‘CARICA’ GAY ALLE AMMINISTRATIVE

Mai tanti candidati glbt a un turno elettorale. Lo Giudice candidato a Bologna: "città più a misura di gay". Gerra a Cagno (CO): "contro la discriminazione". Cigni e Panerini in Toscana.

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Perché è importante avere consiglieri comunali e amministratori apertamente gay lo capiscono (o dovrebbero capirlo) anche i più apatici e tendenzialmente apolitici: non solo con la loro visibilità pubblica fungono da modello nei confronti di coloro che ancora vivono timorosamente la loro gayezza nell’ombra, ma sono anche quelli che danno voce e volto alle esigenze della nostra comunità. Sergio Lo Giudice, presidente nazionale dell’ArciGay e già consigliere comunale a Bologna, si propone per un nuovo mandato, candidato con i Democratici di Sinistra. «Pensiamo occorra passare ad una fase nuova tra l’associazionismo e l’istituzione Comune, affiancando al tradizionale rapporto di aiuto, agevolazione, patrocinio, concessioni di sedi eccetera, un aiuto più diretto. Va superata la fase diciamo pionieristica in cui la comunità si organizza autonomamente, talvolta anche con ostilità da parte di certe amministrazioni comunali, per arrivare ad una fase in cui diventi parte del sistema amministrativo l’intervento legato alla specificità di orientamento sessuale e identità di genere. Peraltro ci sono già servizi specifici rivolti a fasce di popolazione o comunque a bisogni specifici. Vorremmo quindi un ufficio di coordinamento degli interventi del comune su questi temi, che svolga prima una funzione di monitoraggio e ricerca sui bisogni delle persone omosessuali e transessuali in città e dopo di organizzazione d’iniziativa, che vada al di là di cose estemporanee tipo una rassegna di cinema e diventando un’attività più di tipo continuativo. Penso ad esempio ai bisogni specifici dei gay anziani oppure di quelli dei gay immigrati oppure dei problemi dei gay e lesbiche adolescenti a scuola. Un amministratore si deve occupare di tante cose, partecipare all’amministrazione della città a tutto tondo. Avere dei rappresentanti apertamente GLBT nelle amministrazioni può significare portare al servizio della città un patrimonio di riflessioni, elaborazioni, la sensibilità di un percorso collettivo che abbiamo fatto in questi anni e metterlo al servizio della città. È interessante che a queste elezioni ci siano numerose candidature a diretta rappresentanza del movimento GLBT, forse a questo giro in numero superiore a qualsiasi altra tornata amministrativa del passato. Questo significa non solo che siamo stati in grado di organizzarci meglio ma anche che c’è del personale politico preparato ed in grado di poter affrontare i tanti problemi che l’amministrazione di una città comporta.»
Cominciano a spuntare anche i primi candidati apertamente gay a destra. Che ne pensi?

'CARICA' GAY ALLE AMMINISTRATIVE - sergiologiudice - Gay.it

«Sono contento. Abbiamo sempre lanciato un appello ai gay di destra di venire allo scoperto. Loro hanno un compito ancora più difficile rispetto a coloro che si candidano col centrosinistra nel senso che si trovano in “campo nemico”. Non nemico in termini tradizionali di schieramenti politici, perché la comunità GLBT è chiaramente trasversale politicamente, i nemici sono gli omofobi e non questo o quel partito, però in questo momento partiti come Alleanza nazionale, Forza Italia, Lega Nord e UDC sono oggettivamente fortemente schierati contro le nostre rivendicazioni e i nostri bisogni. Per cui benvengano candidature e coming out come quelli di Cecchi Paone. Sarà molto importante per loro riuscire ad utilizzare la loro visibilità per riuscire a modificare una situazione che fa oggi della destra italiana una destra molto più arretrata su questi temi rispetto a quelle di altri paesi europee».
Il sito internet di Lo Giudice è www.sergiologiudice.it.

'CARICA' GAY ALLE AMMINISTRATIVE - gerra - Gay.it

Ma ci sono candidati apertamente gay non solo nelle grandi città ma anche in centri medio piccoli. Paolo Gerra è un candidato gay per una lista civica di centrosinistra al ^SComune di Caglio^s, un piccolo paese in provincia di Como. Gerra fa parte della direzione provinciale dei DS, è portavoce nella Lombardia del CODS ed ha quindi un passato alle spalle piuttosto consistente come attivista politico. «Ambisco a fare le cose fatte bene, non sono tra coloro che si mettono in lista solo per avere una carica pubblica. Le cose stanno cambiando, la gente ormai capisce. Ho notato nei vari comuni qua in zona che parecchie liste puntano ad un discorso di antidiscriminazione, specie in area centrosinistra. Nei DS questo discorso è già stato avviato e viene portato avanti e non lo si fa solo in vista delle elezioni. Purtroppo a livello regionale c’è ancora molto da fare, ad esempio per quanto riguarda lo Statuto Regionale ci sarebbe da lottare per avere inseriti riferimenti alle unioni civili, alle coppie di fatto. Se il movimento gay lombardo fosse più unito si potrebbe far qualcosa ma da alcune parti c’è voglia di fare, da altre no. Era stato costituito Arcobaleno che oggi esiste, non esiste, non si sa. Anche a livello locale servono sforzi per lottare contro le discriminazioni, base fondamentale per portare avanti un discorso di laicità e di integrazione. Bisogna raggiungere questi obiettivi, sebbene le strade per arrivarci siano molto lunghe. Non tutto quanto si potrà ottenere subito ma tutto quello che otteniamo conta, che sia il 100 o il 10% di quello che ci eravamo prefissi».

