E’ iniziata la Campeggia transfemminista queer a Otranto!

Sei giorni di incontri, workshop, arte e discussioni su relazioni, intimità, confini, lavoro, salute e molto altro a tema transfemminista queer

E' iniziata la Campeggia transfemminista queer a Otranto! - campeggia queer - Gay.it
3 min. di lettura

Dopo Veniamo Ovunque, la prima manifestazione transfemminista queer del 21 maggio scorso, il SomMovimento NazioAnale torna a riunirsi per un nuovo importante evento di condivisione e auto-formazione: la Campeggia Transfemminista Lella Frocia, organizzata a Pozzello, in provincia di Otranto, nell’Agricampeggio Darwin. A dire il vero non è la prima volta che il movimento LGBT queer usa il “campeggio” come strumento di empowerment, come ci ricordava Felix Cossolo a inizio mese.

Già a settembre 2013, Il Fatto Quotidiano,  aveva intervistato le organizzatrici sul transfemminismo queer a conclusione della campeggia di quell’anno: “soggetti e gruppi del panorama gay, lesbico, trans e femminista che non condividono la riduzione delle istanze del movimento LGBTQI e femminista alle richieste di pari opportunità e uguaglianza che arrivano da gruppi e associazioni più mainstream, come la stessa Arcigay. Noi riteniamo che le questioni che riguardano il genere e gli orientamenti sessuali debbano essere affrontate in modo complesso, decostruendo i dualismi uomo/donna, etero/gay, donne per bene/donne per male e guardando agli strumenti delle contemporanee teorie queer e femminista che all’estero si sono già imposte a livello accademico”.

Così quest’estate, dopo aver portato in strada ai queer pride dell’onda l’attenzione su bisogni che emergono dalle vite queer e precarie di italian* e stranier*, si svolge in questi giorni un importante momento di condivisione orizzontale nel panorama queer italiano.

Questa onda queer nasce da reti di relazioni e di scambio, da uno spazio politico eterogeneo, sperimentale, articolato, orizzontale e sempre aperto, dal quale si osservano le connessioni fra eterosessualità obbligatoria, razzismo, frontiere, neoliberismo, tagli al welfare, austerità, precarietà e sfruttamento lavorativo, riduzione degli spazi di autogestione… e infine, l’accettazione possibile ma sempre parziale condizionata e paternalistica di gay e lesbiche nel novero delle persone ‘perbene’”.

Lungi dall’essere un festival queer, la Campeggia si presenta come uno spazio di confronto politico aperto, basato sull’esperienza concreta di ciascun*, orientato alla costruzione di politiche dal basso, attento a includere persone che non fanno parte di gruppi precisi o che sono “in condizione di viaggio/esilio/diaspora/nomadismo“. Il tutto intervallato da momenti di “convivialità, relax e frocianza balneare”. Quattro i temi proposti quest’anno, ciascuno per un’intera giornata:

1 – Altre intimità relazioni queer – per riflettere su progetti di vita decentrati dalla coppia, che mettano al centro reti di affetto e supporto;

2 – Confini, pinkwashing e omonazionalismo – per imparare a: non strumentalizzare la violenza di genere e l’omotransfobia in chiave razzista e islamofoba, non rendere solo corporative e commerciali le politiche LGBT, smettere di celebrare la “civiltà” di un’Europa che, mentre promuove l’emancipazione femminile e il rispetto delle minoranze sessuali, pratica respingimenti di massa e gravi discriminazioni, come nel caso dell’ultima legge francese sul burkini.

3 – Lavoro-non lavoro, precarietà, reddito, welfare, salute – per ripensare una politica delle soggettività che parta dal corpo, dalla sessualità e dal benessere.

4 – Stili di militanza e pratiche politiche – per trovare insieme delle pratiche transfemministe queer, partendo da una riflessione su safety, cura, conflitto, pratiche decisionali e relazioni di potere, le cui ultime rischiano di contaminare tutti i gruppi politici e le reti. In analisi anche le pratiche da usare nello spazio pubblico e il ruolo della “performatività” in politica.

Antirazzismo, antifascismo, antisessismo e antispecismo restano le forme teoriche e di attivismo basilari per l’intero SomMovimento NazioAnale, mentre la responsabilità del buon andamento della Campeggia sul piano dell’organizzazione dei lavori (cucina, pulizie), delle relazioni e della discussione politica è di tutti, tutte e ciascun*.

La quota di partecipazione, ridotta, serve soltanto a coprire le spese di vitto, alloggio e logistica e il bar interno per coprire eventuali spese di viaggio a chi non se lo può permettere. Aspetti che intendono rendere la campeggia accessibile a chiunque sia interessato o interessata. Per iscriversi, se ci sono ancora posti, si consiglia di inviare una mail a campeggia@anche.no e chiedere info. Animali domestici benvenuti e cucina vegana locale! Per raggiungere la campeggia, suggeriscono di usare Roadsharing (tipo BlaBlaCar) perché non richiede un pagamento online preventivo, né costi aggiuntivi per il sito.

Insomma un insolito e innovativo insieme di pratiche di partecipazione orizzontale, stili di vita e teorie queer a costi accessibili, la cui esistenza mostra che esistono tanti modi diversi di essere lesbiche, gay, bisex, transessuali, in modo politicamente attivo, critico e costruttivo, ma soprattutto condiviso.

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