Levi Díaz scuote la Spagna: “Avere 13 anni ed essere LGTBQI+ non è ancora facile. Sbagliate a crederlo” – VIDEO

Levi, conosciutissimo in patria dopo aver vinto La Voz Kids, ha fatto coming out lo scorso maggio.

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Levi Díaz scuote la Spagna: "Avere 13 anni ed essere LGTBQI+ non è ancora facile. Sbagliate a crederlo" - VIDEO - Levi Diaz - Gay.it
Levi Diaz
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Lo scorso fine settimana centinaia di migliaia di persone hanno attraversato le strade di Madrid per il tradizionale Pride, tornato finalmente in presenza dopo due anni di restrizioni Covid-19. E se nello storico quartiere queer di Chueca è stata inaugurata la prima storica piazza dedicata alla leggendaria Raffaella Carrà, sul palco del Madrid Pride ha emozionato il discorso di Levi Díaz, lo scorso anno chiamato a rappresentare la Spagna al Junior Eurovision Song Contest.

Levi, conosciutissimo in patria dopo aver vinto La Voz Kids, ha pronunciato un discorso accorato che ha commosso tutti.

“Avere 13 anni non è facile, ma essere LGBTIQ dovrebbe esserlo. Eppure non lo è ancora. Forse credete che sia così, che ora sia molto più facile. Questo perché non lo chiedete ai ragazzi della mia età, perché dobbiamo ancora fare i conti con gli sfottò, gli insulti”. “Il bullismo omotransfobico continua ad essere una realtà nelle scuole, nelle famiglie e sulle strade. Ed è per questo che è importante essere visti. Facciamoci sentire”. “Di fronte alla paura c’è la forza della mia generazione, noi non siamo disposti a fare un solo passo indietro. Una generazione di adolescenti gay, lesbiche, bisessuali, intersessuali, asessuali, trans, non binari. Non permetteremo a nessuno di limitarci”.

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Il cantante, che è arrivato al 15° posto al Junior Eurovision Song Contest con il brano Reír, ha fatto coming out lo scorso maggio, dichiarando la propria omosessualità. Nel suo applauditissimo intervento, Levi ha puntato inoltre il dito contro l’omotransfobia scolastica. “Chiediamo che ci siano protocolli contro l’omotransfobia in tutte le classi. Che la letteratura, il cinema e le serie per bambini e ragazzi abbiano protagonisti LGTBIQ che ci rappresentino veramente. Che tutte le scuole e gli istituti abbiano biblioteche con sezioni LGTBIQ e che i loro insegnanti si battano per rendere le loro classi un luogo sicuro.

Levi Díaz ha infine così chiuso il suo potente discorso: “Si dice spesso che gli adolescenti di oggi siano il futuro. Ma noi non siamo il futuro: siamo già il presente”.

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