Mix Milano 2022, i vincitori. Trionfa Nico di Eline Gehring

Boom di pubblico per la 36esima edizione del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Queer Culture.

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Si è conclusa ieri l’edizione 36 del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Queer Culture, registrando complessivamente un record di pubblico online sulla piattaforma Nexo+, accessibile da tutta Italia, e un 30% in più di tessere rispetto al 2021, che hanno permesso agli spettatori per 4 giorni di affollare le sale del Teatro Strehler del C.A.M. Garibaldi e della Casa degli Artisti, assistendo a 50 proiezioni, di cui 36 in anteprima italiana e internazionale, insieme a tantissimi ospiti e appuntamenti collaterali di musica, letteratura e arte.

La cerimonia di premiazione, nella serata di domenica al Teatro Strehler condotta da Le Rubrichette, è stata preceduta dall’incoronazione di Arisa come Queen of Music e impreziosita dalla performance di Italy Bares, che ha scatenato il pubblico trascinato dai ballerini sulle note di Rumore di Raffaella Carrà e di altre celebri canzoni del pop internazionale.

Le tre giurie internazionali, formate da esperti e critici di cinema – Michele Aaron presidente di giuria Lungometraggi, Silvana Silvestri presidente di giuria Documentari e una giuria Cortometraggi formata da giovanə rappresentanti il variegato spettro della comunità LGBTQ+ – hanno assegnato i premi: Nico di Eline Gehring come Miglior Lungometraggio, Tsumu – Where do you go with your dreams? di Kasper Kiertzner come Miglior Documentario e Shams di Pauline Beugnies come Migliore Cortometraggio. Tra gli altri riconoscimenti, il premio per la Miglior Sceneggiatura assegnato da una giuria presieduta da Piero Bodrato è andato a All Our Fears di Łukasz Ronduda e Łukasz Gutt, il premio Sky Documentaries a Framing Agnes di Chase Joynt, il Premio Mix Nexo+ al miglior lungometraggio per regia giovanile a Balaban di Aysulu Onaran e il Premio del Pubblico attraverso l’APP ufficiale “MiX Festival” a Broadway di Christos Massalas.

Di seguito tutti i film vincitori con le motivazioni.

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Concorso Lungometraggi
Miglior Lungometraggio a: Nico di Eline Gehring
Con la seguente motivazione: Per l’efficacia con cui, sin dalle prime immagini, ci viene proposto un originale personaggio di forte impronta queer, non solo dal punto di vista dell’orientamento sessuale, ma più compiutamente da quello intersezionale. La giuria ha ritenuto interessante come il film voglia evidenziare l’importanza del recupero della propria forza interiore quando il contesto in cui si vive mette duramente alla prova la propria vulnerabilità. Il film ci restituisce una nuova eroina queer grazie anche alla convincente prova dell’attrice protagonista.

Menzione speciale a: My emptiness and I di Adrian Silvestre, con la seguente motivazione: Riteniamo opportuno sottolineare che la giuria ha deciso questa menzione speciale all’unanimità. Per l’originale e toccante riflessione della tematica dell’identità di genere e del percorso di transizione che un individuo compie non solo dal punto di vista fisico esteriore, ma soprattutto da quello psicologico. Il personaggio di Rafi crea immediata empatia nel suo percorso di crescita interiore e nel passaggio dalla confusione rispetto alla propria identità, all’accettazione del concetto di identità come qualcosa di indefinibile.
Il film ci ricorda come una storia personale sia difficilmente etichettabile e riconducibile a categorie predefinite e predeterminate e riesce a aprire spazi nuovi ed innovativi di esplorazione e racconto sull’esperienza transgender. Ci sentiamo di ricordare che quest’anno si festeggia il 40° anniversario della legge 164, che nel 1982 permise la ri-attribuzione anagrafica delle persone transgender. Una legge, allora, di grande civiltà, che oggi andrebbe riformata. La condizione delle persone transgender e la loro tutela, come la cronaca di questi giorni ci ha mostrato, deve essere considerata una priorità della nostra comunità.

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Concorso Documentari
Miglior Documentario a: Tsumu – Where do you go with your dreams? di Kasper Kiertzner. Con la seguente motivazione: Racconto di interesse universale, metafora di luoghi in cui qualunque parte del mondo ci si sente prigionieri senza neanche avere la possibilità di un confronto.

