The Whale è un film grassofobico? Ecco perché sta facendo discutere

L'ultimo film di Darren Aronofsky ha aperto un dibattito dalla performance da Oscar di Brendan Fraser alle accuse di stereotipi grassofobici.

ascolta:
0:00
-
0:00
the whale (2022)
the whale (2022)
3 min. di lettura

The Whale è tra i film più chiacchierati di fine anno.

L’ultimo film di Darren Aronofsky, presentato alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia (potete leggere qui la nostra recensione in anteprima) e in arrivo nei cinema italiani il prossimo 2 Marzo 2023, è la storia di Charlie (Brendan Fraser), uomo gay e insegnante universitario di 200kg non più in grado di svolgere le normali attività quotidiane, che porta avanti lezioni online nel tentativo di riallacciare rapporti con la figlia adolescente (Sadie Sink).

Il film promette di essere tra i titoli più commoventi della nuova stagione, ma se l’interpretazione di Fraser (che si è portato a casa 14 minuti di standing ovattino a Venezia, nonostante le critiche di Daniel Franzese) odora di Oscar, il film sta generando più di qualche controversia: da Twitter alla critica americana, The Whale è stato definito un enorme ‘trigger warning’ per le persone sovrappeso o con disturbi alimentari, che pur volendo manifestare empatia e vicinanza al suo protagonista, non fa altro che scadere nei soliti cliché e stigma grassofobici che le persone grasse si portano dietro da tempo.

Non posso consigliare in buona coscienza alle persone grasse di guardare The Whale” ha scritto la critica cinematografica Katie Rife “Non posso consigliarlo nemmeno alle persone magre, in quanto rinforza l’idea che le persone grasse siano oggetti di pietà causa della propria sofferenza e con scarse capacità di adattamento”.

Rife, come molt* altr*, nota che nessuna persona grassa è stata davvero coinvolta nel trattare questo argomento, e che il personaggio di Charlie è solo una commistione di “egoismo e istinti suicidi”: “Senza considerare mai la vera ragione per cui una persona di 650 kg eviterebbe di consultare i medici” scrive Rife “Si chiama grassofobia medica”.

Il comico Guy Branum ha evidenziato come anche le recensioni del film siano un passe-partout per termini offensivi e deumanizzanti verso le persone grasse – da “massa immobile” o “un gigante Jabba The Hutt” (ndr. personaggio di Guerre Stellari) – legittimando ancora di più stigma e pietismi: “La parte più eccitante dell’uscita di The Whale è mettersi a leggere tutti i termini utilizzati dai critici cinematografici per descrivere quanto schifo facciano i corpi come il mio” twitta. Branum.

Non aiuta che Fraser non è davvero sovrappeso, ma indossa una gigante tuta di grasso prostatico, rendendo l’obesità solo un costume da indossare e togliere, spettacolarizzando e ridicolizzando i corpi conformi: “Se sei magro o anche solo un po’ sovrappeso e vai a vedere The Whale, spero che tu pensi al danno che le imbottiture finte di grasso fanno alle persone super grasse come me, e al danno causato dal ritrarre persone come me come figure tragiche” scrivono su Twitter.

Darren Aronofsky ha risposto alle controversie dichiarando che, al contrario, il suo film è “un esercizio di empatia”: “La questione delle critiche non ha senso per quanto mi riguarda” ha risposto il regista a Yahoo! Entertainment “Gli attori usano il trucco sin dall’inizio della recitazione. È uno dei loro strumenti. Ciò che abbiamo fatto per ritrarre il realismo del trucco non è mai stato fatto prima. Una delle mie prime telefonate dopo aver scelto Brendan è stata con il truccatore Adrian Morot. Gli ho chiesto ‘Possiamo fare qualcosa di realistico? Perché se sembrerà uno scherzo allora non dovremmo farlo”.

Anche lo sceneggiatore Samuel D. Hunter si è esposto spiegando che la pellicola è una diretta critica alla grassofobia di Hollywood e nel mondo dello spettacolo:  “In realtà è solo un invito a varcare questa porta e stare con questo ragazzo” dichiara Hunter, ritenendo che il film non promuove certi stigma ma mostra al pubblico il lato opposto, grazie ad “un ritratto dell’umanità che Hollywood esplora raramente”.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Andrew Scott per Quinn (2024)

Andrew Scott presta la voce ad un’app di racconti erotici

Culture - Redazione Milano 16.5.24
Sethu, è uscito il suo primo album "Tutti i colori del buio"

Sethu e i colori del buio: “Canto per tendere una mano a me stesso e agli altri, dopo Sanremo la depressione” – Intervista

Musica - Emanuele Corbo 17.5.24
parma pride 2024 intervista

Intervista a Parma Pride 2024: “Nutriamo l’amore! Le unioni civili sono un ripiego”

News - Gio Arcuri 14.5.24
HUGO™ 2: recensione dei due nuovi massaggiatori prostatici della LELO (che gli uomini sposati amano) - 1000056146 01 - Gay.it

HUGO™ 2: recensione dei due nuovi massaggiatori prostatici della LELO (che gli uomini sposati amano)

Corpi - Gio Arcuri 29.1.24
L'Unione Europea è la patria dei diritti LGBTQ+, ma sai davvero come funziona? - unione europea gay it 03 - Gay.it

L’Unione Europea è la patria dei diritti LGBTQ+, ma sai davvero come funziona?

News - Lorenzo Ottanelli 8.5.24
Sara Drago

Sara Drago: “La realtà è piena di diversità, sarebbe bellissimo interpretare un uomo” – intervista

Cinema - Luca Diana 11.5.24

Continua a leggere

2023: Le cose da portate con noi

10 cose che vogliamo portarci nel 2024

Culture - Redazione Milano 27.12.23
Reneé Rapp/ Justin Bieber

Reneé Rapp dice che Justin Babier le ricorda “una lesbica sexy”

Musica - Redazione Milano 1.3.24
Il regista Ary Zara potrebbe fare la storia agli Oscar 2024 con il corto An Avocado Pit - Il regista trans Ary Zara potrebbe fare la storia agli Oscar 2024 con il corto An Avocado Pit - Gay.it

Il regista Ary Zara potrebbe fare la storia agli Oscar 2024 con il corto An Avocado Pit

Cinema - Redazione 10.1.24
Paul Mescal per Sunday Times UK (PHOTOGRAPH BY PIP)

Paul Mescal dice sì agli attori etero in ruoli gay (ad una condizione)

Culture - Redazione Milano 16.1.24
@samsmith

Sam Smith è lə modellə punk che non ti aspettavi

Culture - Redazione Milano 4.3.24
The Acolyte, inclusione e rappresentazione LGBTQIA+ nella nuova serie Star Wars - The Acolyte 2 - Gay.it

The Acolyte, inclusione e rappresentazione LGBTQIA+ nella nuova serie Star Wars

Serie Tv - Redazione 21.3.24
Oscar 2024, Pedro Almodovar punta ad un altro trionfo con Strange Way of Life - Strange Way of Life ecco Manu Rios nel Brokeback Mountain di Pedro Almodovar - Gay.it

Oscar 2024, Pedro Almodovar punta ad un altro trionfo con Strange Way of Life

Cinema - Federico Boni 22.12.23
Kristen Stewart per Rolling Stone (2024)

Kristen Stewart parla di fluidità di genere in jockstrap su Rolling Stone (e i repubblicani sono infuriati)

Culture - Redazione Milano 15.2.24