Lissone, la consigliera Scaffidi di Fratelli d’Italia: “Ho più amici gay che normali, li tratto come normododati” – VIDEO

Un intervento immediatamente diventato virale sui social.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Lissone, la consigliera Scaffidi di Fratelli d'Italia: "Ho più amici gay che normali, li tratto come normododati" - VIDEO - Felicia Grazia Scaffidi - Gay.it
2 min. di lettura

Il 22 giugno alle 23:30 di sera in consiglio comunale a Lissone, comune di circa 50.000 abitanti della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia, è scoppiata la bagarre nel pieno di una discussione sull’opportunità di sottoscrivere la carta Re.a.d.y, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

 

La consigliera Felicia Grazia Scaffidi di Fratelli d’Italia ha rifiutato l’etichetta di omofoba, in quanto contraria alla mozione, utilizzando queste parole.

“Non accetto che mi venga data dell’omofoba, ho più amici gay io che forse tu. Mi dispiace ma è proprio così. Li tratto come tratto qualsiasi altra persona normodotata. Ho più amici gay che normali. E vengono trattati allo stesso identico modo. Siete voi che li state discriminando, facendoli passare per persone diverse”. “Non mi sento omofoba, punto”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

 

Immediata la reazione di Vivi Lissone, che aveva presentato la mozione per poter aderire alla rete RE.A.DY, “per dimostrare ai cittadini l’impegno (senza alcun esborso economico) a creare una società inclusiva che garantisca a tutte le persone gli stessi diritti, al di là del genere e dell’orientamento sessuale”. Ancora una volta, la maggioranza ha dimostrato il suo vero volto: colpisce il solito silenzio del Sindaco Laura Borella e del Vicesindaco Giovanni Camarda, intervenuti solo dopo essere stati sollecitati da parte nostra, con due interventi nei quali hanno affermato che la nostra mozione (definita addirittura dal Vicesindaco come “obsoleta”) non era uno degli strumenti adeguati per rimuovere le discriminazioni. Attendiamo trepidanti di essere illuminati su quali sono le azioni moderne che intendono intraprendere per rimuovere le disuguaglianze e favorire linclusività“.

Scaffidi che, nel corso del dibattito serale, ha parlato anche di “diffusione di una propaganda ideologica che viene appositamente mascherata con la lotta alle discriminazioni” e di una carta RE.A.DY che a suo dire, “serve a dare soldi alle associazioni LGBT per organizzare progetti dentro e fuori dalle scuole per propagare la teoria transgender”.

Immediato il commento di Alessandro Zan, che ha sottolineato come “Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e la destra stanno lanciando una campagna d’odio mai vista prima proprio dalle istituzioni, dal governo fino ai comuni più piccoli, contro la comunità lgbtqia+. Il linguaggio d’odio istituzionale si riversa come un virus nella società e innesca discriminazione e violenza, di cui questi personaggi sono complici“.

Un intervento, quello della consigliera di Fratelli d’Italia, rapidamente diventato virale sui social e che segue di 24 ore la sfuriata della premier Giorgia Meloni a Riccardo Magi di +Europa, ‘colpevole’ di aver ‘contestato’ la presidente del consiglio con un cartello inneggiante alla legalizzazione della cannabis.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.