“Noi siamo Politica e non chiederemo il permesso” Sabato 24 Giugno Abruzzo Pride a Chieti – Intervista

Nella regione guidata da Fratelli d'Italia l'accesso all'aborto è ostacolato. "Noi esistiamo e lo renderemo visibile e udibile per le strade della città di Chieti e negli angoli della nostra regione"

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abruzzo pride 2023
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Sabato 24 Giugno a Chieti ci sarà la parata della quarta edizione dell’Abruzzo Pride, atto finale di una Pride Week che ha visto iniziative di aggregazione, confronto e divulgazione delle istanze LGBTQIA+ su tutto il territorio abruzzese.

Nella regione governata già da tempo da Fratelli d’Italia, la morsa della destra si fa sentire, soprattutto per ciò che riguarda la libertà di accesso all’interruzione di gravidanza. Come già denunciato nella nostra intervista anche da Marche Pride (altra regione a guida Fratelli d’Italia), anche in Abruzzo l’aborto è sotto l’attacco fattuale delle strutture sanitarie, popolate da obiettori di coscienza che riducono a quasi zero la possibilità per le donne abruzzesi di approcciare un percorso di interruzione di gravidanza.

abruzzo pride 2023 chieti
Comitato Organizzatore Abruzzo Pride – foto Instagram

Dopo le edizioni di Pescara nel 2020, de L’Aquila nel 2021 e di Teramo nel 2022, l’Abruzzo Pride sfilerà a Chieti. La più conservatrice città d’Abruzzo, città dove Mussolini ordinò di celebrare il processo per l’omicidio Matteotti e che fino agli anni 2000 è stata unica città d’Italia ad avere un sindaco dichiaratamente fascista, vedrà i colori e le multiformi diversità del Pride sfilare orgogliosamente per le sue strade. Un evento locale, quanto epocale. E infatti, proprio nel confronto con la realtà teatina, il coordinamento di Abruzzo Pride ha trovato qualche alzata di spalle e quel provinciale timore per tutto ciò che è nuovo e non omologato.

Di resistenza, ottimismo e del dovere di andare avanti per la difesa della nostra cittadinanza piena ed egualitaria, insieme al chiaro segnale che persino a Chieti l’Abruzzo sembra ormai un territorio evoluto e pronto a guardare al futuro, abbiamo parlato con Manuela Di Nardo, portavoce di Abruzzo Pride. Sotto, dopo la mappa, l’intervista. >  Qui il Documento Politico di Abruzzo Pride >

abruzzo pride 2023 chieti
Il percorso della parata a Chieti dell’Abruzzo Pride 2023, Sabato 24 Giugno ore 15.30

 

Abbiamo appreso che, come comitato organizzatore dell’Abruzzo Pride, avete avuto difficoltà nel reperimento di bus per il trasbordo di persone: cos’è successo? Ci spieghereste bene questo episodio? Qui la notizia di quanto accaduto >

Cercando di accontentare le numerosissime richieste per un accesso agevole alla città di Chieti durante la parata, abbiamo contattato gli operatori di bus e pullman di linea della nostra regione e siamo incappati in quello che speriamo sia un operatore che ha parlato a titolo personale dicendoci : “noi portiamo le persone dal santo padre, non i depravati”. Questo a sottolineare quanto sia importante, ora più che mai, fare informazione e approvare una legge che tuteli la nostra comunità da atti di natura omolesbobitransafobica

Ci sono stati altri episodi di reticenza da parte di esercenti o cittadini comuni?

Abbiamo fatto un’attività di volantinaggio e devo dire che sono stati tutt* disponibil* e gentili tranne in un caso in cui, alla nostra richiesta di lasciare i volantini, ci è stato risposto “non mi alzo nemmeno” in maniera piuttosto scortese. Ma questo episodio è uno, su un centinaio di esercenti contattati di persona dai/lle nostr* volontar* e ci fa comunque ritenere che gli esercenti abbiano risposto bene tutto sommato.

Com’è il clima della popolazione locale intorno al Pride?

Non possiamo nascondere il fatto che Chieti storicamente non sia una città molto accogliente rispetto alle diversità. Benché ci siano stati alcuni commenti omofobici su facebook, fino ad ora non abbiamo avuto problemi o atti discriminatori nei nostri confronti. Ci rifiutiamo di credere che Chieti rispecchi la fama di “città della Camomilla” che rifiuta il diverso con un’alzata di spalle e siamo certi che la maggior parte della città risponderà con gioia al nostro Pride.

L’anno scorso sul Gran Sasso a Campo Imperatore, quest’anno sulla Majella: le due grandi montagne d’Abruzzo diventano vette su cui portare l’orgoglio LGBTQIA+. Ci vuoi raccontare brevemente di cosa si tratta?

“Mari e monti” è uno dei modi di descrivere la nostra regione, ed esplica moltissimo il modo in cui noi abruzzesi la viviamo. Siamo orgogliosi della conformazione plurale che il nostro territorio offre a livello di bellezze naturali. I nostri parchi montani e la nostra bella costa dei trabocchi sono un fiore all’occhiello di cui andiamo molto fieri. Questa conformazione ci ha anche dato un individualità territoriale che si può sperimentare in poche altre regioni: un forte amore per l’accoglienza e un amore profondo per la natura.

Una scelta territoriale dal profondo significato antropologico e storico.

