Crisi Russia Ucraina: “Putin pianifica arresti e uccisioni di ucraini LGBT dopo l’invasione”

Informatori USA parlano di una "kill list" che coinvolgerebbe giornalisti, attivisti, minoranze religiose, etniche e persone LGBTQ+.

Russia Ucraina LGBTQ
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2 min. di lettura

Il Cremlino ha ieri riconosciuto le “repubbliche” del Donbass, dando ufficialmente il via alla crisi Ucraina – Russia che potrebbe presto coinvolgere la Nato. Vladimir Putin ha inviato le prime truppe russe in territorio ucraino, con lo spettro di una guerra di proporzioni globali nel cuore dell’Europa sempre più pressante. Nel caos bellico che ne consegue la Russia avrebbe stilato una lista di possibili vittime ucraine che includerebbe non pochi attivisti LGBTQ. A darne notizia un funzionario statunitense.

In questa “kill list” ci sarebbero oppositori politici, attivisti e “popolazioni vulnerabili” come le persone LGBT+. Il funzionario in questione, che ha parlato a Foreign Policy in forma anonima, ha spiegato che è “probabile” che la Russia prenda di mira chiunque si opponga alla propria politica. “Come abbiamo visto in passato, ci aspettiamo che la Russia cercherà di forzare la cooperazione attraverso l’intimidazione e la repressione”, ha precisato. Nelle passate operazioni russe, tutto ciò si è manifestato attraverso “uccisioni mirate, rapimenti/sparizioni forzate, detenzioni e uso della tortura”.

Nell’elenco dei probabili obiettivi della Russia, ha affermato, ci sono “dissidenti russi e bielorussi in esilio in Ucraina, giornalisti, attivisti e popolazioni vulnerabili come minoranze religiose, etniche e persone LGBTQI+”. La Casa Bianca sarebbe rimasta “sorpresa da quanto siano precise le liste”. Foreign Policy afferma che gli Stati Uniti starebbero monitorando le agenzie di intelligence russe, che presumibilmente sono al lavoro nel “costruire elenchi di obiettivi e uccisioni”.

Nell’ultimo mese la tensione tra Russia e Ucraina è schizzata alle stelle, dopo che Putin ha schierato quasi 200.000 uomini al confine. Sia il Regno Unito che gli Stati Uniti hanno evacuato il personale dell’ambasciata da Kiev, mentre l’Europa sta definendo sanzioni contro la Russia se Putin dovesse dare il via all’invasione. Secondo il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan, “questa non sarà semplicemente una guerra convenzionale tra due eserciti. Sarà una guerra condotta dalla Russia contro il popolo ucraino per reprimerlo, schiacciarlo, danneggiarlo. Ed è quello che abbiamo esposto in dettaglio alle Nazioni Unite”.

 Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha delineato un quadro dettagliato e inquietante su come potrebbe essere un’invasione russa dell’Ucraina, partendo dall’ideazione di un falso pretesto  per il via all’attacco: “Missili e bombe russe cadranno su tutta l’Ucraina. Le telecomunicazioni saranno bloccate. Gli hacker informatici fermeranno le principali istituzioni ucraine“. Dopodiché, ha predetto Blinken, i carri armati e i soldati russi “avanzeranno verso obiettivi chiave che sono già stati identificati e tracciati in piani dettagliati. Riteniamo che questi obiettivi includano… la capitale dell’Ucraina, Kiev, città da 2,8 milioni di persone“.

Gli attivisti ucraini hanno dichiarato che faranno del loro meglio per combattere, temendo che i progressi sui diritti LGBT+ faticosamente conquistati possano essere rapidamente vanificati. Lenny Emson, direttore del Kyiv Pride, ha dichiarato a PinkNews che le persone LGBT+ e la società ucraina in generale sono pronte a “fare un passo avanti contro l’invasione”, se tutto ciò risultasse necessario. “Su questo punto siamo uniti”, ha detto Emson. “Non importa quale sia la tua identità di genere, il tuo orientamento sessuale – combatteremo tutti insieme”.
Le scorse settimane abbiamo ricostruito la situazione dei diritti LGBTQ+ in Russia, schiacciati da Vladimir Putin nell’assordante  silenzio dell’Europa piegata al ricco gas russo.

Foto cover: Sergey Konkov / Reuters / NBC News

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maschioroma 22.2.22 - 18:38

Credo che bisognerebbe prendere atto che in quella parte di Ucraina che si è resa indipendente la stragrande maggioranza della popolazione è filorussa. IL concetto di autodeterminazione dei popoli non può valere solo quado questi vanno verso la democrazia, deve valere anche quando i popoli vanno verso forme di governo che non sono la democrazia. Le popolazioni di queste zone non amano la cultura occidentale e non vogliono essere legati o alleati dell'Occidente, bisogna farsene una ragione. La responsabilità di tutta questa situazione secondo me è del governo ucraino che non vuole vedere questa realtà. L'unico modo per salvare la situazione era ascoltare queste popolazioni e dare loro autonomia. Qualcosa di analogo a quello che l'Italia ha fatto con Il Trentino Alto Adige. Se il governo italiano di allora avesse puntato i piedi non concedendo nulla, ci sarebbero state proteste, sommosse, e l'Austria ne avrebbe sicuramente approfittato, come sta facendo la Russia oggi. Il governo ucraino continua ottusamente a dire che il territorio della nazione è indivisibile e cose simili invece di ascoltare e trattare con le popolazioni. Quanto ai gay che vivono nelle repubbliche indipendentiste spero per loro che siano già andati via da tempo.

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