Roma, quasi 10.000 persone al primo corteo per la difesa dei diritti delle giovani persone trans

Migliaia di giovani persone trans da tutta Italia si sono ritrovate nel cuore di Roma. "Non si era mai vista una cosa del genere".

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Una partecipazione straordinaria. 24 ore dopo il Transgender Day of Visibility (TdoV), ovvero la giornata internazionale dedicata al supporto e alla promozione della visibilità della comunità T, e a poche ore dall’ennesimo caso di transfobia al liceo Cavour, Roma è scesa in strada per il primo corteo capitolino a sostegno dei diritti delle persone trans. Un vero e proprio Pride, colorato e pacifico, che ha attraversato il centro della Capitale, partendo da Piazza dell’Esquilino per arrivare fino al Campidoglio.

Organizzata dall’associazione Gender X, la manifestazione “Protect Trans Youth” ha visto migliaia di giovani trans ritrovarsi in strada, al fianco di alleat*, genitori, amic*, compagn*, insegnanti, istituzioni. Alla politica si è chiesto un intervento diretto sulla carriera alias, sulla formazione di personale scolastico e sanitario, sulla tutela della dignità del minore, sulla legge 164 del 1982 che è ormai ampiamente obsoleta.

Un liceo romano diceva di aver adottato la carriera alias, ma quando un ragazzo e andato lì per richiederla gli hanno detto che era contro la legge. Basta, siamo stanchi di prese in giro: vogliamo una norma ministeriale, l’autorizzazione del ministero“, ha tuonato all’Ansa Gioele Lavalle, fondatore e coordinatore di Gender X. “Hanno paura di noi ma siamo noi a subire la violenza dei professori, delle istituzioni. Viviamo nella costante paura di essere aggrediti”.

In piazza anche Marilena Grassadonia, Coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale.

“Oggi è una cosa meravigliosa, una boccata d’ossigeno, di speranza, di fierezza: non si era mai vista una cosa del genere. Sono orgogliosa di essere qui e di aver riempito insieme la nostra città per una battaglia di civiltà che stiamo provando a portare avanti insieme. Come Comune di Roma abbiamo dato il nostro patrocinio alla manifestazione, che non è solo una pecetta su un manifesto ma vuol dire starci e camminare insieme”. “Quanto accaduto ieri al liceo Cavour è vergognoso, strappare un manifesto vuol dire insultare la vita di persone in carne e ossa: noi ci batteremo perché questo non accada mai più e per l’introduzione delle carriere alias. Sempre più spesso a chiedercelo sono proprio i genitori di questi ragazzi, perché vogliono che i loro figli vivano e crescano in un ambiente sicuro. Andiamo avanti insieme in questa battaglia di civiltà”.

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Al corteo hanno preso parte anche Michela Cicculli, consigliera di Sce, e Flavia De Gregorio, capogruppo della Lista Civica Calenda Sindaco, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione capitolina Pari opportunità. Una bellissima bandiera lunga 50 metri con i colori della comunità trans ha accompagnato tutta la manifestazione, per poi concludere il proprio percorso sulla scalinata del Campidoglio.

Allo storico corteo, anche per questo motivo finito sulla prima pagina de Il Manifesto (foto copertina), hanno aderito decine di associazioni, ovvero Genderlens, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Libellula, Le Tre Ghinee, TDOV, Arcobaleno dei diritti (Latina) , CGIL Roma e Lazio, Famiglie Arcobaleno, Di Gay Project , Gay Center, Arcigay Roma, Differenza Lesbica, Azione Trans, MIT Movimento Identità Trans Bologna, ATN Napoli, Associazione Sunderam Torino, Ala Milano Onlus, Agedo Roma, Gaynet Roma, Polis Aperta, Agapanto, Libera Rugby Club, Collettivo Prisma, Lucha Y Siesta, Be Free, Ora d’aria, Collettivo Cattive Ragazze, Romà Onlus, Romni Aps, Associazione Rowni Roma Women Networ.

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