Johannesburg Pride 2023, in migliaia per sostenere la comunità LGBTQIA+ dell’Uganda

Decine di migliaia di persone per dire basta alle leggi omobitransfobiche africane.

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Il Johannesburg Pride 2023 è stato interamente dedicato alla comunità LGBTQ+ dell’Uganda, sempre più sotto attacco con quella che è stata definita la legge più anti-gay al mondo.

Il 34° Pride di Johannesburg, che si stima abbia visto 24.000 persone in marcia per l’uguaglianza, si è svolto sabato 28 ottobre al Wanderers Stadium della città sudafricana. L’evento di quest’anno è stato dedicato agli ugandesi LGBTQ+ e a tutti gli africani che “non possono marciare per loro stessi”, in seguito all’approvazione dell’agghiacciante legge omobitransfobica, lo scorso maggio.

La contestatissima legge ha raddoppiato le già dure punizioni per le persone LGBTQ+ in Uganda – dove l’attività sessuale tra persone dello stesso sesso è illegale – prevedendo l’ergastolo per attività sessuali tra persone dello stesso sesso e la pena di morte per “omosessualità aggravata”.

Il nuovo reato di “omosessualità aggravata” vede persone condannate a morte per aver avuto rapporti sessuali con persone disabili, sieropositive, con problemi di salute mentale o con persone di età superiore ai 75 anni. Inoltre, le persone che risultano “promuovere” o “normalizzare” l’omosessualità rischiano fino a 20 anni di carcere. Il presidente ugandese Yoweri Museveni, che aveva chiesto agli scienziati se l’omosessualità fosse anormale venendo sbugiardato, ha voluto modifiche ad una prima proposta di legge ancor più dura, che obbligava l’outing da parte di parenti e amici, per poi firmare quanto modificato e approvato in Parlamento. L’ONU aveva definito il primo disegno di legge come “un’enorme violazione dei diritti umani“, mentre gli Stati Uniti avevano avvertito l’Uganda delle inevitabili conseguenze economiche, nel caso in cui il presidente avesse posto la sua firma. Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’aveva definita “devastante e profondamente inquietante”. A suo dire, se la legge dovesse diventare definitiva avrà “gravi ripercussioni negative sulla società ed eroderà i guadagni realizzati negli anni“, spalancando le porte alla “violazione sistemica” dei diritti umani di “quasi tutte le persone LGBTQ+”. Quella legge, che tra le altre cose favorisce l’epidemia di hiv, è poi diventata realtà, con primi arresti e prime condanne.

Johannesburg ha voluto marciare per esplicitare la propria vicinanza alle persone lgbtqia+ dell’Uganda. “Siamo molto lontani dalla creazione di una società inclusiva in cui i bambini, i giovani e gli adulti siano totalmente accettati per il loro sé autentico”, ha detto l’organizzatrice del Pride di Johannesburg, Kaye Ally. “Alla fine, il Pride è molto rilevante se si guarda a cosa sta succedendo non solo in Sud Africa ma in Africa. Il sentimento che non sia africano essere gay è arrivato al culmine”. “La fame di Pride ha davvero amplificato il bisogno per noi di scendere in piazza e di uscire allo scoperto, in tutta la nostra appariscenza e affermare la nostra autenticità.”

Mandela Swali, gay ugandese di 25 anni, ha guidato il corteo, indossando una bandiera ugandese. Il giovane è fuggito dal suo Paese nel 2021, dopo essere stato arrestato per aver fatto sesso con il suo ragazzo. L’aveva denunciato la sua padrona di casa. “Questo è lo spazio e questa è la famiglia che merito di avere in questo momento. Mi sento come se fossi a casa”, ha detto commosso.

Il Sudafrica ha legalizzato il matrimonio matrimonio egualitario nel 2006 ed è ad oggi l’unico paese africano ad averlo fatto. Le coppie omosessuali possono inoltre adottare congiuntamente e organizzare trattamenti di fecondazione in vitro e gestazione per altri.

Foto cover: JHBPride

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