Final Fantasy 7 Remake corregge l’omofobia del videogioco originale

Final Fantasy 7 del 1997 conteneva una scena in crossdressing, e nel suo nuovo remake gli sviluppatori l'hanno resa un momento di Pride LGBTQ+.

Dolcemiele e crossdressing in Final Fantasy 7 Remake
5 min. di lettura

In aprile è uscito Final Fantasy 7 Remake di Square Enix, primo episodio di una nuova serie di videogiochi che intende riprendere e aggiornare una delle opere videoludiche fondementali degli anni Novanta, Final Fantasy 7 di Square originariamente uscito nel 1997. Con una nuova grafica, una trama piena di elementi inediti e di missioni aggiuntive, un nuovo sistema di combattimento d’azione (il gioco originale era a turni) e maggior spazio dedicato ai personaggi secondari della storia, Final Fantasy 7 Remake non è un vero e proprio rifacimento dell’opera originale ma una sua reinterpretazione. O meglio, una reinterpretazione della sua parte iniziale, perché appunto questo è solo il primo episodio di una serie. Tra le novità, come Square Enix aveva promesso, è stata aggiornata e modificata anche la sezione del videogioco che vedeva il protagonista, il mercenario Cloud Strife, costretto al crossdressing. Final Fantasy 7 Remake trasforma questo momento, originariamente un siparietto omofobo, in qualcosa di molto diverso. O no?

Già in uno dei suoi trailer, Final Fantasy 7 Remake mostrava alcuni momenti ambientati nel “Settore 6” della città immaginaria e cyberpunk Midgar dove si svolge l’azione. Qua, Cloud è obbligato a travestirsi da ragazza per infiltrarsi nel palazzo del signorotto della mafia locale, Don Corneo, che recupera donne dai bassifondi per soddisfare le sue voglie. Nel Final Fantasy 7 originale l’intera zona, chiamata “Wall Market” nella traduzione inglese che arrivò da noi all’epoca (“Mercato murato” nell’attuale traduzione italiana), è ispirata ai quartieri a luci rosse giapponesi (ispirazione in gran parte persa nella traduzione originale), e contiene varie gag omofobe.

Omofobia in Final Fantasy 7
Il bordello Honey Bee Inn nel Final Fantasy 7 originale

Nella mia ricerca delle varie componenti necessarie per il travestimento, in Final Fantasy 7 visito una palestra, punto di ritrovo della comunità locale di crossdresser, e l’Honey Bee Inn, un bordello. Qui, a seconda delle mie scelte, posso finire in una minuscola vasca da bagno insieme a un gruppo di muscolosissimi uomini gay. Entrambe queste scene, quella della palestra e quella dell’Honey Bee Inn, rappresentano (come abbiamo spiegato in passato) la comunità gay secondo alcuni stereotipi diffusi nell’arte popolare e commerciale giapponese: gli uomini gay hanno caratteristiche effeminate, sono sessualmente aggressivi e non accettano di essere rifiutati. Crossdressing, omosessualità e transessualità vengono inoltre fusi in un unico fenomeno. In pratica, un uomo gay vorrebbe essere una donna, si traveste da donna e, potendo, “diventa” una donna.

Wall Market, Dolcemiele e crossdressing in Final Fantasy 7 Remake
Il settore 6, il “Mercato murato,” in Final Fantasy 7 e Final Fantasy 7 Remake

Final Fantasy 7 Remake mantiene lo spunto del crossdressing di Cloud, ma modifica pesantemente tutta l’ambientazione del Mercato murato. La palestra sembra ancora un punto di ritrovo per la comunità gay della zona, ma questa caratterizzazione è in generale meno caricaturale ed esplicita. L’Honey Bee Inn, Dolcemiele nella traduzione italiana, è ancora un club privato con stanze per spettacoli e attività che, da quello che il videogioco fa intendere, sono di natura esplicitamente sessuale, ma ora è anche un teatro di cabaret burlesque con un grande palco centrale e, da elemento secondario e opzionale, diventa alla fine il vero protagonista del Mercato murato.

