Su Marco Prato e l’HIV: “Essere sieropositivo non equivale ad essere l’angelo della morte”

Il commento di Sandro Busolo, in arte Zander Craze, attore hard sieropositivo.

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Su Marco Prato e l'HIV: "Essere sieropositivo non equivale ad essere l’angelo della morte" - busolo - Gay.it
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Condividiamo con i nostri lettori il commento di Sandro Busolo, blogger e attore hard (noto anche come Zander Craze) alla diffusione da parte del settimanale Giallo della presunta sieropositività di Marco Prato, uno dei due responsabili dell’omicidio di Luca Varani.

SCOOP!

Marco Prato ha l’HIV e  il mondo dei festini romani trema…

Cari giornalisti in cerca di una notizia sensazionale per far vendere le vostre raccolte di carta igienica:

1- la privacy ve la siete dimenticata?

2- secondo voi in mezzo alle orge di sieropositivo c’era solo lui?

Gli articoli che in queste ore si moltiplicano sul web cambiando solo la disposizione delle frasi, hanno un fondamentale e gravissimo bug al loro interno da estirpare: siamo nel 2017, in quasi tutti i paesi civilizzati c’è la PrEP (da noi ovviamente no), è scientificamente testato che un sieropositivo in cura con antiretrovirali e quindi viremia azzerata non è infettivo. Qualche giorno fa la notizia miracolosa delle guarigioni grazie al vaccino spagnolo…

E noi.. in un secondo.. torniamo a Philadelphia (1993).

Essere sieropositivo equivale ad essere l’angelo della morte.

Un editore decide di pubblicare in prima pagina un caso di HIV+ come se fosse la peste, fregandosene bellamente di chi cerca ogni giorno di fare qualcosa per combattere lo stigma sociale in un mondo di persone dallo shaming facile.

Io mi chiedo quale sia la preparazione culturale richiesta per poter pubblicare su carta stampata… probabilmente sapere il testo della Macarena!

Per non parlare del fatto che comunque le orge mica le fanno solo a Roma (gli piacerebbe ai romani tornare ad essere quelli dell’Impero!), quindi se uno ha un minimo di cervello, più che preoccuparsi di Marco Prato che ha già un futuro molto triste davanti, che vadano ad interrogarsi su quanti ragazzi in cerca di un’emozione in più rischiano di farsi del male.

A tutti consiglio di guardare il documentario Chemsex.

Di certo noi che prendiamo le medicine per star bene non è che siamo felici di essere pazienti a lungo termine, ma pensando ai problemi più grossi che la nostra specie incontra nella vita moderna come le MALATTIE VERE (quelle che ti obbligano a vivere da verme e ti fanno andare in Svizzera a compiere il suicidio assistito), direi che convivere con un virus dormiente al prezzo di una pillola al giorno non è poi tutto questo dramma.

Che poi presto non sarà nemmeno più una pastiglia al giorno, ma un’iniezione ogni 3 mesi.

Ma tornando a questo giornalismo racimola spiccioli…l’unica cosa di cui mi dispiace davvero è che certa gente ai titoloni delle riviste ci crede, perché non sa pensare con la propria testa. Queste persone aumenteranno il proprio pregiudizio su chi vive con l’HIV, sui gay e su chi vuole divertirsi in modo diverso dal pizza-cinema.

Sì, perché fare le orge mica è un reato! Sarebbe come dire che andare in chiesa è da pervertiti, perché non c’è selezione alla porta e perché tutti prendono la particola dalle mani della stessa persona.

Questo articoletto di oggi mi riporta furente a quelli dei giorni scorsi sui festini di Milano, dappertutto di evidenzia la parola “ESTREMO”.

Come se il fatto di essere in tanti ed avere delle droghe sul fornello significhi obbligatoriamente procurarsi un arresto cardiaco o uccidere qualcuno a coltellate.

Invece di rincorrere lo scoop sfruttando il malessere della gente, bisognerebbe aiutarla.

Che poi…suvvia…le persone che praticano il sesso di gruppo sotto effetto stupefacente sono una minoranza della minoranza. Sono quasi tutti consapevoli e consenzienti nella ritualità di un atto pagano di godimento fisico che non ha bisogno di essere giudicato o approvato. Non sono tanto diversi dai tifosi dello stadio che lanciano fumogeni, anche se questi ultimi sono numericamente molti di più.

LE DROGHE CIRCOLANO LO STESSO: DAVANTI LE SCUOLE, NEI LOCALI, AL PARCO. IL SESSO LO SI FA SEMPRE E COMUNQUE: NEI CESSI, NEI PARCHEGGHI, IN AUTO. MENTRE VOI VI INDIGNATE DEI FESTINI GAY FORSE I VOSTRI FIGLI FANNO POMPINI PER 20 EURO. LA GENTE SI UCCIDE COMUNQUE: IN FAMIGLIA, FRA ETEROSESSUALI, FRA MARITO E MOGLIE, NELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE…SOPRATTUTTO!

