Omofobi si nasce o si diventa?

La domanda non è per niente complessa. Ma perché si è omofobi? Ecco le motivazioni.

omofobi
3 min. di lettura

Spesso leggiamo di ricerche, studi o psicoterapeuti improvvisati che si concentrano sulla questione “Omosessuali si nasce o si diventa?“. Questa domanda è molto complessa e ci sono diverse opinioni al riguardo. Ma nella Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la domanda che vogliamo porci è un’altra, anche se molto simile: Omofobi si nasce o si diventa? 

E’ una domanda stupida, banale, ma dietro l’ovvia risposta, ci sono molte motivazioni. La risposta, se ve lo state chiedendo, è che omofobi si diventa. Va però puntualizzato che “l’indottrinamento” all’omofobia può iniziare già nei primi anni di vita, o per lo meno quando si inizia ad avere delle opinioni proprie.

Perché si diventa omofobi? Ecco le cause

Bisogna approfondire il perché di questo rifiuto verso la comunità LGBT. Inizialmente, ci sono varie figure e vari contesti che portano a indirizzare una persona verso una totale chiusura.

  • La pressione della Chiesa: la posizione del Vaticano plasma il pensiero delle persone più fedeli. Quanti sono coloro che vedono l’omosessualità come peccato o contro-natura, solo perché “Dio ha creato un uomo e  una donna“? In particolare, questa pressione porta anche a un’omofobia interiorizzata, ovvero quell’insieme di sentimenti negativi, di ansie e disprezzo verso gli omosessuali. Un’omofobia che colpisce anche una persona LGBT, fino a farla sentire realmente “sbagliata“.
  • Importante è anche il contesto in cui una persona nasce e matura. Se si cresce con un sentimento di odio verso la comunità LGBT, venendo a contatto quotidianamente con una cultura omofoba, le proprie convinzioni si plasmeranno in quel senso, soprattutto nelle periferie o piccole città.
  • Una responsabilità ce l’hanno anche i media. Censurare film o programmi dove vengono inserite scene con personaggi gay è dannoso per tutti, perché non verrà mai normalizzato un bacio tra due uomini o due donne, rendolo un fatto innovativo. Allo stesso modo, dare la possibilità solo a personaggi omofobi di parlare del tema è sbagliato, poiché esporrà idee talvolta sbagliate. Ne è un esempio chi parla di omosessualità come pedofilia, quando il 95% dei pedofili è etero. 
  • C’è poi la paura del diverso. Come la paura di alcuni verso le persone di colore. O come le popolazioni indigene avevano paura dell’uomo bianco, all’inizio, perché diverso da loro. La legalizzazione dei matrimoni gay, delle unioni civili e il riconoscimento dei diritti LGBT porterebbe una maggiore accettazione da parte della società. Questa maggiore accettazione, potrebbe portare più persone a fare coming out e a essere più visibili, arrivando a un vero e proprio cambiamento, a qualcosa di diverso. E questo fa paura.

I contesti e la mente umana

Riassumendo: educazione, famiglia, luogo di nascita e di crescita e l’approccio di scuola, Stato e chiesa sono i contesti che principalmente plasmano l’opinione di una persona. In psicoterapia, questi contesti vengono definiti “credenze intermedie“. Si intendono cioè degli atteggiamenti con cui ogni persona si approccia al mondo e alla vita di tutti i giorni, con delle regole prestabilite ed eteronormative, con assunzioni personali.

Vuoi sapere se sei omofobo?

Ci sono dei punti per verificare se una persona è omofoba. Sono alcune affermazioni, tratte dalla Scala Italiana per l’Omofobia.

  • ho paura che le coppie gay siano un pericolo per il Paese, in quanto non possono avere figli.
  • modificherei il mio atteggiamento, scoprendo che un mio amico è gay.
  • le persone LGBT non dovrebbero fare coming out: sarebbe un dispiacere per i loro genitori.
  • i gay non sono un buon esempio per i bambini, che crescerebbero confusi.
  • non ospiterei una persona gay in casa mia.
  • non ho nulla contro i gay, ma che facciano le loro cose in privato.

Se ti riconosci in queste affermazioni, mi dispiace, sei omofobo. Ma tranquillo, c’è una cura. Leggiti il decalogo per guarire dall’omofobia!

Fonte: Istituto Beck

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