Ucraina, ecco come si allontana la legge sulle unioni civili

Una nuova proposta per sostituire la precedente 9193 e procrastinare l'approvazione.

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In Ucraina “la proposta di legge sulle unioni civili non è ancora stata calendarizzata in parlamento – ha spiegato ieri al telefono a Gay.it l’attivista LGBTQI+ ucraina Olena Shevcenko – e francamente non pensiamo lo sarà nel futuro prossimo, purtroppo. Perché anche il governo e il nostro presidente (Zelensky ndr) con il suo partito non sembrano supportare troppo questa legge, che quindi è ferma in parlamento“.

La proposta di riconoscere giuridicamente alcuni diritti alle coppie omosessuali in Ucraina, proposta 9103, era giunta grazie all’iniziativa popolare organizzata da Anastasia Sovenko, che aveva raccolto 25.000 firme. Da quell’istanza democratica suggerita dal basso, la proposta di legge si era concretizzata  grazie all’impegno della deputata Inna Sovsun (intervista), che aveva raccolto le adesioni necessarie in parlamento per portarla all’attenzione del governo. Sovsun aveva ampiamente sottolineato su Twitter/X l’intenzione del suo paese di ‘intraprendere questo importante passo legislativo verso l’adesione ai valori delle liberal-democrazie.

Il presidente ucraino Zelensky è in queste ore impegnato all’ONU a perorare la solidità democratica del suo paese per convincere l’Occidente a continuare nel finanziamento delle armi necessarie a difendere l’Ucraina dalla feroce invasione della Russia di Putin. Era stato lo stesso Zelensky, nell’agosto del 2022, a dichiarare un’apertura alle unioni civili, pur ricordando che il matrimonio è costituzionalmente concesso in Ucraina a coppie uomo/donna e che, in tempi di guerra, non è possibile cambiare la costituzione.

L’iter del progetto di legge 9103 è stato finora ampiamente supportato dalla comunità queer ucraina, anche e soprattutto  dallə militari LGBTQI+, che si sono ampiamente spesə in una martellante propaganda per colorare di arcobaleno l’azione di resistenza armata davanti all’invasore russo.

Tuttavia pochi giorni fa all’Europride di Malta, una delegazione del comitato del Kiev Pride ha ammesso durante una conferenza l’esistenza di un crescente movimento anti-gender, finanziato dalla Russia di Putin e dai conservatori americani, che starebbe cercando di fermare le riforme civili nel paese, in particolare quella delle unioni civili #9103, l’adesione alla Convenzione di Instanbul contro la violenza sulle donne e la legge contro i crimini d’odio #5488. Lo scorso dicembre lo stesso Zelensky si era orgogliosamente intestato l’approvazione di una legge che punisce il linguaggio omobitransfobico sui media ucraini.

La legge sulle unioni civili 9103 quindi si avvia verso un binario morto, soprattutto per ragioni di opportunismo politico. “Questa proposta di legge non arriverà ad essere votata – ci spiega Shevcenko, che invece lo scorso Giugno, intervistata da Gay.it, aveva mostrato più ottimismoabbiamo appreso che il gabinetto del ministero (della Giustizia ndr) sta lavorando a un’altra proposta alternativa per approvare qualcosa inerente alle civil partnership“.

Una strategia per rimandare quel che potrebbe essere poco conveniente in termini di pragmatismo politico? La nuova proposta di legge, che dunque sostituirà la precedente 9103 ferma in parlamento, sarà presentata soltanto a dicembre. L’iter ricomincerà daccapo, e secondo Olena Shevcenko impiegherà almeno sei mesi di analisi nelle varie commissioni prima di diventare oggetto di una calendarizzazione parlamentare per l’approvazione. Una procrastinazione che pare dunque strategica. Perché la legge sulle unioni civili pone il governo e il presidente Zelensky in quello che potremmo definire “imbarazzo politico”. Perché metterebbe in evidenza come l’Ucraina, sul tema dei diritti civili, non sia così allineata ai grandi paesi occidentali (come del resto non lo sono Polonia, Ungheria e per certi versi l’Italia). Paesi ai quali tuttavia Zelensky chiede finanziamenti e armi in nome della difesa della democrazia.

E se ci saranno nuove elezioni nel 2024, tutti noi sappiamo che potrebbe facilmente esserci una vittoria dell’estrema destra” ci spiega Olena. In quel caso, a decidere l’eventuale approvazione di una legge sulle unioni civili per le coppie LGBTQI+ ucraine sarebbe un nuovo parlamento, probabilmente più a destra rispetto all’attuale, nel quale il partito di centro di Zelensky e il partito filo-europeista detengono la maggioranza. Sempre che Zelensky non decida, per via della legge marziale e dello stato di guerra, di rinviare le elezioni del 2024 a data da destinarsi.

 

 

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