Nessun diritto è per sempre: se gli Stati Uniti aboliscono il diritto all’aborto

Così la destra suprematista vuole smantellare la democrazia liberale. In tutto il mondo.

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aborto abolizione corte suprema usa
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La Corte Suprema degli Stati Uniti vuole cancellare la sentenza del 1973 che garantisce il pieno diritto all’aborto a tutte le donne americane. Lo ha rivelato poche ore fa il sito americano Politico, che ha pubblicato una prima bozza del parere di uno dei giudici della Corte.

Lo scorso dicembre da Gay.it avevamo informato i lettori dei pericolosi finanziamenti che il movimento anti-abortista americano stava ricevendo, insieme a quelli contro la comunità LGBTQI+.

Nel 2018 lo Stato del Mississipi, controllato dai repubblicani, aveva fatto una propria legge per vietare l’aborto dopo la quindicesima settimana di gravidanza, mentre la sentenza Planned Parenthood v. Casey del 1972 stabilisce che l’aborto è praticabile fino a quando il feto non sia autosufficiente, dunque circa sette mesi di gravidanza. Ma la legge del Mississipi è contraria alla sentenza del 1972 ed è contraria a quella più definitiva, la famosa sentenza Roe v. Wade del 1973, quando la Corte aveva riconosciuto alla donna texana Norma McCorvey il diritto di interrompere la gravidanza.

 

La sentenza Roe v. Wade del 1973 garantì a tutte le donne americane la possibilità di abortire, senza dare spiegazioni. Per questa ragione, 4 anni dopo che il Mississipi repubblicano ha vietato l’aborto nel proprio stato, si pronuncerà l’organo massimo della giustizia americana, la Corte Suprema. E la Corte Suprema, grazie alle nomine effettuate durante l’amministrazione Trump, è ormai a maggioranza conservatrice. I giudici conservatori che potrebbero cancellare il diritto all’aborto negli Stati Uniti sono: Samuel Alito, Amy Coney Barrett, Neil Gorsuch, Thomas Clarence, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh.

 

Secondo la destra americana non può esserci per le donne libertà di abortire, nonostante nel 14° Emendamento della Costituzione siano garantite a tutti i cittadini americani libertà politiche e civili. La destra suprematista USA, la stessa che sta costruendo da Johnson a Orban a Meloni un fronte conservatore transnazionale, ritiene che il 14° Emendamento, risalente al 1868, non è adatto ad affrontare le complessità delle rivendicazioni dei popoli contemporanei.

La destra USA sta dunque cercando di strappare dalla Costituzione il principio delle libertà individuali. Così le nuove destre mondiali si apprestano a smantellare le democrazie liberali dall’interno.

Se la Corte Suprema voterà a favore della possibilità che la legge del Mississipi sia in vigore nello stato, a quel punto ogni stato americano potrà legiferare sul diritto all’aborto. Così, tutto lascia supporre che gli Stati Uniti si apprestino a cancellare un diritto civile conquistato cinquant’anni fa.

Già 22 stati americani applicano regole restrittive e, come già per il Don’t say gay, si va verso una polverizzazione della federazione americana, un paese sempre meno unito. I diritti civili conquistati dagli Americani sono ormai rimessi in discussione dalla destra suprematista che si appresta a vincere le elezioni del mid-term di Novembre 2022 e poi a riconquistare la Casa Bianca nel 2024, quasi certamente con Donald Trump.

Così dalla destra suprematista americana si va dipanando una trama di ultra-conservatori transnazionali, pronti a smantellare la democrazia liberale: da Johnson che vuole escludere le persone trans* dal divieto delle terapie riparative, alla guerra che Ungheria e Polonia stanno facendo alla popolazione LGBTQI+, a Meloni che promulga leggi contro la GPA.

Nessun diritto è per sempre.

 

Photo by Saad Alfozan on Unsplash

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gioric70 4.5.22 - 2:12

1868? 1868 calci nel culo a sti ignoranti e maleducati!

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