Il gay più bello d’Italia è un concorso vecchio che non incarna lo spirito dei tempi

Si eleggono i manzi più belli d’Italia? Di sicuro non rappresentano i gay. Sembrano etero. E la barba incolta è passata di moda da un pezzo.

Il gay più bello d'Italia è un concorso vecchio che non incarna lo spirito dei tempi - pierpaolocatacchiogayit - Gay.it
3 min. di lettura

Pier Paolo Catacchio, il vincitore di quest’anno, è proprio un bono. È che io sono una ragazza semplice: ho capito di essere gay guardando le foto di una campagna dell’intimo di Dolce e Gabbana. Quella con i calciatori della nazionale nello spogliatoio, tutti belli sudati, coi muscoli che guizzano e il pacco che esplode negli slip. Mi è sorto qualche dubbio trovandomi particolarmente interessato alle indiscrezioni secondo cui quello di Marchisio era stato ritoccato. Nonostante gli slip qui siano molto più gai e colorati, guardando le foto dei finalisti sul palco de Il gay più bello d’Italia al Mama Beach di Torre del Lago sembra di assistere alla stessa storia. Una fiera della mascolinità più stereotipata, che per quanto apprezzabile da un punto di vista, come dire, carnale, non incarna lo spirito dei tempi come un concorso di bellezza sarebbe tenuto a fare. 

 

Anche i vincitori delle scorse edizioni sono tutti più o meno mori, barbuti e muscolosi. Non si nota alcuna particolare evoluzione o cambiamento, se non fosse per le sopracciglia che si assottigliano andando indietro di qualche anno; a guardarli senza sapere di cosa si tratti, direi che potrebbero forse essere i manzi mediterranei più belli d’Italia, ma di sicuro non i gay. Sembrano etero. E sembrare etero fa in effetti parte della storia LGBTQ, sia per necessità, che per vezzo: come spiega LaBeija nel documentario Paris Is Burning, nelle ballroom della comunità nera e queer newyorkese degli anni ‘90 si sfilava con l’intento di interpretare la propria controparte etero e bianca. Ma ora siamo nel 2021, sono gli etero a voler sembrare come noi e forse noi ora dovremmo fare di tutto pur non di somigliare a loro. 

 

Non si tratta di una questione di mero aspetto che può essere tacciata di superficialità. Sotto questa superficie c’è qualcosa di fluido per definizione, qualcosa di profondo che si cristallizza in piccole cose come lo smalto sulle unghie, i crop top, i capelli tinti. Piccole cose che fanno tendenza, come è giusto che sia. Ancora non abbiamo costretto questo fluido in un modello, come quello del macho mediterraneo, e probabilmente è meglio così – essere un uomo gay cisgender nel 2021 potrebbe anche voler dire prendersi lo spazio per esprimere la propria unicità attraverso il corpo, senza modelli a cui far riferimento.

 

E se proprio abbiamo bisogno di un concorso di bellezza, almeno che metta in mostra il nostro baluardo, ovvero la nostra diversità. Torre del Lago è riuscita a farlo nei suoi anni d’oro. Nel 1992, dopo l’espulsione di una concorrente da Miss Italia perché trans, qui nacque un altro concorso, Miss Trans Italia. Con la rete di locali e servizi turistici del consorzio Friendly Versilia questa era la capitale LGBTQ italiana, che negli anni è stata presa d’assalto da più fronti determinandone il declino: l’omofobia, la microcriminalità, gli ambientalisti della Lipu, la concorrenza di Mykonos. Ora attorno a Torre e la sua pineta c’è una malinconica aura scopereccia, peraltro perfettamente rappresentata dal vincitore dello scorso anno Antonio Veneziani. Che dopo essere stato incoronato ha rischiato la squalifica per le sue dichiarazioni in merito al Pride, ha suscitato scandalo per le sue posizioni politiche (ogni volta ci si sorprende ma sì, esistono anche loro, i gay di destra) e riguardo al safe sex. Per poi annunciare uno “sfondatour” in giro per l’Italia.

 

Ma non c’è niente di male nell’essere dei maschi veri, non c’è nulla di tossico nell’avere i muscoli in sé. Il problema qui è una sistematica esclusione dei corpi altri. Io in uno spogliatoio come quello di Dolce e Gabbana non ci sono quasi mai entrato, a calcio non ci giocavo perché stavo con le femmine e mi comportavo da femmina. Avevo i capelli lunghi, la barba non mi è mai cresciuta e adesso con molti maschi su Grindr non ci posso ancora giocare perché cercano i maschili, mxm… Se volessi partecipare a Il gay più bello d’Italia, anche in questo caso mi vedrei escluso. Per accedere al concorso mi dovrebbe capitare la stessa cosa successa a Little Miss Sunshine: preso per sbaglio, in seguito alla squalifica di qualcun altro, destinato a essere deriso in quanto diverso (o meno bello?) in mezzo a dei corpi perfettamente aderenti a un’idea intrisa del valore più inutile che purtroppo ancora ci portiamo appresso. Quello della virilità. Che peraltro sembra misurarsi nella quantità di muscoli e pelo, nella tribalità dei tatuaggi, nell’ampiezza dei tagli sui jeans attillati.

