Antonella e Debora spose a Torino

Si è svolto alla Rotonda del Valentino l’emozionante sposalizio simbolico tra Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella alla presenza del sindaco Chiamparino: “Non siete cittadini di serie B”.

Entusiasmo e applausi a valanga ma anche commozione e occhi lucidi. È stata una grande festa, sobria nell’organizzazione e molto partecipata dai presenti, l’unione in matrimonio (simbolico) di Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella, svoltasi oggi pomeriggio nella panoramica discoteca torinese Rotonda al Parco del Valentino. Non sono mancate letture da parte di Roberta Padovano delle poesie saffiche di Patrizia Cavalli e calorosi messaggi d’affetto di amici e parenti.

Il primo a presentarsi, verso le 16.30, è il sindaco Sergio Chiamparino, accolto con tifo da stadio. Uno dei testimoni di nozze, Enzo Cucco del Comitato Torino Pride, evoca il Mahatma Ghandi (“dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo: Debora e Antonella sono questo cambiamento”) e il compianto Enzo Francone – “la sua assenza è molto forte ma lui è qui, in questo momento” – prima di presentare il primo cittadino. «Voglio fare gli auguri a Antonella e Debora» afferma Chiamparino. «E ringraziarle prima di tutto perché hanno capito l’esigenza che avevo posto: organizzare questa cerimonia non nelle istituzioni pubbliche comunali perché sono regolate dalla legge. Anna Paola Concia dice che sono un moderato ma in realtà sono anche un pò conservatore! Qualcuno ha polemizzato perché ‘ci ho messo la faccia’. Per me è un dovere essere qui per mettere simbolicamente il sigillo su un’unione come quella fra Debora e Antonella. È un momento che manda un messaggio forte di felicità ma anche sofferenza: sono due persone che si amano e vogliono che sia riconosciuto questo loro investimento sul futuro ma questo in Italia non può essere pienamente riconosciuto davanti a tutti. Questo non è accettabile. No, voi non siete di serie B. Se serve, sono felice di essere qui: è il dovere di chi ha responsabilità pubbliche. Questa iniziativa spero possa davvero servire a mandare un messaggio semplice e forte allo ‘spirito libero’ del Parlamento: credo che in Italia sia tempo che si crei un istituto, accanto a quello del matrimonio, per darci una legge che ci metta al livello dei Paesi più evoluti della nostra Europa».

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Ma il momento più commovente è lo scambio degli anelli. Dalla folla di adulti plaudenti spunta una deliziosa bambina, emozionata e un poco impaurita: è la nipotina delle spose, Noa, che consegna alle spose le vere realizzate apposta per l’occasione da un orafo di Torre Pollice.

L’unica contestazione si è ridotta al sit-in di un drappello composto da una dozzina di esponenti di Forza Nuova che esponevano dal lato opposto di Corso Massimo D’Azeglio uno striscione con scritto: “+ figli – omosessuali”.

«È un evento che ha valore simbolico e politico ma è soprattutto il nostro matrimonio» aveva dichiarato in mattinata Debora durante una conferenza stampa. Un desiderio confermato dalla futura moglie Antonella: «Noi volevamo soltanto sposarci da quando ci siamo conosciute nove anni fa. Ci ha accompagnato in questi nove anni il fatto che non potevamo farlo. Abbiamo portato avanti una lotta che combattono anche trans e migranti. Come coppia glbt abbiamo dovuto mettere in piazza il nostro privato. Abbiamo così deciso di andare dal sindaco che il sabato riceve la cittadinanza. Gli abbiamo chiesto un evento simbolico: ‘Lo faccia per noi, per tutte le coppie omosessuali’. Lui ha detto di sì».

È stata inoltre ricordata da uno dei redattori della bozza, Stefano Mossino, la proposta di delibera popolare che chiede il riconoscimento di pari opportunità per le unioni civili, sottoscritta da più di 2800 cittadini tra cui note personalità quali Gianni Vattimo, Chiara Saraceno e Luciana Littizzetto. «Non chiediamo nulla che non possa fare l’amministrazione comunale» sostiene Mossino. «Non serve il registro delle unioni civili, cioè un’anagrafe parallela ma bisogna eliminare la disparità di trattamento. Chiediamo di aprire consultori famigliari alle unioni civili e, per esempio, estendere il permesso di parcheggio ai conviventi».

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Arriva quasi alle lacrime l’Onorevole Concia nel ricordare l’importanza del valore simbolico del matrimonio di Antonella e Debora: «Io mi posso sposare e lo farò, a giugno o luglio, con la mia compagna tedesca Riccarda. Sono una donna fortunata. Lunedì festeggeremo due anni di fidanzamento».

L’unico dubbio delle neospose Antonella e Debora è sul viaggio di nozze: «Lunedì partiremo ma non sappiamo ancora per dove. Ci piacerebbe una spa dove rilassarci!».