Dove andare in Valle d’Itria, l’altra Puglia queer, da Sherocco alle mille sfumature LGBTQI+

Qui non basterebbero le lettere di alcun alfabeto a significare ciascuna diversità. Ecco alcuni nostri consigli.

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Bellissima, Ostuni, bianchissima e indimenticabile. Ma nessuno immagina quanto sia bello il centro storico di Fasano: in piazza Mercato Nuovo c’è un chiostro e la sera, rientrando dal mare, consiglio di fermarvi qui a fare aperitivo in uno dei tanti bar e café. Per la cena invece, chiedete di Silvé: cucina pugliese davvero casalinga (la mamma ai fornelli), pochi tavoli, meglio prenotare (lo trovate in un vicolo a cinquanta metri dal Mercato Nuovo).

Ah, la Puglia. Un’infinita distesa di sfumature. Qui non basterebbero le lettere di alcun alfabeto a significare ciascuna diversità. Dagli Italici ai Saraceni, alle influenze Slave a quelle Nord Africane e Arabe. Qui in Puglia non è mai esistito il concetto di nazione. Per i Pugliesi al massimo esiste la Puglia, ed è già qualcosa di troppo grande e troppo astratto per essere inteso come una comunità. I Pugliesi sanno far convivere le diversità, con le buone o con le cattive. Possiamo dire che tenere insieme le diversità qui è cultura di fondo. Con le sue ovvie contraddizioni. E ce ne sono parecchie. A volte, fuori da una magnifica masseria completamente restaurata nel rispetto degli stili dell’epoca, potreste imbattervi in un falò di rifiuti o in una delle infinite tangenziali che si ripetono senza soluzione di continuità e che frastagliano ferocemente il territorio. Colpa della vecchia politica dei decenni che furono, che ha massacrato questa terra, con la complicità dei suo abitanti. Ma oggi le cose stanno notevolmente cambiando. Ed è magnifico trascorrere le vacanze in questa parte di Puglia in totale fermento.

Della Val d’Itria s’è innamorata anche Madonna: nel 2017 il compleanno, poi l’anno scorso (2021) di nuovo in giro. Le sue notti la signora Ciccone le trascorre a Borgo Egnazia, la masseria più lussuosa di tutto il tavoliere pugliese. Ma ci sono alternative valide, per chi volesse assaporare l’altissimo standard di servizio e qualità di villeggiatura che stanno offrendo da qualche anno in Valle d’Itria. Segnaliamo: Masseria Torre Coccaro, Torre Maizza, Masseria Don Luigi.

La buona notizia è che anche la Regione Puglia si è resa conto di quanto la Valle d’Itria possa essere attrattiva per un turismo di alto livello. A una certa comunità LGBTQIA+ non bastano le – rispettabili, magnifiche, sballosissime – seratone di Gallipoli.

C’è un turismo queer che vuole passeggiare tra stradine lastricate di calce di un paesino, visitare chiese romaniche su cui si è depositato con irruenza il barocco, comprare artigianato locale, osservare collezioni botaniche, fermarsi a mangiare sugli scogli. E magari trovare qualcosa LGBTQI+ friendly (come lo Sherocco Festival)!

 

sherocco contrada foragno ostuni
La magnifica location di Sherocco Festival in Contrada Foragno (Ostuni) – Per saperne di più su Sherocco >

 

Tra il 23 e il 26 Giugno la Valle d’Itria si appresta ad ospitare Sherocco, festival culturale che racconterà le infinite sfumature della comunità LGBTQIA+ e come “questa comunità, fondata su un’esclusione storica, culturale e politica, possa generare bellezza e cura, trasformare e trasformarsi, capovolgere punti di vista, creare un mondo che non esisteva prima“. Ci saranno ospiti italiani e internazionali (Paul Preciado), spettacoli, musica, teatro all’aperto, intrattenimento serale, mostre, laboratori, visite ed escursioni e naturalmente incontri e dibattiti.

