Addio a Raffaella Carrà, regina della televisione italiana e icona tra le icone: aveva 78 anni

L'Italia piange Raffaella Carrà, showgirl per antonomasia e stella dell'intrattenimento in tutto il mondo.

raffaella carrà
Raffaella Carrà, da sempre icona internazionale.
2 min. di lettura

Era la regina della televisione italiana. Fa male parlare al passato per Raffaella Carrà, stella fra le stelle, simbolo dell’intrattenimento italiano nel mondo. Showgirl per antonomasia, ballerina, cantante, conduttrice, la Raffa nazionale se n’è andata in un lunedì di luglio, in silenzio, senza fare rumore, all’età di 78 anni. A darne notizia è stato il compagno di una vita, Sergio Japino, unendosi al lutto dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paolo e Claudia Boncomagni e di tutto il team di collaboratori che l’ha accompagnata per anni, decenni, i più belli e scintillanti del nostro spettacolo.

Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre.

Nata a Bologna il 18 giugno 1943, Raffaella Carrà (all’anagrafe Raffaella Maria Roberta Pelloni) aveva soffiato da poco le 78 candeline. La sua storia e la sua carriera si intreccia con quella dell’Italia, che l’ha vista crescere e formarsi durante gli anni del boom economico. A metà degli anni Sessanta il cambio di cognome, poi il grande successo in Io, Agata e tu Canzonissima. Un’escalation di titoli rimasti incastonati nella storia del piccolo schermo e della cultura popolare nazionale, da Milleluci con Mina nel 1974 a Fantastico all’inizio degli anni Ottanta. Con Pronto, Raffaella si conquista il titolo di signora del mezzogiorno, dal 1983 al 1985, mentre negli anni Novanta torna in scena con Carràmba! Che sorpresa. L’ultimo show, dopo la partecipazione come coach a The Voice of Italy, la serie di interviste A raccontare comincia tu, calco di quell’A far l’amore comincia tu del 1976, remixata anche da Bob Sinclair.

Icona LGBT assoluta, recentemente omaggiata con il musical spagnolo Ballo Ballo, Raffaella Carrà è da sempre un punto di riferimento per la comunità queer italiana ed internazionale, che l’ha identificata nei decenni come massima rappresentante di quella cultura pop che ha fatto la rivoluzione, anche a colpi di Tuca Tuca e di ombelichi scoperti. Nel 2020 la consacrazione del The Guardian, che ha incoronato Raffaella Carrà “icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso”. Tre anni prima, nel 2017, la showgirl ha ricevuto al World Pride di Madrid il titolo di “icona gay mondiale“, che aveva commentato così:

Vivete questa settimana in allegria, ma le lotte non sono finite. C’è ancora mucho camino da compiere per abbattere i pregiudizi.

La showgirl, malata da tempo, ha lasciato disposizioni per il funerale. Una bara di legno grezzo e un’urna con le sue ceneri. Una semplicità che si sposa con l’umiltà di un’artigiana dello spettacolo, autodidatta, amata da Trieste in giù, da Trieste in su. Ciao Raffa.

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lucabjork 5.7.21 - 17:19

Non ci si crede. Era una di quelle immortali. Come Madonna. Una donna fortissima. Splendida. Non riesco a crederci

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