Roma Pride 2023: “Nessuno può silenziarci e farci retrocedere sui diritti. Sabato saremo tantissimə!”

La nostra intervista a Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che da sempre organizza il Pride romano, il più partecipato d'Italia.

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Sabato pomeriggio la Capitale d’Italia verrà attraversata da una marea rainbow, da piazza della Repubblica al Vittoriano, con un Roma Pride che si preannuncia straordinariamente partecipato, grazie anche alle furenti polemiche causate dal patrocinio prima concesso e poi ritirato dalla regione Lazio, da pochi mesi passata al centrodestra.

In attesa della conferenza stampa di domani, che vedrà le madrine Paola e Chiara protagoniste e che noi seguiremo anche via social, abbiamo intervistato Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che da sempre organizza il Pride romano, il più partecipato d’Italia.

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Pochi giorni ad un nuovo Roma Pride, ad un anno dal bagno di folla che manifestó sulle note di Elodie. Quest’anno ci saranno Paola e Chiara, come madrine della manifestazione. Quando e perché avete pensato a loro, e come siete riuscite a convincerle?

L’idea di coinvolgere Paola e Chiara come testimonial del Roma Pride 2023 era nell’aria sin dalla loro esibizione sanremese. Abbiamo infatti notato come le due fossero percepite da larga parte della comunità LGBT+ come personaggi vicini alla nostra causa e alle nostre rivendicazioni, oltre che colonna sonora fondamentale della storia di tante persone. Convincerle non è stata affatto difficile, abbiamo trovato immediata disponibilità e mettersi d’accordo è stato immediato“.

C’è chi vi accusa di aver reso un po’ troppo “pop” una manifestazione che rimane sempre e comunque rivendicazione di diritti ad oggi negati, mai tanto necessaria visti i continui attacchi del governo Meloni. Si può davvero far coesistere “l’evento mediatico”, all’occorrenza da spacchettare, vendere e infiocchettare, e la lotta dura e pura nata 60 anni or sono da un tacco a spillo lanciato contro un poliziotto?

Abbiamo sempre concepito il Roma Pride come un momento in cui coesistono le due anime, quella più pop, festaiola, mediatica e quella più battagliera, di rivendicazione e lotta. Non si può che concordare sullo stato di emergenza politica in cui ci troviamo, ma il gesto stesso di sfilare per le strade di Roma, appropriarci degli spazi e ricordare a tutt3 la nostra esistenza – soprattutto a chi vorrebbe ignorarla – è per noi un gesto di resistenza. Non a caso lo slogan di quest’anno è QUEERESISTENZA per noi un grido di resistenza, un grido di esistenza“.

La regione Lazio ha prima concesso il patrocinio per poi ritirarlo dopo le critiche di ProVita, agitando lo spauracchio della GPA. Alla fine della fiera siete riusciti a parlare con il governatore Rocca?

Il documento politico del Roma Pride era disponibile da giorni sul sito ufficiale della manifestazione, inoltre si tratta di rivendicazioni e richieste note da tempo. Non abbiamo ancora avuto modo di sentire Rocca, ma ci pare più che ovvio che il ritiro del patrocinio sia dovuto alle pressioni esercitate dalle associazione Pro Vita che evidentemente possono esercitare grande influenza in Regione. Questo voltafaccia ci ha amareggiati ma vogliamo ricordare al Governatore che da quando è stato eletto il suo compito è rappresentare tutt3 l3 cittadin3 e non soltanto la parte che lo ha eletto. Con o senza patrocinio della regione lazio Sabato saremo in piazza e saremo in tantissime3“.

Qual è il rapporto della comunità queer romana con il sindaco e la giunta?

La giunta Gualtieri si è distinta in questi mesi per le tante iniziative che ha portato in campo a sostegno della nostra comunità, in primis istituendo l’Ufficio Diritti LGBT+ coordinato da Marilena Grassadonia. I nostri rapporti sono ottimi e il dialogo è costante, sono passi importanti per rendere Roma una vera e propria capitale dei diritti al livello di omologhe città europee“.