Dolcemiele e crossdressing in Final Fantasy 7 Remake
L’Honey Bee Inn in Final Fantasy 7 e Final Fantasy 7 Remake

In Final Fantasy 7 originale Cloud poteva ottenere solo un elemento extra e non necessario per il suo travestimento nell’Honey Bee Inn e non poteva più entrare nel locale dopo essersi travestito, perché era ora considerato un noto pervertito. Invece in Final Fantasy 7 Remake tutto il travestimento avviene proprio dentro il Dolcemiele e sul suo palco. In mezzo a uno spettacolo di danza e musica, dopo un minigioco di ballo in cui Cloud si scatena insieme al proprietario del locale, Anyan, il protagonista viene truccato e vestito in una scena francamente spettacolare e divertentissima. E la canzone (in inglese) che accompagna la trasformazione di Cloud sembra provenire da una discoteca LGBTQ+ di una decina di anni fa. “La vita può essere dura, può essere amara, ma possiamo renderla oh così dolce. Qui al Dolcemiele ogni momento è una gioia. Alzati e getta via le tue paure! Alzati e mostra la tua anima con orgoglio [pride].” Alla fine dello spettacolo Anyan ci dice: “Ricorda che la vera bellezza viene dal cuore, e che la bellezza non conosce genere. Non vergognarti mai di ciò che sei.”

https://www.youtube.com/watch?v=pr3KbFfccgI

Insomma, Square Enix si è impegnata a essere inclusiva e a trasformare quelli che nel gioco originale erano spunti omofobi in una manifestazione di Pride LGBTQ+. Cloud si vergogna del travestimento e non è certo un momento di scoperta per il protagonista, ma tutti intorno a lui sono affascinati dalla sua bellezza e pronti a incoraggiarlo a sentirsi a suo agio. Il crossdressing in Final Fantasy 7 Remake non è più un ridicolo gioco da pervertiti di cui ridere, e sfidare le convenzioni di genere è qualcosa che possiamo fare, come dice Anyan, senza vergogna. Va detto che Cloud, in tutto Remake, è lontano dallo sbruffoncello un po’ macho del videogioco originale, anche se le figure femminili restano, fisicamente e caratterialmente, meri stereotipi. Parliamo comunque di personaggi di un’opera uscita nel 1997: anche se manca ancora molta strada da fare, la rappresentazione di genere nell’intrattenimento commerciale era totalmente diversa all’epoca.

Wall Market, Dolcemiele e crossdressing in Final Fantasy 7 Remake
La palestra del Mercato murato in Final Fantasy 7 e Final Fantasy 7 Remake

Final Fantasy 7 Remake è comunque ancora fortemente incentrato sull’esperienza eterosessuale. Le ragazze sembrano non resistere (scherzosamente o no) al fascino del protagonista, e il Dolcemiele è l’immagine LGBTQ+ da dare oggi in pasto a un pubblico eterosessuale abituato a RuPaul’s Drag Race quanto l’omofobia del Final Fantasy 7 originale era l’immagine LGBTQ+ da dare in pasto allo stesso pubblico nel 1997. Il mondo LGBTQ+ di Final Fantasy 7 Remake è ancora in gran parte uno stereotipo filtrato attraverso altre narrazioni e altre rappresentazioni ed è “queer” nel modo in cui un pubblico eterosessuale e cisgenere può accettare il “queer:” innocuo, sgargiante, divertente, un locale dove passare una serata ballando musica dance e pop. Final Fantasy 7 e Final Fantasy 7 Remake sono videogiochi decisamente politici, e raccontano la lotta di un gruppo di ribelli contro un colosso industriale deciso a sfruttare il pianeta sino a portarlo al collasso ambientale, ma la forza politica della sua comunità LGBTQ+ è disinnescata.

Cloud in Dolcemiele e crossdressing in Final Fantasy 7 Remake

Siamo sicuri che in molti preferiscano questa visione divertita e divertente, seppur innocua, alla rappresentazione ridicola di un’omosessualità “pericolosa” e minacciosa del videogioco originale. Anche noi la preferiamo. Ma Final Fantasy 7 Remake non è un vero miglioramento nella rappresentazione del mondo LGBTQ+ all’interno dei videogiochi, o un vero momento di rottura. Come tutte le grandi produzioni dell’industria dell’intrattenimento, Final Fantasy 7 Remake è soprattutto uno specchio del cambiamento della rappresentazione di queste tematiche nel resto della cultura popolare e nella società. Una società dove, appunto, RuPaul’s Drag Queen fa parte del mainstream, ma dove al centro resta l’eterosessualità: il “queer” non è più pauroso e strano, ma è accettato comunque in funzione di una realtà descritta come non queer.

Cloud in crossdressing in Final Fantasy 7 Remake
Cloud in crossdressing in Final Fantasy 7 e Final Fantasy 7 Remake

Final Fantasy 7 Remake di Square Enix è disponibile sulla console da gioco PlayStation 4.

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