Pagherai 500 euro di multa se insulti o discrimini le persone LGBTQIA+

8 piccoli comuni approvano la delibera proposta dal Partito Gay.

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multe 500 euro per chi insulta lgbtqia+
multe 500 euro per chi insulta lgbtqia+ discriminazione partito gay
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Otto piccoli comuni italiani puniranno con 500 euro di multa chi faccia dichiarazioni o azioni discriminatorie verso persone lesbiche, gay, bisex e trans, anche online. La proposta fu avanzata in occasione del 17 Maggio, giornata internazionale contro omobitransfobia, dal Partito Gay (Gay.it ve la raccontò qui), quando Fabrizio Marrazzo, portavoce del PG, propose a Regioni, Province, e a tutti i circa 7.900 comuni italiani, di far pagare una sanzione da 500 euro a chiunque compia atti discriminatori verso la comunità LGBTQIA+.

“Come oggi già avviene per chi lo fa contro neri ed ebrei, ad esempio, in assenza di una legge nazionale” dichiarò all’epoca Marrazzo, in riferimento alla mancata approvazione del Ddl Zan.

Gli otto comuni italiani che hanno approvato la delibera proposta dal Partito Gay sono:

Comune di Morterone (LC)

Cancellara (PZ)

Madonna del Sasso (VB)

Ferla (SR)

Castiglione Cosentino (CS)

San Nicolò d’Arcidano (OR)

Castelnuovo Cilento (SA)

Oriolo (CS).

Cosa prevede la multa per chi discrimina o insulta persone lesbiche, gay, bisex e trans, anche online

La delibera si costituisce di 3 punti:

  • È fatto assoluto divieto, su tutto il territorio regionale/comunale, ivi comprese piattaforme online e profili attinenti al territorio, di avviare azioni di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Fatto altresì divieto le azioni di istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità;
  • È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi o azioni l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità;
  • È istituita la Giornata contro l’omobitransfobia per il 17 maggio di ogni anno in occasione della Giornata Mondiale contro l’omobitransfobia. In occasione di tale giornata l’Ente si impegna alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione su tali temi in tutto il territorio di competenza.

In caso di inosservanza dei divieti (salvo che il fatto non costituisca più grave reato) “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene, è punito , con l’ammenda di € 500,00”.

Secondo il Partito Gay la proposta sarebbe in fase di analisi in altri 2000 consigli comunali, mentre alcune città come Bari e Ravenna hanno comunicato ai promotori che la proposta della multa a chi insulti o discrimini le persone LGBTQIA+ è “non applicabile a livello giuridico“. Inapplicabilità che secondo lo stesso Partito Gay può essere smontata dal punto di vista legale “Noi siamo e restiamo disponibili a fornire un parere legale per dimostrarne l’applicabilità” ha dichiarato Marrazzo, che ha rivolto un appello al neo-eletto sindaco di Verona Damiano Tommasi, vittorioso a sorpresa con una coalizione di centro-sinistra in una città che ha un cuore storicamente a destra: “Invitiamo ad approvarla tutti i neo sindaci eletti ieri, tra cui il Sindaco Tommasi di Verona, se vuole dare un segno di discontinuità con la precedente giunta e con la Regione Veneto, che si sono distinti sino ad oggi per essere amministrazioni che non tutelano le persone LGBT+, neanche dopo un suicidio come ha fatto l’Assessora regionale di FDI dopo il suicidio della professoressa trans Cloe Bianco.”

Finora i provvedimenti presi in tal senso in Italia non erano mai stati esecutivi, ma si era sempre trattato di mozioni dal valore simbolico. “Adesso – sottolinea Marrazzo – c’è una sanzione. Rispetto alla legge Mancino, che è del 1993, si sono fatti passi in avanti perché la delibera prende in considerazione anche le manifestazioni discriminatorie che avvengono online. Pensiamo agli insulti subiti quando una coppia omosessuale pubblica una foto Facebook. Ecco un’azione del genere potrà essere perseguita”.

 

foto Robert Anasch

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