Menzione speciale a: Travesti odyssey di Nicolàs Videla, con la seguente motivazione: Il travestitismo come cicatrice della storia in Cile; un film che passa dal personale al collettivo in modo fluido con grande libertà visiva di formati.

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Concorso Cortometraggi
Miglior Cortometraggio a: Shams di Pauline Beugnies. Con la seguente motivazione: Per aver avuto il coraggio di denunciare una realtà complessa come la situazione, o meglio l’assenza dei diritti LGBTQI+ nei paesi arabi, dove la diversità è ancora vista come una malattia mentale e la donna può solo essere moglie, e chi non si adegua a ciò che un sistema fisso, immutabile, misogino, stabilisce come “corretto” è abbandonato e letteralmente cancellato dalla società con il benestare della famiglia. Per aver mostrato tutto questo attraverso lo scontro tra cultura occidentale e orientale, tra paure e pregiudizi, scontro da cui la prima ne esce completamente sconfitta perché sembra non ci sia modo di ribellarsi e combattere questo sistema, sottolineato anche dal finale amaro ma realistico, tanto quanto sarebbe stato irrealistico un lieto fine. Per questi motivi, per averci fatto riflettere ed empatizzare con le sue protagoniste, anche attraverso una direzione e una recitazione impeccabili, vince il premio miglior cortometraggio “Shams” di Pauline Beugnies.

Menzione speciale a: Grrrl di Natascha Zink, con la seguente motivazione: Per aver affrontato in modo realistico ed efficace il tema della difesa femminile attraverso un gruppo di ragazze che prendono in mano la situazione e aiutano altre ragazze a tornare a casa sane e salve la notte, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, contro lo stereotipo della donna debole e indifesa, preda di malintenzionati, anche usando la forza e rischiando la propria incolumità se necessario. Vince la menzione speciale il cortometraggio il cui titolo richiama la rabbia della protagonista di fronte a un mondo che sembra senza speranza, dove anche negli affetti più vicini si possono nascondere autori di violenze: “GRRRL” di Natascha Zink.

Premio per la Miglior Sceneggiatura
Migliore sceneggiatura a All Our Fears di Łukasz Ronduda e Łukasz Gutt. Con la seguente motivazione: Per l’intensità e la severità con cui racconta la ricerca dell’identità e la sopravvivenza in una comunità difficile intrisa di pregiudizi religiosi, che a loro volta vengono rappresentati con grande rispetto, il premio per la migliore sceneggiatura va a All our fears di Łukasz Ronduda e Łukasz Gutt con la sceneggiatura di Michal Oleszczyk, Łukasz Ronduda e Katarzyna Sarnowska.

Menzione Speciale a: My emptiness and I di Adrian Silvestre, con la seguente motivazione: Coinvolge lo spettatore in un percorso di transizione in maniera empatica e positiva, senza voyeurismi né compiacimenti. Ne firmano la sceneggiatura Adrián Silvestre, Carlos Marques-Marcet e Raphaelle Perez, che dà anche volto voce corpo ed emozioni all’indimenticabile protagonista.

Premio Sky Documentaries a Framing Agnes di Chase Joynt. Consegnato al miglior documentario in concorso che verrà inserito nel palinsesto di Sky. Con la seguente motivazione: Il premio Sky Documentaries quest’anno va a Framing Agnes di Chase Joynt, un film che esplora il concetto di icona trans con garbo e delicatezza, combinando analisi sociologiche con clip basate su interviste archiviate e girate con attori transgender. Il tutto attraverso un linguaggio accurato e mai sopra le righe, che ne fa del documentario un prodotto di pregio.

Premio Mix Nexo+ a Balaban di Aysulu Onaran. Premio consegnato al miglior lungometraggio di una giovane o di un giovane filmmaker. Con la seguente motivazione: Per l’intensità con cui il film affronta un dramma adolescenziale e una sfida sociale complessa, rendendoci non solo partecipi di una storia di formazione, scoperta, amore, amicizia e crescita, ma anche toccando temi attuali e urgenti come la destigmatizzazione dell’HIV, le ingiustizie sociali e l’ambientalismo. Con “Balaban” Aysulu Onaran ci ricorda che i sogni non ammettono discriminazioni. Ai sogni non importa quale sia il colore della tua pelle, non importa chi hai scelto di amare, non importa qual è il tuo passato. Per i sogni l’unica cosa che conta è l’intensità con cui desideri e ami te stesso e gli altri.

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