Per noi partire con la Pride Week dalle nostre vette più rappresentative ha un significato profondo, che è radicato nel cuore di ogni abruzzese, considerando le nostre montagne come protettrici dei popoli che cingono il territorio in un abbraccio amorevole. Quest’anno la Majella ha acquisito un significato ancora più importante, ricordando un soggetto importante della Resistenza, che proprio da questa montagna ha preso il nome: la Brigata Majella. In un nostro talk abbiamo ospitato l’ANPI Abruzzo (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Sono eroi che hanno contribuito a liberare la nostra penisola, fino ad arrivare a Bologna. Questo anche per rimarcare la nostra natura fortemente antifascista e a sottolineare l’evidente collegamento che c’è tra il nostro movimento e quello della resistenza partigiana che si è opposta all’oppressione fascista, così come noi resistiamo e combattiamo per difendere il diritto all’autodeterminazione sancito dall’art.3 della nostra costituzione. E poi il panorama dalla Majella è davvero uno spettacolo unico!

La Regione Abruzzo (guidata da Fratelli d’Italia) ha dato patrocinio? Avete avuto contatti con il Presidente Marsilio?

Come approccio politico il Coordinamento Abruzzo Pride ha deciso di non chiedere patrocini, a parte alla città ospitante, proprio perché non vogliamo che quello che facciamo venga strumentalizzato per fini politici che a noi non interessano. Essendo un Pride dallo spirito regionale, sappiamo che potrebbe sembrare doveroso chiedere il patrocinio alla regione, ma siamo orgogliosi di essere un Pride che parte dal basso e pensiamo alle istituzioni come possibili soggetti dialoganti, per quanto riguarda le nostre lotte e le nostre istanze, non come mero mezzo per coorganizzare la manifestazione.

Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte?

Abbiamo ottenuto il patrocinio del comune di Chieti (lista civica ndr), con il quale si è aperto un dialogo fruttuoso già dallo scorso settembre, per collaborare alla riuscita di una manifestazione il più accessibile, libera e sicura possibile. Collaboriamo con le forze dell’ordine in maniera sinergica, con un buon supporto da parte loro, che ci ha permesso di arrivare fin qui con una buona organizzazione.
Abbiamo ricevuto un grande sostegno dagli ordini degli infermieri e degli psicologi che sono i primi, spesso, a ritrovarsi a contatto con le situazioni più complicate e difficili, che riguardano la nostra comunità, soprattutto per quanto riguarda le persone Trans*. Un sostegno che ci fa sperare di avere, oltre a quelli della comunità, luoghi sicuri in cui poterci sentire ascoltat* e accolt*

Pride Abruzzo ha un motto specifico quest’anno?

Il nostro pride quest’anno è “Un Pride della Majella” proprio a sottolineare il forte legame col nostro territorio facendo l’occhiolino a un intercalare tanto comune nel chietino, che rimarca momenti di stupore e gioia, “pè la Majella!”

Ci raccontate brevemente il percorso della parata a Chieti?

Il percorso partirà dalla Villa Comunale. Risalendo per Via Ricci e imboccando poi Via Paolucci ci dirigeremo verso il Corso Marruccino. Gireremo in via Spaventa per imboccare poi Via Priscilla arrivando a fino a Piazza Valignani. Torniamo poi su Corso Marruccino per tornare alla Villa Comunale passando per Viale IV Novembre.

Quali interventi a voce sono previsti sul palco dopo la parata?

Stiamo ancora raccogliendo le richieste, ma per ora le adesioni sono oltre 100 e sicuramente molt* di loro vorranno dare il loro contributo politico alla nostra Parata.

Quali sono le associazioni e i soggetti che hanno organizzato il Pride?

Il coordinamento è nato 5 anni fa dal desiderio di Arcigay Chieti Sylvia Rivera, La Formica Viola, Jonathan diritti in movimento e Mazì Pescara. Tre anni fa abbiamo aperto il coordinamento a tutte le realtà che operano sul territorio regionale sulle questioni LGBTQIA+ e tutto ciò che rientra nell’intersezionalità della lotta, e , mentre purtroppo La formica viola ci lasciava, si sono unite a noi Arcigay MAssimo Consoli dell’Aquila, Arcigay Teramo, Arcigay Marsica LGBT e Presenza Femminista di Avezzano.

Che messaggio volete mandare alla politica nazionale?

Non ci arrenderemo alla retorica sempre più frequente che ci vuole ragazzin* capriccios* che richiedono diritti che già hanno: la nostra comunità è sotto attacco e noi la difenderemo. Vorremmo che fosse chiaro che noi abbiamo smesso di avere paura, e come durante il 24 giugno alla sfilata di Chieti, noi gireremo per le strade delle nostre città a testa alta. Abbiamo preso coscienza da tempo che il processo di invisibilizzazione a cui certi governi, come quello attuale, vorrebbero farci tornare non è più praticabile. Noi esistiamo e lo renderemo visibile e udibile per le strade della città di Chieti e negli angoli della nostra regione. Noi non chiederemo il permesso per entrare a far parte del dialogo politico nazionale, perché noi siamo già Politica, portando i nostri corpi colorati e vibranti per le strade.

Ora vorrei chiederti quali urgenze Abruzzo Pride ritiene di voler sottolineare e che non sono emerse in questa intervista.

Abbiamo bisogno che sanità e scuola finalmente rispondano in maniera fattiva alla necessità di personale formato e informato su tematiche come prevenzione delle IST, trattamento e medicalizzazione delle persone trans*, assistenza scolastica e medica alle persone neurodivergenti o con disabilità, educazione sessuale e affettiva che prevenga atti di bullismo di stampo omo-lesbo-bi-trans-a-fobico, accesso libero e sicuro in tutta la regione all’interruzione volontaria di gravidanza (attualmente solo 3 strutture nella regione garantiscono IGV)

 

E allora, pe’ la Majella: Buon Pride!

 

abruzzo pride 2022 teramo
Abruzzo Pride 2022, un barlume di speranza LGBTQIA+ nella regione governata da Meloni >

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