 

Insomma, il gay più bello d’Italia sembra essere più rappresentativo dei villeggianti di Torre del Lago, piuttosto che della comunità. Nel frattempo di campagne come quelle di Dolce e Gabbana non se ne vedono quasi più, e i miei gusti in fatto di maschi si sono fatti più variegati. Torre del Lago ormai è il centro del nulla a meno che non si venga mossi da slanci nostalgici o voglie da soddisfare nella pineta. La barba incolta del vincitore di quest’anno, anche quella è passata di moda da un pezzo. 

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burg333 31.8.21 - 3:51

patriziobuchergmailcom, PARLA PER TE. La tua omofobia interiorizzata fa tremare lo schermo. Gli "effeminati" sono liberi, tu sei in una schifosissima scatola. E sembra che ti trovi bene perché fai comunella con voi altri gay deviati dall'omofobia interiorizzata e dall'eteronormatività. E gli effeminati piacciono, mi spiace per te che ne sei così intimorito. A me piacciono molto molto più dei muscolosi stupidi, e non sono nemmeno effeminato (secondo la tua logica solo ci si piace tra uguali no? Povero te, e poveri tutti noi con gente come te libera per la comunità a riempirci tutt* di veleno)

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burg333 31.8.21 - 1:36

Finalmente qualcuno che risponde alle conseguenze culturali della risonanza estetica della mascolinità e il suo impatto sulla comunità. L'ha distrutta. Ha dato le basi, in un collettivo vulnerabile, per stabilire la mascolinità tossica come legge di vita. I muscolosi mascolini, avete distrutto il senso di comunità, vi siete presi la visibilità e avete escluso tutti gli altri. Finalmente eventi come questo iniziano a ricevere il feedback di cui c'è bisogno.

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kev0 30.8.21 - 9:24

È uno scherzo vero? Sto sito sembra ritornato ai moti rivoluzionari di J. Bazzi

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ukiyo-e 30.8.21 - 0:57

Credo di essermi innamorato dell’autore di questo articolo. Che non verrà assolutamente compreso. Leggo gli altri commenti e ritorno alla realtà, all ‘arretratezza e alla pochezza del mondo gay italiano, a quella sensibilità paleolitica della comunità italiana. Dovevo fermarmi all’articolo...

    Avatar
    arbo 30.8.21 - 13:14

    Ma quindi cosa proponi? Partecipanti a un concorso di bellezza con caratteristiche che piacciono a nicchie molto ristrette? Poi la maggioranza comunque vota per i candidati che sono piu' canonicamente belli. Li togli tutti perche' altrimenti sono ancora piu' favoriti? Fai partecipare tutti, me e te inclusi, e tutti riceviamo lo stesso premio di partecipazione? Altre idee? Non che i concorsi di bellezza siano indispensabili al progresso umano, ma ci sono e, per quanto possa essere indifferente io, rimangono :-)

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patriziobuchergmailcom 29.8.21 - 23:00

NON SONO D'ACCORDO ASSOLUTAMENTE. LA STRAGRANDE MAGGIORANZA SONO DALL'ASPETTO E INTERIORMENTE. UOMINI. SEMMAI SPAZIO A NOI UOMINI GAY NON EFFEMINATI (RIPETO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA), QUELLI CHE TROVANO L'ALTRA METÀ. BASTA CON FENOMENI DA BARACCHONE, O EFFEMINATI IN TI TV. CI SIAMO, E DI NUOVO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA, ANCHE NOI E VOGLIAMO APPARIRE E NON MESSI IN DISPARTE SISTEMATICAMENTE. IO INSOMMA IL BOA O LE UNGHIE TINTE MI FANNO SC*****. E SINCERAMENTE A NOI NON EFFEMINATI NON CI INTERESSANO GLI ALTRI.

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Franzc Dereck 29.8.21 - 19:45

C'è posto per tutti , gentile autore del pezzo . L'importante è che si sopporti anche il " maschio " barbuto e muscoloso , l'"altro", insomma e non si pretenda di parlare altri che per se stessi .

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arbo 29.8.21 - 18:28

Ma guarda te, decenni a chiedere alla gente "cosa vuol dire esattamente sembrare etero" e "ma dai, ti sembro etero? in che senso?" e tutto d'un tratto "sembrare etero" esiste, e non va bene, e quello che piace alla maggioranza ( il canonicamente bello ) per motivi evoluzionistici e culturali non va bene?

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