Pillon sull’orlo di una crisi di nervi per l’apertura del Papa alle unioni civili e alle famiglie

"Trovo gravissimo che alcuni esponenti delle forze di maggioranza strumentalizzino le parole del Papa per legittimare l'assurda proposta legge su omofobia", ha tuonato il senatore leghista.

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Simone Pillon come Carmen Maura. Il senatore leghista, ossessionato dalla comunità LGBT e da sempre in prima linea contro le unioni civili e e la legge contro l’omotransfobia e la misoginia, è rimasto chiaramente spiazzato dalle parole pronunciate ieri da Papa Francesco, che ha sottolineato come “gli omosessuali meritano una famiglia”.

Sui social, infatti, Pillon ha provato a ridimensionare le parole del Pontefice, attaccando chi avrebbe osato ‘sfruttarle’ per tirare la volata al DDL Zan.

“Trovo gravissimo che alcuni esponenti delle forze di maggioranza come Zan, Boschi, Cirinnà e Perantoni strumentalizzino le parole del papa per legittimare la assurda proposta legge su omofobia“, ha scritto Pillon su Facebook, dopo aver strumentalizzato per mesi le parole della CEI contro lo stesso DDL. “Da sempre il magistero della Chiesa insegna il rispetto e l’accoglienza per tutti, comprese evidentemente le persone con orientamento omosessuale, quindi Francesco non ha detto nulla di nuovo. Un conto però è portare rispetto, un altro conto è imporre il gender nelle scuole o vietare ogni dissenso all’utero in affitto, o elargire milioni di euro alle lobby LGBT come propongono di fare Zan e compagni. Tra l’altro papa Francesco in quel discorso parla del diritto dei figli omosessuali a restare a vivere coi loro genitori, ma di questo ovviamente nessuno dice nulla. Del resto la Chiesa Cattolica si è già chiaramente espressa contro la proposta di legge su omofobia, e ogni ulteriore tentativo di narrare posizioni differenti mi pare davvero del tutto strumentale e infondato“.

Con quelle parole, pronunciate all’interno di un documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma, Papa Bergoglio ha incredibilmente messo con le spalle al muro chi da anni alimenta odio e discriminazione nei nostri confronti nascondendosi proprio sotto i suoi abiti. La speranza è che anche i ‘suoi’ vescovi, da mesi gratuitamente sul piede di guerra contro il DDL Zan, possano finalmente aprire gli occhi, mettendo un punto ad una guerra ideologica e maledettamente anacronistica.

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Anonimo 22.10.20 - 16:16

Sperare che i vescovi cambino idea sulla legge contro l'omotransfobia mi sembra una pia illusione. Sabato scorso il cardinale Bassetti, presidente della Cei, in un'intervista a La Stampa ha ribadito la ferma opposizione della Chiesa Cattolica al ddl Zan. Se vogliamo portare a casa questa legge non ha senso sperare in un ravvedimento dei vescovi o dei parlamentari cattofascisti ma continuare a fare pressione sulla maggioranza di governo. Più che la destra omotransfobica, temo il tradimento e il fuoco "amico" degli oppositori interni alla legge di PD, Movimento 5 Stelle e Italia Viva, che potrebbero tentare di affossare la legge con i voti segreti o di approvarla con mediazioni al ribasso come accaduto ai tempi delle unioni civili.

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