Fratelli d’Italia dovrà risarcire la coppia gay della foto sulla gestazione per altri

Il partito di Giorgia Meloni aveva manipolato l'utilizzo della foto per scagliarsi contro le famiglie arcobaleno. Condannati.

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Il potere delle immagini nell’arena politica è innegabile. Un’immagine può comunicare messaggi forti e toccanti, ma può anche essere distorta e utilizzata in modo manipolatorio.

Un (non troppo) recente caso in Italia ha evidenziato come un partito politico abbia usato e abusato di un’immagine con protagonista una famiglia omogenitoriale per una campagna politica contro la gestazione per altri e le unioni civili.

Secondo l’avvocata Cathy La Torre, che ha rappresentato i due padri nel processo contro Fratelli D’Italia, questa manipolazione dell’immagine rappresenta un chiaro esempio di come la politica possa calpestare la dignità delle persone e arrecare loro danni morali.

Il caso: partiamo dall’inizio

L’immagine in questione è stata originariamente scattata da una fotografa professionista, Lindsay Foster. Raffigurava Franck e suo marito Rosario Barone che tenevano tra le braccia il loro bambino, nato con la gestazione per altri nel 2014.

L’immagine trasmetteva un messaggio di amore, felicità e rappresentava la formazione di una nuova famiglia. Un simbolo di quanto sia importante l’amore e l’accoglienza nella creazione di una famiglia, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori.

Tuttavia, il partito politico Fratelli d’Italia aveva distorto completamente il messaggio dell’immagine utilizzandola nel contesto di un manifesto a sostegno di una campagna contro la gestazione per altri e le unioni civili. Accanto all’immagine dell’abbraccio tra Franck, Rosario e il loro bambino, si legge:

“I diritti da difendere sono quelli del bambino. Lui non potrà mai dire mamma”.

Questo testo suggeriva – neanche a dirlo – che a causa della situazione familiare, il bambino fosse privato della possibilità di avere una “vera famiglia”.

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La battaglia legale per la difesa del diritto d’immagine e della dignità

I due padri, Franck e Rosario, sono residenti a Toronto, ma di origine italiana. Quando hanno scoperto che l’immagine della loro famiglia era stata utilizzata in modo distorto per una campagna politica, hanno deciso di intraprendere una battaglia legale.

Hanno accusato il partito di Giorgia Meloni di violazione del diritto d’immagine, interferenza indebita nella loro sfera personale e diffusione dell’immagine di un neonato riconoscibile.

Dopo un lungo processo che è durato sette anni, il partito politico è stato condannato dal tribunale di Roma a risarcire Franck e Rosario con una somma di 10.000 euro ciascuno, oltre alle spese legali. Il giudice Cecilia Pratesi ha emesso la sentenza, sottolineando la violazione della dignità delle persone coinvolte nella campagna politica e i danni morali che ne sono derivati.

Gli avvocati che hanno rappresentato Franck e Rosario, Cathy La Torre e Michele Giarratano dell’associazione Gay Lex, hanno commentato l’importanza di questa sentenza.

Si faccia politica, ma non sul corpo e sulla vita delle persone” ha commentato La Torre. “Questa sentenza non vale solo per Fratelli d’Italia, ma per chiunque nel mondo della politica utilizzi le vite altrui calpestando la dignità o arrecando danni morali“.

La Torre è un’avvocata specializzata in diritto antidiscriminatorio, con particolare attenzione alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Nel 2008 ha fondato il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione e nel 2010 è stata nominata vicepresidente del Movimento Identità Trans, carica che ha ricoperto fino al 2016. Nel 2013 ha co-fondato l’associazione Gay Lex, una rete di avvocati e attivisti impegnati nella difesa dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans.

Nel campo politico, La Torre ha ricoperto diversi ruoli. È stata coordinatrice provinciale di Sinistra Ecologia Libertà a Bologna nel 2010 e membro del consiglio comunalecandidatasi anche sindaca – della stessa città dal 2011 al 2016, svolgendo anche la funzione di capogruppo. Ha fatto parte della Direzione Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2013 fino alla dissoluzione del partito nel 2016, occupandosi dei diritti come Responsabile Nazionale.

Oltre alla sua attività legale e politica, La Torre ha curato il Festival delle Differenze, un festival europeo itinerante promosso dal Movimento Identità Trans in collaborazione con il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione.

Nel 2018, insieme all’avvocata Silvia Gorini, La Torre ha fondato lo studio Legali Associate Wildside Human First, specializzato nel campo delle nuove tecnologie.

La sua costante lotta per i diritti civili e contro l’odio online le ha fatto guadagnare il riconoscimento come professionista pro bono” ai The Good Lobby Awards del 2019. Nel 2020, è stata inclusa tra le dieci donne dell’anno da iO Donna e ha ricevuto il premio Coraggio Emanuela Loi per il suo impegno nella difesa dei diritti.

Manipolazione e distorsione delle immagini a fini politici

Tristemente, questo non è l’unico caso in cui la destra italiana ha utilizzato immagini prese dalla rete con una connotazione opposta a quella originale, al fine di sostenere le proprie campagne politiche. Nel passato, il partito politico ha già razziato foto dal web e ha dato loro una connotazione distorta, in contrasto con lo scopo per cui erano state scattate.

Ad esempio, nel 2014, il simbolo della Lega compariva accanto a una foto di Oliviero Toscani, famoso fotografo italiano, che ritraeva una coppia gay, una lesbica e un bambino al centro. Nel manifesto, era scritto:

Un bambino non è un capriccio

Il contesto politico e la discussione sulla gestazione per altri

Questo caso si inserisce in un contesto politico più ampio in Italia. Attualmente, è in discussione una proposta di legge presentata dall’onorevole Varchi di Fratelli d’Italia che punirebbe penalmente la Gestazione per Altri (GPA)rendendola reato universale -, anche se effettuata all’estero.

La sentenza del tribunale di Roma che ha condannato il partito politico per la campagna politica distorta rappresenta un segnale importante in questo contesto.

Michele Giarratano, uno degli avvocati che ha rappresentato Franck e Rosario, ha evidenziato come questa sentenza sia un chiaro messaggio di condanna verso il partito di Giorgia Meloni e la sua campagna d’odio contro le famiglie omogenitoriali e la maternità surrogata.

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