Siamo ormai abituati alle giravolte di Papa Bergoglio sulla comunità LGBT. Le sue contraddittorie dichiarazioni le abbiamo lette, commentate, criticate, con il listone oggi pronto ad aggiornarsi. Dopo aver infatti avallato la nota verbale inviata dalla Santa Sede al Governo Draghi, con richiesta ufficiale di modifiche al DDL Zan, il pontefice argentino ha scritto di proprio pugno una lettera a padre James Martin, difensore dei diritti LGBT.

A renderla nota via social lo stesso parroco. “Prego per i tuoi fedeli, i tuoi ‘parrocchiani’, tutti coloro che il Signore ha posto accanto a te perché tu ti prenda cura di loro, li protegga e li faccia crescere nell’amore di nostro Signore Gesù Cristo”, si legge nella missiva inviata il 21 giugno. “Dio si avvicina con amore ad ognuno dei suoi figli, a tutti e ad ognuno di loro. Il suo cuore è aperto a tutti e a ciascuno. Lui è Padre. Lo stile di Dio ha tre tratti: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è il modo in cui si avvicina a ciascuno di noi. Pensando al tuo lavoro pastorale, vedo che cerchi continuamente di imitare questo stile di Dio. Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte. Prego per te affinché tu possa continuare in questo modo, essendo vicino, compassionevole e con molta tenerezza”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

“Vicinanza, compassione e tenerezza”, tratti che il Vaticano continua accuratamente ad evitare dinanzi alla comunità LGBT, continuamente diffamata, insultata, attaccata. Stridono i ringraziamenti del Papa nei confronti di Martin, applaudito per la sua “capacità di essere vicino alle persone, con quella vicinanza che aveva Gesù e che riflette la vicinanza di Dio“. Una vicinanza che la Santa Sede, come dimostrato la scorsa settimana con quella improponibile nota verbale, continua ostinatamente a marcare.

© Riproduzione riservata.