Budapest Pride, il grido dei trentamila contro l’omotransfobia di Orban

Politici e associazioni da tutta Europa: "Uguaglianza e dignità di tutti gli esseri umani indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere". Il silenzio del premier ungherese.

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3 min. di lettura

Budapest, Ungheria: Viktòr Orban è rimasto in silenzio tutta la giornata. Nessun commento sui social network, nessuna dichiarazione. Al Budapest Pride una folla di trentamila persone ha trasformato la parata dell’orgoglio LGBT+ in una sdegnata marcia di protesta. La rabbia, rivolta al premier ungherese, è salita dopo le recenti leggi volute da Fidesz, partito di Orban, l’ultima delle quali entrata in vigore appena un mese fa. Una legge illiberale, che vieta alle scuole di parlare ai bambini di omosessualità e questioni legate all’identità di genere, e vieta la rappresentazione di temi LGBT+  con pesanti ricadute di censure su media, arti visive e informazione. Una legge oblio che vorrebbe cancellare l’esistenza dell’omosessualità e dell’identità di genere agli occhi delle nuove generazioni di Ungheresi. L’Unione Europea, con una votazione dell’Europarlamento supportata da 459 sì, contro i 147 no e i 58 astenuti, ha condannato la legge omofoba di Orban “con massima fermezza”. Ma l’onda nazionalista omofobica cara anche ai leader della destra italiana Matteo Salvini e Giorgia Meloni, continua a salire. La Polonia soltanto pochi mesi fa ha istituzionalizzato la creazione di vere e proprie aree “LGBT free” (ndr aree libere da “ideologia LGBT”). Derive di stampo fascista nel cuore dell’Unione Europea, che ha reagito annunciando l’avviamento di procedure di infrazione proprio contro Polonia e Ungheria.

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In risposta alle pressioni dell’Unione, con chiara metodica nazionalistica, Orban ha risposto annunciando sui social network l’istituzione di un referendum che risuona come una provocazione populista atta a incendiare l’odio omotransfobico e comprimere l’opinione pubblica ungherese verso un plebiscito anti LGBT+, in vista delle elezioni politiche che si terranno in Ungheria nel 2022.

 

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Budapest Pride, 24 Luglio 2021, a sinistra Brando Benifei e Alessandro Zan (Partito Democratico), a destra Vladimir Luxuria

La protesta del Budapest Pride è iniziata alle 14:00. Insieme alle persone LGBT+ ungheresi, hanno marciato numerose persone comuni. Al loro fianco sono accorsi politici, diplomatici, europarlamentari ed esponenti delle associazioni per i diritti civili di tutta Europa (tra cui una folta delegazione italiana). Quaranta tra ambasciate e istituzioni culturali hanno diffuso una dichiarazione a sostegno del Budapest Pride “Incoraggiamo i passi di ogni Paese per assicurare l’uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri umani indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere”.

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“L’Europa ci osserva” ha ribadito Terry Reintke, co presidente dell’Intergruppo dell’Europarlamento sui diritti LGBT+. Successivamente i manifestanti si sono radunati nella piazza centrale di Madách, per poi muovere verso il Parco Tabán. “Siamo qui contro l’odio e la deriva dello stato di diritto e l’ondata autoritaria”, ha aggiunto Reintke. 

Soltanto poche decine di partecipanti erano presenti alle due contro-proteste organizzate dall’estrema destra di Nostra Patria e Federazione Alfa, all’insegna di manifesti recanti la scritta “Hetero Pride Budapest“.

Leggi resoconto su Budapest Pride da:
The Guardian >
Euronews >
Corriere della Sera >
AGI >

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rh306126ferreiragmailcom 25.7.21 - 1:48
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patriziobuchergmailcom 25.7.21 - 0:38

Speriamo di non diventare come Polonia e Ungheria!!

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