Il Roma Pride quale messaggio vuole mandare alla politica nazionale?

Quando sono stati diffusi gli esiti delle elezioni abbiamo immediatamente immaginato che sarebbero stati mesi se non anni duri per la comunità LGBT+. Purtroppo la realtà si è rivelata peggiore di ogni immaginazione e a farne le spese sono state soprattutto le famiglie arcobaleno e la persone transgender. Pertanto ciò che vogliamo ribadire alla politica, tutta e non solo al centrodestra che sappiamo già ostile, è che non staremo a guardare e continueremo a combattere colpo su colpo, attacco su attacco, per affermare che nessuno potrà silenziarci e farci retrocedere sul campo dei diritti. Per fortuna la società civile e molte amministrazioni cittadine stanno supportando le cause della comunità LGBT+, mostrando che alcune lotte non sono certo esclusive ma appartengono davvero a tutt3“.

Perso il treno del DDL Zan con il governo Meloni rischiamo di rimanere fermi al palo per altri 4 anni, se non addirittura indietreggiare sul fronte dei diritti. Possiamo davvero permettercelo? E cosa fare, per provare a cambiare quella che sembra un’inattaccabile narrazione.

Ovviamente no, non possiamo permetterci di fare passi indietro e non possiamo nemmeno accettare che l’Italia sprofondi in un medioevo dei diritti come accaduto in Ungheria o in Polonia. Qualcosa si sta muovendo sul fronte di una legge sui crimini d’odio ma la nostra priorità, dal punto di vista della narrazione, è quella di far comprendere che gli attacchi portati alla nostra comunità sono da una parte ferocemente ideologici e dall’altra tentativi maldestri di distogliere l’attenzione dai problemi dell’Italia. Insomma, la comunità LGBT+ è finita per essere usata come capro espiatorio, mentre il nostro obiettivo è essere protagonist3 della nostra storia, con le nostre identità e soggettività che non possono essere oggetto di contrattazioni“.

Per la prima volta il Coordinamento Roma Pride ha intrapreso un percorso di collaborazione con Disability Pride Network. In termini pratici cosa significa?

Siamo molto orgoglios3 della collaborazione con Disability Pride Network, rete informale in continua espansione fatta da singoli individui e organizzazioni che hanno deciso di collaborare per affermare “un nuovo modo di vivere e vedere la disabilità”. Il nostro obiettivo è quello di rendere sempre più accessibili i prossimi Roma Pride, oltre che gli altri eventi organizzati dal Circolo, tenendo conto delle necessità dell3 partecipanti con disabilità e neurodivergenze attraverso uno scambio con l3 dirett3 interessat3 e tutto il Circolo. Crediamo infatti nell’importanza della lotta quotidiana a ogni forma di discriminazione.
In termini pratici la collaborazione vuole far sì che il percorso della parata sia quanto più accessibile a tutt3, prendendo accorgimenti specifici che riguarderanno la conformazione stessa del corteo, che includerà spazi sicuri e di decompressione sensoriale. A questo proposito verranno rese note le informazioni riguardo la presenza di punti di ristoro e luoghi all’ombra lungo il percorso, saranno forniti tutti gli strumenti utili e verrà preparato un servizio di assistenza su richiesta.
Inoltre durante la Pride Croisette è previsto nel programma un dibattito sui temi dell’accessibilità e delle disabilità all’interno del mondo LGBT+, oltre che uno stand dedicato.
Si tratta di un percorso in divenire, abbiamo tanta strada davanti a noi e, per avviarlo al meglio in autunno saranno organizzate nuove iniziative, oltre che la possibile costituzione all’interno del Circolo un “gruppo accessibilità”, composto da volontari3 che vorranno impegnarsi in tal senso, dopo un periodo di formazione specifica coordinata da Disability Pride Network“.

