Roma, adozione delle due madri: Gualtieri tira in ballo il Viminale, ma qualcosa non torna

Opaco l'atteggiamento del Campidoglio che scarica sul Ministero dell'Interno la colpa della mancata trascrizione.

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Dopo ore di aspre critiche e attacchi da parte della comunità LGBTQ+ nazionale, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha preso posizione sul ‘caso’ della coppia di donne italo-francese che si è rivolta all’ufficio anagrafico di Roma Capitale per trascrivere l’atto di nascita del loro figlio, nato in Francia dove la coppia si è anche sposata. Trascrizione negata dal Campidoglio, per quanto persino la Cassazione abbia stabilito paletti precisi nei confronti di un atto di nascita già formato all’estero, dando il via libera alla trascrizione.

Roma, adozione delle due madri: Gualtieri tira in ballo il Viminale, ma qualcosa non torna - Simone Pillon - Gay.it

Applaudito dal leghista Simone Pillon e fortemente criticato da associazioni come il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e il GayCenter, nonché Rete Lenford che ha denunciato il caso dicendosi ‘incredula’ al cospetto della decisione presa, Gualtieri ha provato a ricostruire quanto avvenuto in serata, con una dichiarazione ufficiale pubblicata sui suoi canali social.

“I funzionari dell’anagrafe hanno potuto procedere alla sola trascrizione parziale dell’atto di nascita, registrando solo il genitore biologico, perché vincolati da una circolare del Ministero dell’Interno”, ha fatto sapere il primo cittadino. “Gli uffici anagrafici in queste funzioni sono Ufficiali di Governo ed Organo Periferico del Ministero dell’Interno e sono quindi tenuti per legge a seguire le indicazioni del Viminale. Non vi è stato quindi nessun “rifiuto” dettato da scelte discrezionali dell’amministrazione”.

Al sindaco, avevano precisato da Rete Lenford, era stato “semplicemente chiesto di applicare le norme sulla trascrizione di atti esteri così come interpretate anche dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione“. Trascrizione negata. Ad oggi, infatti, per lo Stato italiano il bambino ha soltanto una mamma.

Ma ora Gualtieri prende le distanze dalla stessa decisione presa in Campidoglio, perché “riteniamo tuttavia che la circolare del Viminale non distingua adeguatamente tra casi tra loro diversi e su cui la giurisprudenza si è espressa in modo difforme. Per questo abbiamo scritto al Ministero dell’Interno chiedendo, in attesa di un auspicabile più generale intervento normativo del Parlamento, di riconsiderare le istruzioni agli uffici anagrafici a tutela degli interessi del minore e del rispetto dei diritti della coppia omogenitoriale”.

“La nostra amministrazione sostiene con forza e convinzione un ampliamento della sfera dei diritti ed è impegnata affinché si compiano passi in avanti formali e solidi che non espongano le persone a regole imprecise e precarie”, ha concluso il sindaco. “Roma Capitale è a fianco della coppia di donne, e chiede quindi di poter completare la trascrizione dell’atto di nascita del loro figlio”.

Peccato che si sia resa necessaria la denuncia di Rete Lenford per prendere pubblicamente posizione, con il parere del Viminale che non è certamente fonte di diritto. Il funzionario pubblico deve applicare innanzitutto la legge. Il caso ‘romano’ riguarda poi l’atto di nascita straniero di un bambino con due mamme, senza gestazione per altri al suo interno. Un simile caso era capitato a Torino nel 2015 e venne risolto dalla Corte di Cassazione, a favore della trascrizione. Sarebbe bastato affidarsi a questo per evitare il pandemonio delle ultime ore.

Nel dubbio è stata presentata un’interrogazione alla ministra dell’interno da parte di Monica Cirinnà. La senatrice del Pd ha scritto a Luciana Lamorgese, sottolineando come in alcuni Comuni, tra cui Roma Capitale, continuino a registrarsi difficoltà nella trascrizione di atti di nascita formati all’estero e recanti l’indicazione di due madri; tali difficoltà derivano, in particolare, “dalla prassi seguita dagli uffici dello stato civile volta a richiedere pareri in merito alla Direzione generale per i servizi demografici del Ministero dell’interno e, soprattutto, dal tenore delle risposte fornite da quest’ultima; in particolare, risulta che la citata Direzione generale risponda alle richieste in senso negativo con riferimento a tutte le ipotesi di formazione e trascrizione di atti anagrafici recanti l’indicazione di genitori dello stesso sesso“.

Considerato che:

con specifico riferimento agli atti di nascita formati all’estero e recanti l’indicazione di due madri, tale posizione si pone in radicale contrasto con la costante giurisprudenza della Suprema Corte di cassazione; la Suprema Corte, e in particolare la prima sezione civile – a partire dalle sentenze n. 19599/2016 e n. 14878/2017 e ancora con la recentissima sentenza n. 23319/2021 – ha sancito la non contrarietà all’ordine pubblico internazionale di tali atti di nascita, affermandone di conseguenza la pacifica trascrivibilità da parte degli ufficiali dello stato civile;
di tale orientamento hanno dato conto – sempre confermandolo – anche le sentenze che hanno ritenuto l’impossibilità di formare o trascrivere atti di nascita recanti l’indicazione di due genitori dello stesso sesso nel diverso caso della formazione di atti nascita di minori nati in Italia a seguito del ricorso all’estero, da parte di una coppia di donne, alla procreazione medicalmente assistita (Cass., sez. I civ., sentenze nn. 8029 e 7668 del 2020) ovvero della trascrizione di atti di nascita formati all’estero a seguito di nascita tramite gestazione per altri e recanti l’indicazione di due padri (Cass., SS. UU., sent. n. 12193/2019); analogamente nelle sentenze n. 221/2019 e n. 230/2020, la stessa Corte costituzionale – pur demandando al legislatore tanto la decisione in merito all’accesso delle coppie di donne alla procreazione medicalmente assistita quanto quella relativa al riconoscimento dello status filiationis per i minori nati in Italia a seguito del ricorso alla p.m.a., all’estero, da parte di una coppia di donne – ha dato atto del consolidato orientamento della Suprema Corte di cassazione;
allo stato attuale della giurisprudenza, pertanto, la trascrizione dell’atto di nascita formato all’estero e recante l’indicazione di due madri è pacificamente consentita; di conseguenza, appare del tutto irragionevole che il Ministero dell’Interno – ove sollecitato a tal uopo dagli uffici dello stato civile – continui a fornire indicazioni che, ponendosi in radicale contrasto con la richiamata giurisprudenza, ridondano in intollerabili lesioni dei diritti fondamentali delle e dei minori coinvolti;

si chiede di sapere:

se la Ministra in indirizzo sia a conoscenza della richiamata prassi seguita dalla Direzione generale per i servizi demografici e quali iniziative intenda intraprendere per favorire l’adeguamento delle posizioni espresse dal Ministero al consolidato orientamento della giurisprudenza e, di conseguenza, la trascrizione degli atti di nascita formati all’estero e recanti l’indicazione di due madri.

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