'CARICA' GAY ALLE AMMINISTRATIVE - andreacigni - Gay.it

Spostandoci sulla costa tirrenica troviamo altri due interessanti segni di apertura e progresso anche in realtà di provincia. Andrea Cigni, 30enne, nato a Livorno, laureato in discipline dell’arte all’Università di Bologna, è candidato nella lista Democratici di Sinistra a ^SRosignano^s a sostegno della candidatura a sindaco di Alessandro Nenci. «Bisogna riuscire a portare a termine questo discorso del registro delle unioni civili che già nel 2000 era stato preso in considerazione e poi, per vari motivi, era rimasto in sospeso. Questo comporterà avere la possibilità di avere più diritti, come case, assistenza sanitaria ed anche una maggiore vicinanza dell’istituzione pubblica alle famiglie di fatto sia etero che omosessuali, che al momento non c’è. Visto che lavoro come consulente culturale nell’ambito delle produzioni liriche cerco di portare avanti un concetto di cultura che non sia di nicchia e di settore ma che comprenda vari strati del tessuto sociale.»
Com’è la situazione a livello locale?
«A Rosignano vorremmo dar vita ad un circolo ArciGay, la possibilità ci sarebbe perché abbiamo un appoggio sia a livello politico sia a livello istituzionale. Il candidato sindaco ad esempio è una persona di grande cultura e sensibilità, fa l’insegnante. Nel territorio di Rosignano ci sono tantissimi ragazzi e ragazze omosessuali inseriti nel tessuto sociale a vari livelli, dal commercio al settore impiegatizio, solo che è ancora un po’ difficile uscire allo scoperto se non hai delle strutture che ti assistono, anche semplicemente per fare domande, avere un punto di riferimento telefonico. Devo dire che l’aver studiato in una realtà come quella di Bologna mi ha aiutato. Certo c’è da fare il registro delle unioni di fatto ma non dobbiamo dimenticarci che a monte di questo c’è un disagio di fondo che deve essere affrontato, per far capire alle persone che uscire fuori non è una cosa sbagliata, di cui vergognarsi. Nel contempo dare un segno alla cittadinanza perché è una realtà che c’è a vari livelli e settori, per cui c’è bisogno di riconoscere anche a questa gente pari diritti. Riepilogando: credo nel profondo valore dell’individuo in quanto componente della nostra società e soprattutto auspico il riconoscimento e la tutela dei diritti per gay, lesbiche e trans, con registro unioni civili, diritti paritari per assistenza sanitaria, alloggio, lavoro. Una reale pari dignità per tutti».

'CARICA' GAY ALLE AMMINISTRATIVE - andrea panerini - Gay.it

Poco più a sud, a ^SPiombino^s, si candida Andrea Panerini, da febbraio presidente del locale circolo di cultura omosessuale Lorenzo il magnifico. È candidato dei Verdi che a Piombino costituiscono un’alleanza di sinistra insieme a Rifondazione Comunista che compete principalmente con lo schieramento di centrosinistra costituito da DS, Margherita e lista civica Nuova Piombino. «Grazie alla mia famiglia ho avuto una formazione sia laica che cattolica. La Chiesa non è solo quello che si intende solitamente, tipo il Vaticano o altre strutture di potere, ma è una cosa anche molto più ampia e da condividere. Per questo sono oggi molto più vicino alle comunità cristiane di base come quella ispirata a don Milani, molto più aperta e disponibile. Qui c’è un ritardo dei cattolici enorme su tutte le tematiche, anche a livello politico perché la Margherita è su posizioni assolutamente estremiste, di destra. Qui ancora il cattolico viene inteso come ultraconservatore, con un filosofia non discriminatoria ipocrita e solo di facciata. Sono approdato alla candidatura per la mia attività culturale precedente, per il mio operato di tanti anni sia a livello locale che nazionale, tramite Il Figlio Letterario. In programma subito ci sarebbero l’istituzione di un registro per le unioni di fatto e il progetto di una delibera da parte del consiglio comunale a sostegno del progetto di legge sul PACS. Servono poi interventi per tutelare le diversità, non solo quella omosessuale ma ad esempio anche quella di immigrati e diversamente abili. Quindi una Piombino più città della diversità, perché al momento si tratta di una delle realtà più arretrate della Toscana da questo punto di vista ed il lavoro da fare è grande. Servono poi interventi miranti a contenere un disagio giovanile che è una vera e propria bomba a orologeria, con episodi piuttosto gravi di vario genere accaduti negli ultimi due anni, perché quando ci sono condizioni di disagio sociale le minoranze sono le prime a doverlo scontare. Per questo bisogna intervenire, prenderne atto e porre gli strumenti per risolverlo, attraverso un potenziamento della rete di protezione sociale, sviluppo dell’edilizia pubblica, migliore qualità della vita e tutela dell’ambiente. Senza dimenticare i problemi legati al rapporto città e fabbrica che qui sono importanti, dato che a seguito della crisi siderurgica degli ultimi dieci anni queste industrie danno meno di un quarto di occupazione che davano in precedenza. I diritti GLBT rientrano chiaramente in un quadro più vasto, di miglioramento generale della condizioni di vita in città. Questo comprenderebbe anche la valorizzazione e il restauro di un centro storico che è uno dei più belli della Toscana, con le mura di Leonardo da Vinci, la cattedrale duecentesca, e che adesso trascurato e soffocato.» Per saperne di più su Panerini il suo sito è https://andreapanerini.firenze.net/

L’elenco aggiornato dei candidati e delle candidate che sostengono il riconoscimento dei Diritti GLBT è disponibile al sito: https://www.arcigay.it/show.php?924

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