Nei giorni del festival si potranno frequentare anche i corsi di Gender Studies della Sherocco Academy: qui vi abbiamo raccontato quale preziosa occasione di scoperta e approfondimento si presenti a chi decida di trascorrere qualche giorno dalle parti di Ostuni in quel periodo. Per iscriversi alla Sherocco Academy >.

Sherocco è il segnale che un certo turismo LGBTQI+ di alto livello è possibile da queste parti. In questo senso la Regione Puglia sta lavorando sul territorio: ed è proprio la capacità delle genti di questa regione di accordare insieme le sfumature delle diverse umanità a fare, di questo tacco di stivale, un luogo amato dalla comunità queer.

Secondo quanto dichiarato da Alessio Virgili presidente di AITGL alla Gazzetta del Mezzogiorno, “su 177 milioni di presenze e 33 milioni di arrivi turistici in Italia nel periodo estivo luglio-settembre del 2021 le presenze LGBTQI+ sono state 8,8 milioni con oltre 1,6 milioni di arrivi” e questo – sempre secondo quanto dichiarato da Virgili  – “fa della Puglia la regione che ha segnato la storia del turismo LGBTQI+”. Il turista LGBTQI+ nel 2021 ha speso giornalmente 187 euro, mediamente ha pernottato 5 notti, per un volume di 1,4 miliardi di euro (erano 2,7 prima della pandemia).

Le ragioni di questo amore queer per la Puglia trovano in Valle d’Itria ragioni anche naturalistiche. Per gli amanti del mare selvaggio e del naturismo (qui la nostra guida alle spiagge italiane), vale la pena fare una passeggiata a piedi di circa tre quarti d’ora per raggiungere Torre Guaceto. Un’oasi protetta, dalla bellezza accecante: portatevi da mangiare e da bere, non troverete approvvigionamenti. Rispettate fauna e flora.

Altri due punti di bellezza naturalistica incantevole che possiamo segnalare: la spiaggia di Pantanagianni e Cala Incina a Polignano (a Polignano potreste fare anche un salto alla Fondazione Museo Pino Pascali, spesso offre mostre dagli spunti interessanti)

Se invece volete trascorrere una giornata in spiaggia comodi comodi, con lettini comfort, servizio stile Ibiza e camerieri che vi portano da bere sotto la palma, cercate sulle mappe questi lidi: Coccaro Beach, in località Capitolo, Lido Marzà a Monopoli. Sempre a Monopoli c’è anche Lido Bambù. E a proposito di Monopoli: qui alla sera potete spostarvi al ristorante Porto Rosso, terrazza con vista spettacolare e ottima cucina con prezzi medi.

Altri lidi che garantiscono servizi di alto livello:  Lido Pettolecchia e Lido Cala Masciola (entrambi a Savelletri), Lido Guna Beach a PuntaPenna, Lido Cala Maka a Torre Canne (qui potete mangiare ottimo sushi). In questi lidi preparatevi a spendere tra i sessanta e i cento euro per palma e due letti, come ormai in molti luoghi più acclamati, con la differenza che l’accoglienza pugliese è solare, concreta, impagabile per chi non sopporta quel gusto “continental breakfast” che stanno acquisendo località tipo Ibiza e Mykonos.

Una sera fate una passeggiata a Cisternino. D’estate le macellerie del centro restano aperte fino a tarda ora e preparano da mangiare: assaggiate le famose bombette.

Ad Alberobello andate a mangiare a La Cantina, a Locorotondo invece andate a U Curdunn e poi, se volete un posto speciale e davvero fuori dai giri turistici spicci (anche se… potreste trovarci un po’ di gente international-glamour che là intorno ha ville e masserie) andate a Il cortiletto a Speziale (a pochi metri c’è il Caseificio Crovace: latticini e taralli pugliesi da svenimento).

