Cosa nasconde l’omotransfobia di Sofia Goggia?

I gay mancano di coraggio. Le donne trans condannate a restare uomini. Questi i concetti della sciatrice olimpionica. Ma cosa pensano Redbull, Audi, Falconeri suoi sponsor? E la federazione?

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Argento alle Olimpiadi 2022 e Oro a quelle del 2018, la campionessa di sci bergamasca Sofia Goggia da sempre si professa fervente cattolica. Durante un’intervista al Corriere della Sera, incalzata dai giornalisti Aldo Cazzullo e Flavio Vannetti, ha così risposto alle seguenti due domande.

Ci sono omosessuali tra gli atleti?
“Tra le donne qualcuna sì. Tra gli uomini direi di no. Devono gettarsi giù dalla Streif di Kitz…”.
(Streif di Kitz è una pista di discesa libera notoriamente difficile, gli atleti che vi gareggiano necessitano di un certo coraggio, considerando che si raggiunge la velocità di 140 km/h ndr)

È giusto che i transgender gareggino con le donne?
“A livello di sport, un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più. Non credo allora che sia giusto”.
(La domanda dei giornalisti è pertinente: nel mondo dello sport, soprattutto in USA, il dibattito è piuttosto acceso ndr)

Circa un mese fa Sofia Goggia aveva raccontato a Radio Maria di “tifare per Gesù” e di essere fervente credente e di andare a messa. L’intervista al Corriere nel quale la sciatrice campionessa olimpionica ha superficialmente etichettato con una certa dose di ignoranza gay e persone trans* ha immediatamente scatenato polemiche sui media.

Il Presidente di Arcigay Bergamo Marco Arlati, membro della segreteria nazionale con delega allo sport, ha così commentato: “Sono molto deluso dalle dichiarazioni di Goggia. Sono sbagliate e fanno riferimento ad una mentalità vecchia”.

Il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha condannato le parole della sciatrice azzurra: “Leggo sgomento che secondo Sofia Goggia un atleta gay non sarebbe in grado di fare una discesa libera. Prima di dire cose del genere, gentile Sofia, converrebbe fermarsi a pensarci due volte: la velocità è un vantaggio in gara ma con le parole può diventare un grosso problema”.

Secondo Vladimir Luxuria quello di Goggia è “un pensiero davvero umiliante” e “questa idea di misurare l’eterosessualità attraverso la virilità è assurda”. “Se uno è capace di sfidare certe altezze – ha sottolineato Luxuria – lo fa indipendentemente dall’orientamento sessuale. Quella della Goggia è un’idea un po’ vecchia, secondo cui i gay di fronte a una discesa ripida tornano indietro urlando e sculettando. Da sempre per qualcuno lo sport è dimostrazione di machismo. Già detto dagli uomini è terribile, ma detto da una donna è davvero umiliante”

Anche sui social le parole di Sofia Goggia hanno scatenato commenti, proteste e flussi di discussioni polarizzate. L’hashtag #sofiaggia è diventato trend topic.

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Sarebbe urgente che uno sponsor come Redbull prenda le distanze dalle parole di Goggia.

 

“Che tonfo” è stato uno dei tweet più ribattuti. Ma sulla questione transgender, le parole di Goggia hanno riscosso un considerevole successo. Il tema delle donne transgender che gareggiano negli sport femminili sembra infatti far emergere una schiacciante contrarietà nell’opinione degli utilizzatori della piattaforma di social networking Twitter. Per quanto riguarda l’opinione degli Italiani sull’argomento, ad oggi non esistono sondaggi statisticamente affidabili su questo tema. In molti, moltissimi, su Twitter hanno difeso l’idea che una donna trans abbia un corpo da uomo e che dunque non debba gareggiare con atlete donne.

Il bullismo con cui Goggia ha risposto alle domande dei due giornalisti del Corriere della Sera tradisce tuttavia transfobia e omofobia. Omofobia e transfobia che emergono proprio dal superficiale (?) abuso che la sciatrice compie nell’utilizzo di stereotipi: secondo Goggia i gay sarebbero fifoni in quanto gay e le donne trasngender, avendo un corpo da uomo (?), dovrebbero starsene a gareggiare con gli uomini.

Relegare persone di identità e/o orientamenti affettivi non conformi, nelle macchiette estranianti degli stereotipi è indice di una potente quanto – forse – non consapevole fobia. E invitiamo Sofia Goggia a indagare nella propria omotransfobia e dunque nella propria psiche per capire se, oltre al legittimo amore per Gesù, non ci sia altro con cui ella debba fare ancora i conti.

Le dichiarazioni di Sofia Goggia rivelano la manifesta omotransfobia di cui è permeato il dibattito pubblico italiano. Il fatto che una sciatrice possa – legittimamente – essere così ignorante e al contempo avere, grazie alla fama conquistata nello sport, il potere di influire sulle opinioni altrui è preoccupante. Per questo occorre una legge che combatta l’odio, come il DDL Zan.

Sul tema di persone trans* nello sport invitiamo a leggere le numerose notizie che Gay.it pubblica sull’argomento > 

 

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Il tweet di scuse di Sofia Goggia

 

Dopo qualche ora Sofia Goggia si è scusata via Twitter, così twittando:

Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.
Mi dispiace e mi scuso con tutte le persone che si sono sentite offese per la frase che è uscita nell’intervista del Corriere che, sicuramente, quando l’ho pronunciata, non voleva essere di natura discriminatoria.

Un tweet sostanzialmente “toppa”, non propriamente intriso di pentimento cristiano. Un tweet traboccante di ulteriore arroganza: non c’era intenzione discriminatoria? Ma questo è irrilevante. Goggia deve farci sapere se ritiene che possano esserci omosessuali sciatori e se secondo lei le donne trans possono o non possono gareggiare negli sport femminili.

 

Infine resta da capire se aziende come Redbull, Audi e Falconeri, alcuni tra i maggior partner commerciali di Goggia, vogliano prendere le distanze dalle parole dell’atleta azzurra o se preferiscano continuare a sponsorizzarla: condividendone quindi i valori?

E la federazione? Sempre su Twitter Cristiana Alicata si chiede se non sia il caso che anche la FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) intervenga per condannare le parole di Goggia. (gf)

 

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gioric70 19.4.22 - 0:44

Vabbè ma questa giusto dalla montagna der sapone pò scenne! Attenzione ai gay a ai trans che possono giocarti qualche brutto scherzetto dettato dalle loro paure mentre batti le piste.....sciocchina!

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