attiviste nelle associazioni Alfi Lune, Arcigay Arcobaleno, Arcigay Friuli e Iris.

Che messaggio volete mandare alla politica nazionale?

Il FVG è completamente autogestito e autofinanziato: anche in un clima di totale opposizione e di nessun aiuto, il Pride esiste, è vitale e si svolgerà lo stesso. Questa è tutta la prova che serve della gioia e della rabbia che la comunità queer del FVG ha in corpo.

 

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