Quale sarà il percorso di questo Roma Pride?

“Il percorso è quello classico che parte da Piazza della Repubblica e arriva in Piazza della Madonna di Loreto, ai Fori Imperiali. L’unica variazione che allungherà un po’ il tragitto è il passaggio per Piazza Vittorio. Lungo il percorso vi saranno svariati punti di ristoro con distribuzione di acqua”.

Roma Pride 2023: "Nessuno può silenziarci e farci retrocedere sui diritti. Sabato saremo tantissimə!" - Roma Pride 2000 - Gay.it

Causa Covid-19 la candidatura di Roma al World Pride del 2025 è saltata. Nel 2000 proprio nella Capitale si tenne il primo storico Pride globale. State pensando ad una nuova candidatura? Eventualmente avete già individuato una data?

Il World Pride del 2000 è stato una tappa importantissima del movimento LGBT+ globale, ancora oggi quando incontro gli altri organizzatori dei Pride europei e internazionali godiamo di grande credibilità grazie a quell’evento e all’Europride 2011. Il Mieli e il Roma Pride hanno sempre avuto una prospettiva internazionale, credo che se ci saranno le condizioni si possa pensare di nuovo a una data. Per ora potremmo ventilare un’ipotesi del 2030, anche perché sarebbero passati esattamente 30 anni dal 2000 e sarebbe un grande anniversario da festeggiare. Tuttavia è ovvio che per creare eventi cosi grandi ci debbano essere molteplici fattori che si allineano e una grande spinta di tutt3“.

Chiudiamo con i 40 anni del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che ti vede presidente. Ci sono iniziative in programma da qui a fine 2023? E soprattutto, quanto credi sia importante, ancora oggi, l’associazionismo LGBTQIA+, pur essendo inevitabilmente mutato nel tempo?

“L‘anniversario dei 40 anni è molto sentito e per me è un onore essere presidente del Circolo in questa annata così speciale. Sono tante le iniziative che si svolgeranno durante l’anno. Per esempio per celebrare la nostra storia abbiamo organizzato due mostre differenti. La prima è RIVOLUZIONARI3 — 40 anni del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli a Roma,che si terrà dal 28 giugno al 30 luglio presso gli spazi della Pelanda – Ex Mattatoio. Curata da Ilaria Di Marco insieme all’associazione culturale TWM Factory e basata sul materiale dell’archivio storico del Circolo, il Centro di Documentazione Marco Sanna, conta più di un centinaio di materiali risalenti al periodo dagli anni Settanta fino a oggi. La seconda è “Teatro di lotta. Norme, Traviate e la difficoltà di esprimersi. Panoramica del teatro omosessuale dal 1976 a oggi”, presso la Biblioteca Villino Corsini a Villa Pamphilj, visitabile dal 6 giugno all’8 luglio. La mostra ricostruisce la storia dei “palchi” della Comunità LGBT+ attraverso locandine, foto, testi, articoli, recensioni, abiti, parrucche e oggetti con lo scopo di riportare alla luce persone, personaggi, luoghi e spettacoli del passato e del presente. Inoltre a breve il circolo rilancerà lo storico magazine AUT, per la direzione di Egizia Mondini: la rivista del Circolo prenderà nuova vita in un formato 4.0 che terrà conto sia dei cambiamenti apportati dai social sia della necessità sempre più evidente di un punto di riferimento culturale e di approfondimento per la nostra comunità.

Ritengo che l’associazionismo LGBTQIA+ sia ancora fondamentale, anche se soprattutto in questo periodo storico in cui i diritti faticosamente guadagnati nell’arco dei decenni sono sotto attacco e messi in dubbio dalle istituzioni italiane. L’attivismo sui social è un altro valido lato della medaglia – sia chiaro – ma credo che l’incontro e il dialogo diretto che solo un’associazione può creare sia insostituibile, come ci ha dimostrato anche la durissima lezione della pandemia“.

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