Le donne ucraine riescono a scappare dalla guerra, ma non dall’oggettificazione

Le donne ucraine oggettificate e sfruttate dai paesi che dovrebbero tenerle al sicuro.

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A quasi cinque mesi dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, gli occhi del mondo rimangono puntati sul territorio est europeo con un sentimento di forte apprensione su quali potrebbero essere i prossimi sviluppi e le ripercussioni sul resto del mondo.

Milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case, dando vita a un esodo di rifugiati come non si vedeva da decenni sul territorio europeo. In tantissimi sono riusciti a scappare dalle violenze e dai bombardamenti dell’esercito russo e a trovare un posto sicuro in altri paesi.

Tuttavia, se tantissime donne sono riuscite a scappare dalle violenze della guerra, la deumanizzante percezione del corpo femminile le ha seguite anche in luoghi apparentemente sicuri.

I soldati russi su Tinder in Ucraina

In molti ricordano i primissimi meme virali su varie piattaforme social network in cui figuravano soldati russi a caccia su territorio ucraino tramite la celeberrima app Tinder. Se per alcune donne questo non risultasse un problema, tantissime altre hanno trovato l’atteggiamento estremamente irrispettoso e colonizzante.

Ed effettivamente, a un occhio critico, è proprio così che la situazione appare. La minaccia su territorio ucraino, unita a una scarsissima empatia verso la popolazione autoctona ha portato tantissime donne a sentirsi non  solo invase a livello territoriale, ma anche nel loro spazio personale e lese nella loro dignità e intimità.

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Il caso di Pornhub: “rifugiata ucraina” una delle categorie più cercate degli ultimi mesi

Si pensi solo a Pornhub, una delle piattaforme pornografiche più celebri al mondo. Recenti dati hanno evidenziato un picco di ricerche per parole chiave come “ucraina”, “ragazza ucraina”, tutto in relazione alla dinamica di potere generata dalla guerra.

Il che sottolinea un problema globale, che vede una mentalità patriarcale sfruttare ancora una volta la fragilità femminile per oggettificare e sfruttare.

Parole chiave di questo tipo non sarebbero le più cercate se attraessero solo una nicchia specifica, e nonostante questo, tantissimi siti pornografici non si impegnano abbastanza ad arginare il fenomeno e a limitare i contenuti offensivi.

Anche perché i titoli sono piuttosto eloquenti e comprensibili ai più. E la maggior parte di essi utilizza termini degradanti per riferirsi alle donne ucraine, il tema principale è la violenza e la sopraffazione andando a veicolare sempre il solito messaggio: l’idea che non ci sia niente di male a sfruttare una fascia vulnerabile di popolazione per soddisfare gli istinti più bassi dell’essere umano.

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Deumanizzazione a livello globale

Anche le discussioni sulla distribuzione delle rifugiate ucraine tendono a osservare quest’ultime quasi come bestiame, e non come esseri umani. La priorità verrà data alle ragazze giovani, belle, single e magre” sostiene un meme ora cancellato, che però ha avuto il tempo di fare il giro del web in pochissimo tempo.

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Ma il problema non è solo in Europa, dove la maggior parte delle donne ucraine hanno trovato rifugio. Lo scempio è a livello globale.

Ho appena attraversato il confine tra Slovacchia e Ucraina. Non ho mai visto così tante belle donne nella mia vita. La coda di rifugiate era piena di reginette di bellezza, incredibile” aveva dichiarato qualche settimana fa il deputato di estrema destra Saopaulese Arthur Do Val ad alcuni fedelissimi su un gruppo Whatsapp dopo essersi recato in Ucraina per “portare aiuti umanitari”.

Nella stessa conversazione, Do Val ha anche aggiunto che le ucraine sarebbero “donne facili perché povere”. Ma non è l’unico ad aver fatto questo tipo di commenti sessisti sfruttando questo tipo di situazione.

Proprio agli albori del conflitto, a febbraio, il giornale libanese Al-Sharq pubblicò la foto di una donna bionda mezza nuda con la scritta “adotta una donna ucraina per proteggerla dall’occupazione russa”.

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Un atteggiamento che aveva dato vita a diverse polemiche, tanto da costringere l’autore della vignetta a scusarsi pubblicamente con l’ambasciata ucraina in Libano.

Commenti sessisti anche in Cina: sui vari social network – tra cui il più popolare, Weibo –, in tantissimi avevano dichiarato di non avere interesse a ospitare rifugiati che non fossero “bellissime donne ucraine.

donne-ucraine-cinaAtteggiamenti che ci riportano a un’epoca decisamente oscura, in cui il trofeo di guerra di molti soldati e paesi vincitori erano proprio le donne – la cui libertà di scelta era limitata a causa di una situazione di vulnerabilità.

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