Al lupo, al lupo

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Quello che sembrava il più grave attacco alla comunità lgbt romana si è rivelato un falso. Un falso pericoloso. Ecco perché

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Che si fosse trattato di "mortaretti", di petardi, di miniciccioli o anche solo di una pernacchia, il gesto dei due ragazzi in via San Giovanni in Laterano la scorsa settimana non cambia lo stato delle cose: a Roma c’è un clima di intolleranza sempre più arrogante e insopportabile e il manifesto affisso stanotte ne è l’ennesima prova. Lo abbiamo registrato noi di Gay.it, la stampa generalista, la gente per le strade. Raccontare, come è nostro dovere, come si sono svolti davvero i fatti di quella sera, non cambia lo stato delle cose e non cancella, purtroppo, tutti i brutti episodi precedenti che hanno oscurato quest’estate che va a concludersi. Ma dire, come è stato fatto, che nella gay street c’è stato un attentato, oltretutto dinamitardo, in cui una persona è rimasta ferita, e dove è stata estratta una pistola, beh, rispetto a quel che è veramente successo, ci sembra troppo, francamente.

Del resto, basta fare due chiacchere col proprietario del bar in cui sarebbe stata danneggiata la fioriera per sapere che quel buco, fotografato decine di volte dai giornalisti e ripreso sulle prime pagine dei quotidiani, c’era già da una settimana. Basta fare un paio di telefonate negli ospedali per sapere che mai nessuno è stato ferito quella sera. Basta parlare con qualcuno che era lì presente per sapere che mai nessuno è passato in moto o motorino per lanciare alcunché.

Gli uomini che stanno indagando hanno paura. Il rischio di emulazione, infatti, è altissimo: se in città si sparge la voce che è così facile passare da via San Giovanni, tirare due bombe e scappare via impuniti, beh, il primo omofobo annoiato avrà un motivo in più per compiere un gesto simile a quello raccontato. Ecco quindi che i romani si trovano a doversi preoccupare prima che delle bombe fisiche, di quelle verbali: un’altra "sparata" del genere e la comunità lgbt romana si sarà giocata la credibilità per sempre. E allora scompariranno dalle cronache gli attacchi omofobi quelli veri, quelli gravi, quelli che devono davvero destare la preoccupazione e lo sdegno della gente.

L’allarmismo fa male prima di tutto a gay, lesbiche e trans che a Roma ci abitano, escono e si divertono. Loro hanno il diritto di sentirsi protetti dalle bombe, dai mortaretti o anche dalle semplici pernacchie ma anche dai racconti montati ad arte da qualcuno. Chi vi dice il contrario, semplicemente, vi racconta l’ennesima bugia.

Daniele Nardini

Direttore dei contenuti

di Daniele Nardini

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