Francia, bufera sulla presidente della Lega Calcio: “l’omofobia rientra nel folklore, fa parte del gioco”

Nathalie Boy de la Tour ha provato a minimiazzare i cori omofobi che puntualmente piovono sui campi di calcio di Francia.

Polemiche a non finire in Francia per quanto detto da Nathalie Boy de la Tour, da 3 anni presidente della Ligue de Football Professionnel. Nell’ultimo mese, infatti, si sono sentiti piovere dagli spalti degli stadi di Francia cori omofobi, che la de la Tour, intervistata da Le Parisien, ha incredibilmente provato a ridimensionare.

Quello che si sente in uno stadio non si sente fuori quando si va a fare shopping. Non sto cercando scuse. Quando si parla di canti omofobi, per la maggior parte dei supporters sono accettabili in quanto parte del Folklore. Ciò non significa che non siano per noi accettabili, ma sono parte del folklore popolare e devono essere presi come tali.

Parole che hanno scatenato le associazioni LGBT di Francia, che hanno parlato diomofobia tollerata’ dalla Lega di Francia. La settimana precedente Roxana Maracineanu, ministro dello sport, aveva annunciato di voler bandire i cori omofobi dagli stadi, dopo aver assistito al match tra PSG e Marsiglia, puntualmente segnato da cori discriminatori.

Eppure Nathalie Boy de la Tour è convinta che “la maggior parte dei sostenitori non si sente ferita”, ma il dibattito si è presto allargato a macchia d’olio. Prevenire o sanzionare? Nel dubbio, impossibile sposare la totale accettazione, trincerandosi dietro l’insostenibile follia dello scherno ‘folkloristico’.

Storie

Milano Pride 2020: un ALTRO PRIDE nella forma ma non nella sostanza

L’edizione 2020 di Milano Pride sarà contraddistinta da un programma di eventi virtuale che contribuirà attivamente alla ripresa della città con un’attività di fundraising.

di Federico Boni