Ma noi siamo italiani, legati al fascio… sì, perché da bravi fascisti di seconda generazione noi prendiamo su tutta l’erba insieme, senza selezionare e dividere le informazioni in base alla rilevanza e alla pertinenza.

Lasciate stare quel bersaglio facile e smettetela di mettere su articoli con i luoghi comuni che sapete funzionano sulle masse…andate a fare il giornalismo vero, quello che aiuta il mondo, non quello che vi fa l’incremento a fine mese.

VENDUTI!

https://www.gay.it/attualita/news/omicidio-varani-marco-prato-sieropositivo?from=widget-no-title

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Giovanni Di Colere 3.3.17 - 7:32

Il Corriere della Sera si è lanciato in una crociata contro i gay per darci in pasto ai famelici razzisti xenofobi omofobi spesso parassiti sociali che manco lavorano che con molti click fanno aumentare gli incassi della pubblicità digitale. E quindi la regola di dare loro ciò che vogliono e dire loro ciò che già pensano sui gay con stereotipi sui gay parrebbe funzionare. Ovviamente gli etero ne fanno come e di peggio su orge hiv festini droga pedofilia sfruttamento della prostituzione violenze familiari tradimenti delle mogli contagio (non si fanno manco il test c'è uno a Roma che ne ha infettate 63 ) Stiamo parlando di Rcs azienda morta 2 volte dopo aver bruciato il patrimonio svenduto Rizzoli Bompiani e tutti i libri ipotecato la sede storica di via solferino un posto intriso di giornalisti sedicenti in realtà la casta dei sindacalizzati con tessera dell'ordine che il più delle volte scrivono senza aver idea di ciò di cui scrivono . Ora è di Cairo che l'ha comprata per 2 lenticchie che la trasforma nella macchina del fango versione eva 3000 per il popolino intollerante e inebetito quello che tra le foto delle tettone e un gossip più falso dei seni di cui sopra crede alle paginette di inserzioni pubblicitarie "50 kili dopo" con le due foto del prima e dopo. Quello che ordina le "scimmie di mare". E qui viene il problema. Purtoppo il salviniano trollizzato con 20 id che impesta il web sul loro sito o la tardona frustrata non è un utente unico (bellissimo un articolo su questo tema di Severgnini ad alcuni hanno mandato a casa la polizia postale che si è trovata di fronte a squallidi omuncoli) e soprattutto non interessa agli inserzionisti. Non compra on line lui: si gioca la pensione di giorno al bar alle macchinette e di notte con le varie peripatetiche. E tra le due cose magari frequenta pure questo sito scrivendo che la natura ha previsto che ci dobbiamo accoppiare come fossimo vacche o lucertole. Contento Cairo contenti tutti a proposito di copie con una sola c quelle del Corriere da 700 mila sono meno di 300 milae mi sa che resteranno solo del tipo di cui sopra. Prima o poi gli inserzionisti se ne accorgeranno è solo questione di tempo.

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Mary# 3.3.17 - 5:04

Bellissimo articolo l ho amato dall 'inizio alla fine! Ironico pungente ed estremamente rrealistico ( purtroppo)

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Sandro Mattioli 2.3.17 - 18:52

Per fortuna che Sandro ci ha messo una pezza da par suo. Grazie. Detto questo è vero: torniamo a Philadelphia. Accade perché c'è chi crede che giornalismo voglia dire fare copia-incolla di notizie prese ovunque, senza commento, senza un qualsiasi taglio redazionale, con buona pace di una qualunque etica professionale. Torniamo a Philadelphia perché la comunità LGBT è, volendo essere garbati, disattenta quando si tratta di HIV, perché l'attivismo che mette in campo per i diritti e l'uguaglianza lo nega per HIV. E' gravissimo che quella copertina oscena sia comparsa in quel modo in un luogo che si chiama gay.it, punto di riferimento di una delle comunità, piaccia o meno leggerlo, più colpite dall'infezione.

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Alessio 2.3.17 - 17:35

Una faccia dolcissima, un pisello che levati... ed è pure intelligente.

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Le Spy 2.3.17 - 11:40

"Questo articoletto di oggi mi riporta furente a quelli dei giorni scorsi sui festini di Milano, dappertutto di evidenzia la parola “ESTREMO”. Come se il fatto di essere in tanti ed avere delle droghe sul fornello significhi obbligatoriamente procurarsi un arresto cardiaco o uccidere qualcuno a coltellate" Mi ha tolto le parole di bocca! A prescindere dalle discutibili condizioni igieniche, si tratta di semplice sesso di gruppo. Leggendo i titoli di giornale sembra che si praticasse quel bondage che se non stai attento ci scappa il morto...

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