Qatar 2022, Josh Cavallo sogna i mondiali di calcio ma si chiede: “Posso mettere in pericolo la mia vita?”

Josh andrebbe "sicuramente" ai Mondiali, se il ct australiano lo convocasse, ma a suo rischio e pericolo.

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Qatar 2022, Josh Cavallo sogna i mondiali di calcio ma si chiede: "Posso mettere in pericolo la mia vita?" - Josh Cavallo - Gay.it
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Qatar 2022, Josh Cavallo sogna i mondiali di calcio ma si chiede: "Posso mettere in pericolo la mia vita?" - Josh Cavallo Pride - Gay.it

22enne australiano, Joshua Cavallo è l’unico calciatore professionista dichiaratamente gay al mondo. Terzino sinistro per l’Adelaide United, Cavallo ha giocato con la nazionale australiana Under 20 e ora sogna la chiamata della nazionale maggiore per giocare i mondiali che a novembre si terranno in Qatar.

In passato Cavallo aveva confessato di avere timore per la propria sicurezza, nel caso in cui fosse stato convocato per giocare nel Paese dichiaratamentre omotransfobico, dove l’omosessualità è ancora oggi illegale. Intervistato da Sky Sport, Josh ha ora ribadito il concetto, sottolineando i rischi per tutte quelle persone LGBTQ che si presenteranno in Qatar per assistere ai mondiali di calcio.

“Rappresentare l’Australia ai mondiali sarebbe un onore e sto facendo di tutto per riuscirci. Allo stesso tempo, però, quelle leggi mi spaventano. Ho sempre sognato di giocare i Mondiali con l’Australia, ma posso mettere in pericolo la mia vita?”.

Josh andrebbe “sicuramente” ai Mondiali, se il ct australiano lo convocasse, ma a suo rischio e pericolo. E dei tifosi queer che vorranno sostenere le proprie squadre. “Voglio dimostrare che c’è sicurezza per tutti. E non solo per Josh Cavallo perché è un calciatore e va protetto, voglio che vada bene per tutte le persone comuni”.

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Recentemente intervistato da Attitude, Cavallo si è detto felice di essere diventato un modello per così tanti giovani, che grazie al suo coming out hanno trovato il coraggio per dichiararsi.

“Ci sono milioni e milioni di persone in tutto il mondo che stanno uscendo allo scoperto e sentono come di avere un posto su questa terra grazie alla mia storia. L’odio non mi colpisce, mi motiva solo a essere un rappresentante migliore, a continuare a lottare, per continuare a essere un modello per tutti”.

In Qatar è già esplosa la polemica relativa ad alcuni hotel promossi dalla FIFA che hanno negato stanze a coppie LGBTQ, mentre il presidente Asser Al-Khater ha avvertito tifosi e calciatori, vietando  “manifestazioni d’affetto gay” e bandiere rainbow sugli spalti.

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