Si diceva: mangiare pesce seduti sugli scogli (una roba che suona scomoda, ma voi fidatevi dei pugliesi e seguite l’onda): regalatevi un pranzo domenicale poco costoso al chiosco Albachiara a sud di Savelletri, Strada Provinciale 90. Oppure per  starsene seduti comodi, con prezzi più alti e piatti pazzeschi, abbuffatevi a Ristorante La Marea sempre a Savelletri e tra antipasti, primi, secondi, vino eccetera, fatevi portare anche la focaccia. La focaccia più buona della zona la fanno qui, in un ristorante – lo dicono i locali, non io, e comunque l’ho mangiata: indimenticabile.

 

sherocco academy
Sherocco Academy: Vera Gheno, Maya De Leo, Porpora Marcasciano, Paul B. Preciado, Francesca Romana Recchia Luciani, Lorenzo Bernini, Sara Garbagnoli, Cirus Rinaldi, Vera Gheno, Alessandro Taurino, Giosuè Prezioso, Simone Alliva, Vladimir Luxuria, Roberta Galizia – Per saperne di più >

 

Da qualche anno è divenuta popolare la guida podcast di Scott Maxwell, uno scozzese (gay) innamoratosi della Puglia. Sul suo sito Scott posta foto, consigli e segnalazioni frutto della propria esperienza: “The Big Gay Podcast from Puglia” non è un’agenzia – ha spiegato Maxwell – non vendiamo servizi o prodotti, continuiamo a pubblicare consigli perché amiamo portare la Puglia nel mondo”. La guida ha un look and feel tutti manzi e muscoli al sole e potrebbe indurre a desistere i consultatori più snob. Il mio consiglio è di insistere, andare oltre le immagini dei bellimbusti scintillanti di olio solare che vedete nelle foto e fidarvi dei consigli di Scott: sono raccolti e scritti con passione.

Per osservare la coltura idroponica del pomodoro, consiglio una gita all’azienda La Pietra, a Monopoli. Qui si intuisce come le risorse di questa terra possano essere convertite ad approcci sistemici di agricoltura efficiente e insieme più rispettosa del territorio. Del resto, ahimé, vi capiterà anche di osservare intere vallate di campi imbrattati di plastiche e teli. Molti coltivatori pugliesi sono infatti purtroppo rimasti agganciati al feroce sfruttamento del territorio.

Ma le cose stanno cambiando. Fatevi un giro anche alla Tenuta Pistola, a Fasano, per la raccolta della lavanda. Oppure al Conservatorio Botanico di Cisternino, con una collezione di biodiversità ragguardevole, nella quale spiccano 600 specie di Ficus: fichi afgani, bosniaci, francesi, portoghesi, albanesi, israeliani e naturalmente italiani e pugliesi. È fra le più importanti collezioni del bacino del Mediterraneo.

Ancora a Monopoli, potreste tuffarvi nella visita delle collezioni di piante dei Vivai Capitanio, mentre gli amanti del biking possono esplorare la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un itinerario narrativo ed escursionistico di circa 500 km, che dalla Puglia tocca anche Basilicata e Campania e che consente di attraversare una parte d’Italia ancora poco battuta: l’Alta Irpina, il Vulture Melfese, l’Arneo, l’Alta Murgia, e l’entroterra del Salento. Qui, nell’entroterra tra Valle d’Itria e Salento, vi imbatterete in paesini che somigliano ai set del far west italo-hollywoodiano, il ché dice molto di come gli italiani abbiano influito su un certo immaginario globale. C’era una volta in Puglia, e c’è ancora.

 

 

Sherocco è sostenuto da Regione Puglia, Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio – PACT Polo Arti Cultura Turismo Regione Puglia, Puglia 365 – Custodiamo la cultura, Teatro Pubblico Pugliese Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura. Con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ostuni. Patrocinio gratuito di Puglia Promozione e Provincia di Brindisi. 

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