Attivista transgender nel mirino dell’odio sui social: “È l’ignoranza sull’argomento a spaventarmi”

L'influencer e attivista Luce Sant'Ambrogio ci conferma ancora una volta che c'è tanta strada da fare.

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@socondendapefasatluce
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TW: Transfobia

Parliamo tanto di transfobia.

Ma fuori dalla nostra ‘bolla’ (e talvolta, anche qui), anche i concetti che sembrano più ovvi si scontrano con un sistema ancora troppo impreparato per discostarsi dai luoghi comuni.

È il caso lampante di Luce Sant’Ambrogio, attivista e influencer transgender (su Instagram @socontendapefastaluce) che due anni fa, durante un’intervista in collaborazione al progetto di un’amica, condivide le varie ‘intemperie’ dell’essere una donna trans in Italia: su tutte le lentissime e ridicole pratiche per rettificare i propri dati personali sui documenti.

Mentre la burocrazia si prende i suoi tempi,  le persone trans* si interfacciano con i disagi più banali della quotidianità, dal posto di lavoro agli spogliatoi della palestra.

Se io oggi vado a iscrivermi in piscina, a meno che non supplico di essere messa nello spogliatoio femminile, vengo messa nello spogliatoio maschile” spiega l’attivista nel video “Tutti questi uomini che si fanno la doccia, come mi percepiscono? Soprattutto come percepisco io quei 20 sguardi su di me? Sono cose a cui nessuno pensa”.

 

 

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Come spiega luce a Repubblica, non è solo una questione di nudità: “È un problema che si pone ovunque e a cui nessuno pensa. Senza i documenti rettificati, io in quale fila mi devo mettere per andare a votare? Quali sguardi ricevo? Come viene gestita la detenzione delle persone trans? Quali disagi ci sono stati durante l’obbligo del green pass?”

Concetti fin troppo famigliari alla comunità transgender, ma che hanno incontrato zero tolleranza sul web, confermando che la strada da fare è ancora lunga: ripostato dalla pagina @ilmiogenere, in soli dieci giorni Luce è stata sommersa da oltre 1043 commenti di odio transfobico.

Come racconta l’attivista,  ampia parte sono anche di donne cisgender: “E’ difficile passare sopra a tutto. Sotto a quel post si sono superati i mille commenti, la maggior parte negativi. Quello che mi ha fatto più male è stato constatare come gli insulti più pesanti siano arrivati dalle donne. Oltre il rispetto, che spesso sui social è assente, è stato il livello di violenza inaudita e ignoranza sull’argomento a spaventarmi”.

 

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Un post condiviso da Luce Sant’Ambrogio (@socontendapefastaluce)

L’ossessione per i genitali, il sesso biologico, insieme a quel luogo comune così caro alle JK Rowling dell’ultima ora che vorrebbero le donne trans dei ‘travestiti che con l’inganno metterebbero a repentaglio la sicurezza delle donne’, sono figli di una scuola di pensiero fuori tempo massimo ma che ancora riflette buona parte della società.

Spesso si fa confusione tra sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale. Il primo è il complesso dei caratteri anatomici, morfologici e fisiologici che distinguono alla nascita un maschio da una femmina. Poi c’è l’identità di genere, cioè l’appartenenza di una persona ad un genere uguale o diverso da quello della nascita” dice l’attivista “Da qui la definizione di cisgender e transgender: esistono uomini e donne cis e uomini e donne trans. Le persone cisgender si sentono rappresentate dal proprio corpo, le persone transgender no. Ma cisgender e transgender sono aggettivi dei sostantivi che sono uomo e donna. Infine c’è l’orientamento sessuale, che è l’attrazione emozionale, romantica e sessuale di una persona verso un altro individuo”.

Sono cose che già sappiamo, che attivistə, membri della comunità, oltre che espertə del settore ci spiegano e argomentano da una vita, allora perché c’è ancora così poco rispetto e accoglienza?

Quel che è certo è che Luce, come tantə altrə, non ha intenzione di piegarsi all’ignoranza e continuerà a divulgare e prendere parola in un battaglia che è prima di tutto politica, oltre che personale.

Lo faccio per cambiare questo clima d’odio che c’è e che credo potrebbe diminuire se non sparire, semplicemente con la conoscenza” dice l’attivista “Ogni persona ha il diritto di esistere senza avere paura di essere sé stessa”.

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